Utente
Egregio dottore, da alcuni anni soffro di ragade anale. Nell'ultima visita, avvenuta il 07.03.2009 il proctologo mi ha diagnosticato: prolasso mucoemorroidario di II grado. Marisa anteriore fibrotica. Ragade anale anteriore cronica,papille anali ipertrofiche, consigliandomi l'effettuazione di un intervento chirurgico e dicendomi che il decorso post-operatorio sarebbe durato circa quindici giorni e che sarebbe stato "fastidioso". Pur non avvertendo al momento alcun dolore ho deciso di sottopormi all'intervento chirurgico perchè era stata paventata la possibilità che sulla ragade potesse formarsi una fistola. Mi sono quindi operato il 20.03.2009 ed il proctologo mi ha detto che, al momento dell'operazione, aveva anche individuato una piccola fistola. Ho quindi subito un intervento conclusosi con asportazione della marisca, fistolectomia, diatermocoagulazione della ragade e delle papille, sfinterotomia laterale sin. Il decorso post- operatorio non è stato affatto solo fastidioso,ma in alcune occasioni, dopo la defecazione, ho provato un dolore molto forte. Inoltre la mattina, dopo a defecazione, avverto un senso di costrizione all'ano e l'intera parte è dolorante. Non posso rimanere a lungo seduto e alcune volte ho avvertito anche continui stimoli ad urinare. Dopo circa tre o quattro ore (intorno alle 12,00) la situazione migliora quasi improvvisamente fino a scomparire nel giro di altre due o tre ore. Anche oggi, a ben venticinque giorni dall'intervento, il problema persiste. Il medico che mi ha operato, durante una visita di controllo effettuata il 12.04.2009 , dice che potrebbe essersi anche verificato un prolasso mucoemorroidario, ma che in questo momento non è in grado di dire effettivamene se ciò sia vero e che bisogna attendere la completa guarigione delle ferite e mi ha rinviato per un'altra visita di controllo al 18.04.2009. Vorrei sapere se i sintomi che ho descritto sono compatibili con una prolasso emorroidario, questo decorso post-operatorio è normale e se il prolasso è una possibile complicanza dell'intervento che ho subito, poichè non sono stato affatto avvertito sul punto.
Vi ringrazio moltissimo fin da ora.

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Dr. Stefano Spina

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Pur con i limiti di una valutazione che non tiene conto di elementi indispensabili che possono essere rilevati soltanto nel corso di una visita medica, non credo che il prolasso possa essere una conseguenza dell'intervento. Anche perche' lei stesso ci dice che esso era stato diagnosticato gia' prima dell'intervento stesso, in data 7 marzo.
Purtroppo questi post-operatori sono spesso piu' lunghi e travagliati di quanto ci si possa aspettare... Concordo dunque con il parere del suo Chirurgo: e' opportuno aspettare ancora quanche tempo prima di poter fare accurata diagnosi ed eventualmente adottare le necessarie contromisure.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
www.stefanospina.com