Utente
Buongiorno, chiedo consulto qui perché data l'emergenza globale in atto mi è impossibile eseguire qualsiasi tipo di analisi...
Soffro da diversi anni di reflusso e questo mi porta tachicardia e agitazione anche notturna non riuscendo più a prender sonno.
Cerco di tenerlo a bada con una buona alimentazione, ma non sempre riesco.
Vuoi per lavoro e mi tocca mangiare spesso fuori casa, vuoi per stress e pressioni lavorative, turni notturni ecc...
Le problematiche vere, però, hanno inizio circa 2 anni fa.
Dopo aver mangiato non sano ecco arrivare reflusso e gastrite, curato con pantoprazolo, ma prima di avere riscontri positivi ecco il nuovo sintomo associato all'ansia che già questo portava: il panico! Mai provato il panico, sensazione che definire brutta lo sminuisce... sintomo andato via in circa 2 giorni che arrivava in modo sporadico a qualsiasi ora del giorno o della notte.
In questi 2 anni ho avuto altri 2 episodi simili, con mente ferma sono riuscito a riconoscere e ricollegare il disturbo allo stomaco, anche perché ho un buon lavoro, una ragazza che apprezzo e mi vuole bene, sono in salute... niente percui avrei dovuto avere attacchi di panico.

Tornando ad oggi, da quando è iniziato il problema covid il mondo mi si sta disintegrando sotto ai piedi.
Vivo a 700km da qualsiasi parente, quindi impossibilitato a vedere chiunque.
In questo stesso periodo un parente è venuto a mancare, la mia relazione amorosa è terminata e (mea culpa) le amicizie che frequentavo erano principalmente amicizie di lei.
È da circa 20 giorni che questa situazione di stress mi porta problemi allo stomaco, inappetenza (ho perso circa 5kg) e ovviamente ansia, depressione... insomma un periodo tremendo, per fortuna 5 giorni a settimana ancora lavoro e mi distraggo, ma il weekend è devastante.
Sotto prescrizione medica uso pantoprazolo al mattino e zolpidem (5 mg) a sera e nonostante tutto continuo ad avere risvegli notturni oltre a tutto il resto.

La mia domanda è: * possibile che problemi all'apparato digestivo influiscano sulla psiche?
* è possibile che sia solo quest'ultimo che stia peggiorando la situazione clinica e la psiche gli corre dietro di pari passo?
O è l'esatto opposto?

Non posso effettuare analisi e cerco di affrontare il tutto con la testa, ma inizia ad essere davvero dura...
Scusate la complessità, ma credo di aver scritto in modo esaustivo il mio decorso per fare comprendere appieno ciò che mi riguarda.

Grazie

[#1]  
Dr. Marco Bacosi

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Lei deve categoria di tutto la sua ansia che è la causa del 90 % dei suoi disturbi.
Poi può associare una terapia per il reflusso.
Il problema gastrico è una conseguenza di quello psichico e non viceversa.
Cordialmente.
MARCO BACOSI MD PhD
Spec. in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva
Dott. di Ricerca in Fisiopatologia Chirurgica e Gastroenterologia

[#2] dopo  
Utente
Salve dottore, grazie per la risposta.
Ma se così fosse, perché a stomaco vuoto da diverse ore o viceversa con pasti troppo abbondanti la sensazione ansiosa cresce? Poi perché puntualmente viene scaturita da variazioni alimentari?
Grazie