Utente
Gentili medici, verso la metà di dicembre ho iniziato ad accusare dei dolori pungenti sul fianco destro, precisamente all'altezza dell'ultima costola (l'ultima partendo dall'alto): tali dolori non sono mai durati più di 1-2 secondi, pertanto non ho dato particolare importanza al sintomo. Le prime volte che si sono verificati, ero seduto alla scrivania, quindi ho pensato potessero essere causati da una postura errata. Le successive volte si sono sempre verificati di mattina, al risveglio, non tutti i giorni: da dicembre fino ad oggi al massimo 15 volte in totale, sempre della brevissima durata di 1-2 secondi. Ritenendo, comunque, questi dolori non normali, anche se non fastidiosi, e avendo deciso di andare dal medico nei prossimi giorni, mi sono voluto documentare un po' sulle possibili patologie e sugli eventuali esami da eseguire, approdando alle malattie delle vie biliari.

Tra i vari sintomi leggo che quando si manifestano sono piuttosto dolorosi e durano anche diverse ore, tuttavia nel mio caso sono di brevissima durata: se durassero più a lungo, mi darebbero più fastidio... Poi leggo che si potrebbero avere dei problemi digestivi: mi capita di sentirmi un po' pieno, ma è pur vero che ogni tanto esagero un po' col cibo o magari bevo un succo d'arancia poco dopo un caffè, anche se comunque mi sono sempre nutrito regolarmente con cibi semplici e poco sofisticati (al massimo esagero ogni tanto con i dolci o con salumi e formaggi, ma è un'eventualità che capita non più di due volte al mese)... Infine leggo il problema flatulenza, ultimamente diventato piuttosto frequente, e inoltre ultimamente le feci sono piuttosto collose e maleodoranti...

Possono essere questi sintomi legati a dei calcoli a carico delle vie biliari?
O potrebbe trattarsi di qualcos'altro?

Vi ringrazio per gli eventuali consigli!

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Dr. Alessandro Scuotto

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Gentile signore,
se il suo medico conferma clinicamente l'orientamento diagnostico verso una patologia delle vie biliari, l'indagine più appropriata da eseguire è una ecografia.
Cordiali saluti.
Alessandro Scuotto, MD, PhD.