Utente
Gentili medici, dopo aver sofferto per più di un anno e passa di emorroidi, diagnosticate in pronto soccorso come di 2 grado, ho fatto la mia cura con creme con anestetici e pillole.
In un momento in cui non ero totalmente guarito (agosto 2020), praticando sesso anale, credo di aver innescato una ragade.
Dolori atroci e sanguinamento.
Facendo l'errore di non rivolgermi ad un medico, in questo periodo particolare, ho fatto fai da me delle prove con diversi medicinali, e non trovando più giovamento pratico dagli anestetici locali se non momentaneo, mi sono affidato ad una linea di ''non-farmaci'' a base di olio ozonizzato etc (Erbagil, prima rigenoma spray e adesso procten crema) : in termini di dolore e di infiammazione è tutto passato, avendo corretto anche l'alimentazione e l'igiene intima.
A volte percepisco solo leggeri pruriti, o doloretti molto momentanei, ma assenza di dolore.

Tuttavia, esplorando con il dito la zona lesa, noto assenza di emorroidi almeno a detta mia, mentre la ragade credo abbia cronicizzato perchè mi accorgo di un tessuto fibroso irregolare non molto esteso, solo a livello interno della bocca.
Ma non solo, anche un accumulo di carne che mi fa pensare ad un'emorroide che prolassa, ma non posso esserne sicuro.
Inoltre nell'ultimo periodo ho notato una specie di nodulo a metà del canale rettale, dolorante al tatto, ma accorgendomene da poco non ho applicato la crema in quella zona.

Gentili medici, vi chiedo:
ci sono farmaci che possono aiutarmi in questo senso essendo la zona lesa non molto ampia, o la chirurgia è la sola via?
Per il ''nodulo'' (ovviamente non so cosa sia, è una pallina che emerge), continuo con la crema?

Ringraziandovi in anticipo, chiedo scusa alla vostra categoria di non essermi affidato ad uno specialista.

Vi segnalo i farmaci che ho utilizzato, spalmati in questo anno e mezzo, per tentare di facilitare il vostro prezioso supporto.

Antrolin, Ruscoroid, Proctocare, Rigenoma Spray, Procten Crema (erbagil).
Daflon pillole.
Psyllum.

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Dr. Giuseppe D'Oriano

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Va visitato per una diagnosi di certezza e per valutare se esiste ancora spazio per una terapia farmacologica e dilatativa, e per la scelta del farmaco più appropriato.
Cordiali saluti.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
www.drgiuseppedoriano.blogspot.com