Utente 190XXX
Buongiorno, a seguito di infarto intestinale massivo, la mia mamma (anni 63)ha subito una resezione intestinale di circa 2mt intestino tenue (parte alta, segmento successivo al digiuno). L'infarto intestinale è avvenuto a seguito di trombosi della vena porta che tuttavia a distanza di sei mesi è stata quasi completamente risolta attraverso inizioni sottocute di eparina. Viene ritenuta, anche dai suoi colleghi, una miracolata. Dopo due interventi a distanza di pochi gg dall'infarto per mantenere uniti i due monconi di intestino, vista la continua deiescenza delle suture interne, il chirurgo ha optato per una digiunostomia e una ileostomia della parte finale, in attesa di poter procedere a ricanalizzazione. Ad oggi la situazione è la seguente: ancora ricoverata presso una struttura ospedaliera, nutrita attraverso NPT povera di lipidi (al fine di non sovraccaricare il fegato). Niente alimentazione enterale, stante l'esiguita del tratto intestinale che cofluisce nella digiunostomia. L'ileostomia per la parte di intestino rimasta "inattiva", dall'leo all'ano, invece non è più stata nutrita, quindi presumibilmente dopo 5 mesi il tratto di intestino compreso tra l'ileo residuo e il retto è atrofizzato. Prima della ricanalizzazione vogliono "risvegliare il tratto intestinale atrofizzato attraverso la progressiva infusione di soluzione, prima glucosata poi alitraq, al fine di ripristinare un assorbimento del tratto, in vista della ricongiunzione. Premessa la genericità della situazione descritta, mi chiedo se ci sono ancora rischi, a distanza di sei mesi e con una situazione stabilizzata, di deiescenza delle suture e se, il tratto atrofizzato, potrà comunque recuperare una sua capacità di assorbimento. Grazie e cordiali saluti

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Dr. Andrea Favara

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I rischi ci sono sempre e comunque, indipendentemente dalla situazione preesistente, tuttavia l' intervento appare indicato e quanto proposto dai colleghi appare condivisibile. Auguri!
Dottor Andrea Favara
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[#2] dopo  
Utente 190XXX

La ringrazio moltissimo del pronto riscontro. Quindi mi conferma che un tratto di intestino atrofizzato, se risollecitato con la nutrizione, può tronare ad assorbire? L'atrofia non è quindi una situazione irreversibile, giusto?
Ancora grazie

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Dr. Andrea Favara

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No, non è irreversibile
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