Utente
Gentili dottori
Vi scrivo per avere un vostro parere circa la mia situazione clinica.
Lunedì 12 ottobre ho effettuato un intervento di prolassectomia secondo Longo per risolvere un problema di emorroidi di 3° grado che mi affliggeva da tempo.
L'intervento é durato meno di mezz'ora e a detta dei chirurghi é riuscito perfettamente. Dopo due giorni di ricovero sono tornato a casa, con forti dolori e difficoltà a evacuare. Terapia a base di cortisone, toradol, contramal e tachipirina. Nella mattinata di venerdì sono riuscito a espellere una piccola quantità si feci senza sangue. Febbre costantemente sopra i 38 gradi. Domenica sera violento episodio di rettorragia con evacuazione di sangue vivo e grossa quantità di coaguli, vengo portato di corsa al al ps. Il chirurgo non rileva emorragia in atto ma solo tracce di sangue all esplorazione rettale. Hb a 11.5 (di norma 12.5, sono microcitemico). In mattinata ulteriore visita di un altro medico, stesso quadro clinico. Torno a casa, siamo a lunedì 19. Durante la notte altra violenta emorragia con evacuazione di meno coaguli e molto sangue vivo. Di nuovo in ospedale la mattina successiva, l esplorazione rettale non evidenzia emorragia in atto ma vengo ricoverato per osservazione, hb a 10.5
Nel primo pomeriggio altra massiccia emorragia continuata per circa due ore, hb a 7.4. Portato d urgenza in sala operatoria, hb a 6, necessaria trasfusione di due sacche. I chirurghi rilevano che la sutura è in buone condizioni ma é presente un vaso lesionato che legano con punti emostatici. Mercoledì mattina altre due sacche di sangue. Nei giorni seguenti l hb sale molto lentamente, viene effettuata una tac addome per scongiurare presenza di ematomi o raccolte di sangue, esito negativo. Nel week end ricomincio ad andare in bagno regolarmente e senza sangue, l hb é a 9. Lunedì 26 vengo dimesso. Martedi notte nuovo episodio di rettorragia con espulsione di coaguli e sangue vivo, corsa all'ospedale. Operato mercoledì mattina, i chirurghi rimuovono un nodulo emorroidario a loro dire causa del sanguinamento e cauterizzano la ferita. Nei giorni successivi tac addome e torace, di nuovo negativa. Test per la coagulazione del sangue negativi. Miglioro lentamente e comincio a evacuare senza sangue. Ieri altra forte rettorragia, altre due sacche di trasfusione. Stamattina angiografia che evidenzia leggero spandimento a carico della vena emorroidaria posteriore, effettuata embolizzazione.
Sono letteralmente disperato, sono ormai 20 giorni di calvario: ho subito 3 operazioni e i medici non sono ancora stati in grado di spiegare l'origine di questo sanguinamento. Nella vostra esperienza di chirurghi vi siete mai trovati di fronte a un caso di questo tipo? Quali potrebbero essere le cause di questi sanguinamenti anche solo in via ipotetica? É il caso di chiedere un secondo consulto? Vi ringrazio per l'attenzione e mi scuso per la prolissitá del messaggio.

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Dr. Andrea Favara

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Può succedere,molto raramente. Il problema sembrerebbe risolto.Prego.
Dottor Andrea Favara
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[#2] dopo  
Utente
É possibile avere il parere di qualche altro professionista? Una risposta del genere sinceramente me l'aspetto dal benzinaio sotto casa.

[#3]  
Dr. Andrea Favara

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Nella mia esperienza e nei dati della letteratura questa complicanza è descritta e si verifica molto raramente.L'ipotesi piu' verosimile è quella di un sanguinamento dalla linea di sutura sezione che puo' non risultare visibile alle revisioni chirurgiche.
Nel suo caso, in base alla sua descrizione, l' angiografia ha identificato la sede e la procedura di embolizzazione è la terapia abitualmente utilizzata.
Dottor Andrea Favara
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[#4] dopo  
Utente
La ringrazio per la celere ed esaustiva risposta.