Utente
Salve, sono un ragazzo di 27 anni, nel 2008 iniziai ad accusare d'improvviso forti bruciori allo stomaco, attenuati lievemente e per poco tempo dai pasti, e difficoltà respiratorie, nella fattispecie il bisogno di inspirare profondamente frequentemente con la sensazione di non riuscire a riempire completamente i polmoni per avere sollievo.
Mi fu diagnosticata la gastrite e mi venne detto che, con ogni probabilità, la sensazione di mancanza d'aria era causata da un'ernia iatale.
Iniziai una cura a base di lansoprazolo ed eliminai tutti i cibi e le bevande controindicate per tale patologia fino a ristabilirmi completamente.
Ahimè gradualmente ripresi le vecchie cattive abitudini alimentari ma, nonostante ciò, non accusai il minimo fastidio per ben 6 anni salvo i respiri profondi forzati che ormai sono diventati una abitudine.
Nel 2014 i sintomi si ripresentarono forse con intensità anche maggiore, prevalentemente difficoltà respiratoria con pressione persistente al petto, ricominciai la terapia ed eseguii una gastroscopia che confermò la presenza dell'ernia scongiurando la presenza di helicobacter. Mi ristabilii, questa volta, perseverando nell'evitare cibi controindicati salvo sporadiche eccezioni.
Qualche mese fa, però, successe qualcosa di inaspettato: iniziai ad avvertire delle extrasistole e data la mia natura ansiosa si ripresentarono bruciori (lievi) e sensazione di mancanza d'aria nei momenti di preoccupazione più intensi che poi scemano una volta calmato (per poi ripresentarsi nuovamente in momenti di ansia).
Una sera, dopo aver cenato con una pizza molto unta, una lattina di birra e tre tazze di tisana consecutive prima di andare a letto, sono finito al pronto soccorso con una fibrillazione atriale durata tutta la notte.
Stavano per farmi la cardioversione quando, dopo aver urinato prima di sottopormi ad essa, la fibrillazione è sparita di colpo e il cuore ha ripreso il suo normale ritmo.
Sono rimasto sotto osservazione in pronto soccorso fino alle 18:00 del giorno seguente con tutti gli esami del caso, tutto regolare. Nei giorni successivi ho iniziato una terapia a base di esomeoprazolo, ho eseguito un holter nell'arco di 24 ore, tutto regolare, anche questa volta il mio medico ha dato la colpa all'ernia iatale.
Al momento ho ripreso la terapia da un paio di settimane perchè accuso una avvisaglia di ricaduta (pressione al petto, sensazione di un corpo estraneo nel torace che preme sul cuore, difficoltà respiratoria).
Quello che mi lascia perplesso è: non avverto bruciori allo stomaco, solo una sensazione di pesantezza e gonfiore che perdura anche per ore dopo i pasti, pressione al petto e difficoltà respiratoria; alterno giorni di benessere più totale a giorni in cui i sintomi sono molto pesanti.
I sintomi si acuiscono in momenti di preoccupazione per le mie condizioni e spariscono, me ne rendo conto, quando non ci penso.
Possibile che, più che all'ernia iatale stessa, tutto questo sia legato prevalentemente all'ansia?

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Dr. Felice Cosentino

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L'ansia sicuramente è alla base della sua sintomatologia e in più interviene la così detta sindrome Gastro-cardiaca di Roemheld:

https://www.medicitalia.it/blog/gastroenterologia-e-endoscopia-digestiva/6459-la-sindrome-gastro-cardiaca-o-sindrome-di-roemheld.html

Cordialmente
Felice Cosentino - Milano.
Dr Felice Cosentino, Gastroenterologo/Endoscopista - Milano (Clinica La Madonnina), Roma, Calabria (Crotone,Reggio)
www.endoscopiadigestiva.it