Utente 383XXX
Ho ritirato le analisi prescritte con i seguenti risultati.
ESOFAGOGASTRODUODENOSCOPIA:
Esofago: L'esplorazione dell'esofago evidenzia il cardias parzialmente incontinente. Sulla mucosa dell'esofago distale sono presenti alcune aree di tessuto di granulazione come da guarigione di pregresse erosioni.
Stomaco: Nel lume presenza di secreti limpidi non misti a bile. A livello del fondo e del corpo gastrico tre micropolipi sessili che vengono asportati con biopsia. Si effettuano ulteriori biopsie sulla mucosa del fondo gastrico per escludere gastrite atrofica. Non patologie all'antro gastrico. Il piloro è normotonico.
Duodeno: Il bulbo duodenale è normoconformato ed esente da patologie. La mucosa del tratto prossimale della II porzione duodenale appare lievemente granulomatosa-biopsie multiple per l'esame istologico.
Conclusioni: esofagite da reflusso di 1° grado; parziale incontinenza del cardias; micropolipi gastrici; duodenopatia in attesa del ref. istologico......
DIAGNOSI DEL REFERTO ISTOLOGICO:
1. Frammento di mucosa duodenale caratterizzata da atrofia sub-totale dei villi e da un aumento significativo dell'infiltrato linfocitario intraepiteliale (>40 linfociti/100 cellule epiteliali) compatibile con la diagnosi di malattia celiaca grado III B sec. Marsh.
2. Due frammenti di mucosa gastrica referibili a polipi fundici. Negativa ricerca per HP.
3. Due frammenti di mucosa gastrica di tipo fundico sede di lieve flogosi cronica superficiale. Negativa la ricerca per HP.
......
Anticorpi anti endomisio IgA - PRESENTI
Anticorpi anti transglutaminasi IgA - Risultato 72 (valore rif. 0-20)
.......
Valori alterati esame del sangue:
Globuli bianchi 4,1 migl/mmc
Emoglobina 9,6 g/dl
Ematocrito 29,7 %
Volume globale medio 66,0 micron3
Contenuto emogl. corpusc. medio 21,3%
Sideremia 19 mg/dl
Acido folico 1,4 ng/ml
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Le mie domande sono le seguenti:
1) Una corretta alimentazione riuscirà a ripristinare tutta la situazione ? La rinuncia ai "classici" pane, pasta e pizza dovrà essere totale ?
3) Ci saranno degli esami da eseguire con frequenza regolare oppure a lungo termine ?
4) Ho letto che tra i sintomi più gravi e l'insorgenza di artrite reumatoide, ci sono delle analisi che possono escludere la possibilità di tale ipotesi ?
2) In passato i prick test mi hanno evidenziato un forte allergia alle graminacee, l'argomento è correlato al problema della celiachia?

[#1]  
Dr. Claudio Toscana

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La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale.

L’incidenza di questa intolleranza in Italia è stimata in un soggetto ogni 100/150 persone. I celiaci potenzialmente sarebbero quindi 400 mila, ma ne sono stati diagnosticati intorno ai 65 mila. Ogni anno vengono effettuate cinque mila nuove diagnosi ed ogni anno nascono 2.800 nuovi celiaci, con un incremento annuo del 9%.

Per curare la celiachia, attualmente, occorre escludere dalla dieta alcuni degli alimenti più comuni, quali pane, pasta, biscotti e pizza, ma anche eliminare le più piccole tracce di farina da ogni piatto. Questo implica un forte impegno di educazione alimentare. Infatti l’assunzione di glutine, anche in piccole dosi, può causare danni.

La dieta senza glutine, condotta con rigore, è l’unica terapia che garantisce al celiaco un perfetto stato di salute.

La valutazione degli anticorpi antiendomisio ed antitransglutaminasi dovrà essere ripetuta dopo una adeguata dieta (4 - 6 mesi), mentre la valutazione dei più comuni indici ematochimici, in particolare di quelli che Lei riferisce alterati.

Circa i rapporti tra celiachia ed artrite reumatoide va detto che quest'ultima non va considerata come un "sintomo", bensì come una diversa entità nosologica che con la celiachia ha in comune l'origine autoimmune, ma le cui cause ancora sfuggono alle nostre conoscenze.

Cordiali saluti.
Claudio Toscana
Chirurgo - Coloproctologo

[#2]  
Dr. Roberto Mangiarotti

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Gentile Utente, concordo con quanto detto dal Collega che mi ha preceduto. Le consiglio inoltre di contattare l'Associazione Celiaci che potrà fornire numerose informazioni di carattere pratico utili alla gestione di questa malattia.
Cordiali saluti
Dott. Roberto Mangiarotti