Utente 193XXX
Salve, sono un ragazzo di 30 anni. In questi ultimi anni, saltuariamente mi sono capitati casi di cattiva digestione, ma in questo ultimo periodo il disturbo si presenta spessissimo (anche quotidianamente).
Il tutto inizia poco dopo mangiato (specie dopo cena), con una sensazione di oppressione alla base del collo (cosidetto bolo faringeo), poi si susseguono eruttazioni frequenti. Molto spesso faccio fatica ad espellere questa aria, come se rimanesse bloccata nel suo percorso.
Come conseguenza, lo stomaco mi si gonfia un pò e la digestione mi risulta molto difficile e lunga. Il mio medico di base mi ha fatto fare una cura con gadral 800 in bustine x un mese circa e poi mi ha prescritto una gastroscopia ipotizzando reflusso gastroesofageo. Da questo esame non è risultato nulla di tutto ciò se non una gastrite antrale. Cardias continente ed in sede ed esofago nella norma. Ora, dato che anche a parere del mio medico, sembra tutto a posto, non mi spiego questi sintomi. Ho sempre mangiato poco e ora mangio meno per evitare problemi digestivi e, nonostante ciò, li ho comunque. Il Gadral mi ha un pò attenuato i sintomi rispetto ad un mese fa quando avevo quel senso di nodo alla gola che perdurava per tutta la giornata ma mi sta anche provocando molta stitichezza. I sintomi mi sono rimasti anche se ora vanno e vengono, specie dopo cena e perdurano fino al mattino quando faccio colazione. Spero possiate darmi un consiglio. Vi ringrazio per il vostro aiuto

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Dr. Alessandro Scuotto

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Gentile signore,
la sintomatologia esposta - in assenza di una chiara dimostrazione di reflusso esofageo - può essere attribuito ad una modalità comportamentale: l'ingestione involontaria di aria durante la deglutizione.
E' necessario rallentare la velocità di assunzione del pasto, eseguire una corretta masticazione (verificare le condizioni con una visita odontoiatrica), eliminare l'introduzione di bevande gasate e schiume (panna, cappuccino...), eliminare - se presente - l'abitudine al fumo.
Anziché un antiacido, può essere utile la temporanea assunzione di un tensioattivo (simenticone, carbone vegetale...).
Crdiali saluti.
Alessandro Scuotto, MD, PhD.