Utente
Gentili medici, sono un uomo di 33 anni e godo di buona salute, salvo alcuni piccoli disturbi principalmente dovuti a stress e ansia (es. emicrania, dermatiti, ecc.). Uno di questi problemi è il reflusso gastroesofageo. Circa 4 anni fa, infatti, ebbi un primo episodio di reflusso con sintomi tipici (es. bruciore all’esofago, rigurgiti acidi, ecc.). In quella circostanza il medico mi prescrisse una cura con IPP (pantoprazolo), che però ho dovuto sospendere dopo pochi giorni per il sopraggiungere di forti dolori muscolari sparsi (soprattutto agli arti). Dalle indagini prescritte sempre dal medico non risultò alcun danno di tipo muscolare, ma dovetti abbandonare quella strada per passare a quella più blanda a base di Riopan. Inutile dire che questo ha ritardato notevolmente il miglioramento della sintomatologia, il che mi ha portato – più per ansia che per altro – a fare anche una gastroscopia, che evidenziò un cardias ipotonico ma in sede. Il gastroenterologo, allora, mi rassicurò sulla situazione e mi invitò a non riassumere IPP in caso avessi avuto nuovamente questo disturbo.
Per un bel po’ di tempo non ho più avuto questo problema. Nel corso degli ultimi 2 anni, tuttavia, ho avuto almeno altri 3 episodi di sintomi atipici (senza nessun sintomo tipico), che io non sarei stato in grado di collegare al reflusso, se non l’avesse fatto il medico. Questi sintomi includono raucedine e abbassamento di voce, mal di gola, laringospasmo notturno e, soprattutto, una tosse stizzosa non-produttiva durata quasi 3 mesi. Le principali difficoltà nell’affrontare la situazione derivano dal fatto che, non potendo assumere IPP, le cure “sostitutive” (es. Riopan) non sembrano particolarmente efficaci.
Da ultimo ho sofferto anche di disfunzione tubarica, che mi ha provocato senso di stordimento e giramenti di testa, ipoacusia e mal d’orecchio. L’otorino che mi ha visitato recentemente non ha ricollegato direttamente il disturbo al reflusso, anche se mi sembra d’aver capito che un collegamento potrebbe anche esserci. Lo stesso otorino inoltre mi ha consigliato di provare a fronteggiare i fastidiosi sintomi extra-esofagei del reflusso con un integratore di nome Deflux, che ho iniziato a prendere da pochi giorni proprio in presenza di una nuove tossetta stizzosa e non-produttiva. Francamente, pur seguendo una dieta attenta, non ho grosse aspettative nei confronti di questa soluzione, ed è per questo che ho diversi dubbi, cui spero di trovare qualche risposta qui.
Anzitutto, ha senso – alla luce della reazione avversa che ho avuto 4 anni fa – escludere tutta la categoria degli IPP come possibile soluzione al mio problema? Se questo fosse il caso – e io ammetto di essere un po’ intimorito vista la brutta reazione che ebbi 4 anni fa – quali altre strategie si potrebbero adottare? È la terapia chirurgica una strada percorribile vista anche la mia giovane età e appunto la difficoltà a trovare la strada farmacologica giusta per eliminare questi sintomi fastidiosi?
Grazie

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Dr. Francesco Quatraro

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Può ovviare assumendo antisecretori AntiH2.
La chirurgia non è la panacea del reflusso e va riservata in casi selezionati, su precisa indicazione specialistica.

Ne parli con uno specialista.
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[#2] dopo  
Utente
La ringrazio per la pronta risposta e per il suggerimento, che proporrò anche al mio medico. Anche in questo caso si tratta di terapie di lungo periodo come per gli IPP?

[#3]  
Dr. Francesco Quatraro

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[#4] dopo  
Utente
Ok, grazie ancora!