Utente 389XXX
Buongiorno sono una ragazza di 22 anni e da circa 6 o 7 soffro di reflusso gastroesofageo.
Da 2 anni il reflusso è peggiorato (ora è presente tutti i giorni, alla sensazione di risalita si accompagna uno strano rumore tipo gorgoglio) e soffro anche di dolori addominali concentrati nella parte alta a destra dell'addome.
Sia allo stomaco ma anche più verso il fianco, in quella che credo sia la zona del duodeno, irradiandosi anche alla schiena.
Il dolore è pungente, come una ferita, non tipo crampo.
La mia dottoressa ha detto che soffro di SII e di MRGE e per questo ha richiesto una gastroscopia, in quanto nonostante le cure con pariet e gaviscon advance non ci sono stati miglioramenti.
Per l'esame endoscopico dovrò purtroppo attendere ancora un mese e nel frattempo sono molto preoccupata.
Ovviamente i primi pensieri sono i più tragici come un possibile tumore all'intestino o allo stomaco (difficile non farsi prendere da simili pensieri dopo anni di dolori senza risposta), oppure un'ulcera duodenale (mi rivedo molto nei sintomi tipici).
Quest'ultima opzione mi preoccupa molto perché so che l'ulcera può portare anche delle brutte complicazioni e al momento il mio dolore non accenna a diminuire, anzi.
In parte mi rivedo nella diagnosi di SII (gonfiore addominale, periodi di stipsi alternati a diarrea) ma in realtà questo tipo di dolore non mi sembra riconducibile ad essa, perché non si tratta di crampi ma di vere e proprio fitte sorde che colpiscono sempre gli stessi punti a destra e che non migliorano a seguito dello svuotamento intestinale o dell'eliminazione del gas.
Sto iniziando a credere che aspettare ancor un mese sia troppo difficile e rischioso.
C'è la possibilità che si tratti di un disturbo più serio di quello diagnosticato dalla dottoressa?
Perché al momento mi sta rendendo la vita molto, molto difficile.
Attendo pareri e consigli e intanto vi ringrazio!!

[#1]  
Prof. Alberto Tittobello

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Vorrei che abbandonasse subito l' idea di strane , gravi malattie, che non ha. Nemmeno l' ulcera. I suoi disturbi sono ben compatibili con la sindrome dell 'intestino irritabile, la cui terapia varia da persona a persona, a seconda dei sintomi. Quindi può essere consigliata solo dal medico di famiglia, che conosce meglio la situazione. Per quanto riguarda il possibile reflusso, vedremo l' esito della gastroscopia. Ma nel frattempo, non si agiti, non si preoccupi, aspetti l' esame con tranquillità.
Prof. alberto tittobello

[#2] dopo  
Utente 389XXX

Intanto la ringrazio per la risposta e le rassicurazioni. Negli ultimi 2 anni ho eseguito i più svariati controlli tra cui un'eco all'addome, emocromo e proteina c reattiva, bilirubina, esame delle feci per la ricerca di sangue occulto, helicobacter, calprotectina, esame delle urine, esami per la celiachia, anticorpi ANCA e ASCA.. Tutto risultato negativo. Il mio atteggiamento pessimistico deriva dal fatto che nonostante sia da mesi in cura con la mia gastroenterologa (che va detto ritengo essere una valida professionista) non ho visto miglioramenti, ma solo peggioramenti. La sindrome dell'intestino irritabile non dovrebbe essere più legata a problemi della motilità intestinale? Perché queste fitte così persistenti durante tutta la giornata?