Utente
Salve!
Scrivo a questo sito perché ho visto molti consulti e diversi pareri interessanti e poichè avevo bisogno di qualche delucidazione, ho pensato che qui avrei potuto trovare qualche parere.
Convivo da qualche anno con le emorroidi (diagnostichate circa quattro anni fa con anoscopia, ripetuta poi nel tempo; attualmente di grado II anche se tendenti, secondo il proctologo che mi ha visitato, al grado III - ovvero con leggero prolasso) anche se devo dire che sono talvolta fastidiose ma non eccessivamente dolorose.
Preciso che sono vegetariano, mangio molta verdura, evito tutto l'evitabile, prendo fermenti (anche se sporadicamente soffro di un po' di stitichezza) etc etc, e attualmente sono in cura con Topster per un ciclo di 5 mesi che si concluderà il mese prossimo con conseguente controllo con anoscopia again.

Il mio problema principale è un problema di informazione riguardo la possiblità di eventuali rapporti anali. Non parlo del presente nè del passato perché è molto tempo che non ho rapporti, da ben prima di soffrire di emorroidi, parlo di un ipotetica possibilità in futuro. Purtroppo non posso informarmi direttamente presso il mio medico curante per evidenti motivi di incompatiblità, così come mi risulta difficile parlarne con un proctologo dell'ospedale (che ogni visita tramite CUP vari, tra l'altro è diverso).

Ho letto le molte e varie risoluzioni alle emorroidi, dalla legatura al metodo longo all'emorroidectomia (tra l'altro suggeritami dal proctologo con estrema sicurezza nel caso la terapia non avesse dato effetti positivi) sino alla crioterapia selettiva.
Naturalmente non ho la benché minima idea però di quale sia il meno lesivo dei metodi e quello in assoluto più compatibile con la possibilità di avere eventualmente in futuro dei possibili rapporti anali.

Leggendo e rileggendo, m'è parso di vedere come a volte sia una questione di mode o di correnti di pensiero. Io vorrei semplicemente comprendere quale sia la metodica più indicata dal punto di vista scientifico e discuterne eventualmente con il proctologo.
Sarebbe forse opportuno essere seguito personalmente da un proctologo di fiducia, diciamo, ma attualmente io non saprei nemmeno a chi rivolgermi nemmeno per questo.

Ringrazio anticipatamente e resto a disposizione per eventuali chiarimenti (sicuramente avrò dimenticato qualcosa!).

Andrea

[#1]  
Dr. Francesco Nardacchione

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Gentile Andrea,

come Lei ha giustamente evidenziato non esiste un protocollo comune di trattamento per le emorroidi, ma esistono vari interventi che devono essere adattati al grado di malattia emorroidaria.
A mio giudizio:
nelle fasi iniziali (emorroidi I - II grado) può essere proposta una legatura arteriosa selettiva;
in caso di nodulo emorroidario o fasi più avanzate (emorroidi III - IV grado), si può ricorrere all'asportazione sec. la tecnica di Milligan Morgan;
in caso di prolasso rettale può essere consigliato l'intervento di mucoprolassectomia sec. Longo.
Diventa quindi indispensabile la valutazione diretta del caso, non potendo generalizzare.
Resta beninteso che un rapporto anale rappresenta uno stimolo irritativo locale ripetuto che andrebbe comunque ridotto al minimo.
Si rivolga con fiducia e serenità ad un proctologo, nella Sua città ve ne sono di veramente bravi.

(N.B. Situazioni come la Sua sono all'ordine del giorno, non abbia quindi remore.)

Cordialmente
Dr. F. Nardacchione
NB: qualunque sia il consulto la visita medica rimane imprescindibile

[#2]  
Dr. Andrea Favara

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Oltre a condividere le opinioni del collega, aggiungo che la tecnica di Longo, se indicata, presuppone l' astensione da rapporti anali per almeno sei mesi dall' intervento onde evitare possibili lesioni al parter da parte delle graffette che rimangono in sede.Auguri!
Dottor Andrea Favara
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