Utente
Ho 27 anni, sono un uomo.
Sono alto 1m75cm e peso attualmente sui 58 kg.
Da fine agosto dell'anno scorso ho cominciato a star male.
Avevo nodo in gola, facile pesantezza dopo i pasti, nausea e acidità.
Mi sono rivolto a un gastroenterologo e ho fatto un mese di cura con Pantoprazolo 40gm e motilex prima di pranzo e cena più il Refluward.
Visto che ci fu un piccolo miglioramento ma continuavo ad avere il problema, mi fece fare la gastroscopia a inizio dicembre dove è emersa una "significativa ernia iatale da scivolamento" con sintomi di reflusso associati.
Mi disse che l'unica cura risolutiva è quella chirurgica, ma che si poteva provare a conviverci.
Così, dopo il primo ciclo farmacologico pre gastroscopia citato prima, a gennaio ho fatto un nuovo ciclo farmacologico di un mese con Lucen 20 due volte al giorno, Levroben 25 due volte al giorno e refluward.
Inoltre, evitavo cibi che potessero farmi male.
La situazione cambia poco, cioè i farmaci aiutano ma un po' di sintomi rimangono sempre.
Così, mi dice che non è consigliabile alla mia età prendere farmaci tutti i giorni e di provare a stare bene senza.
Mi rivolgo a una nutrizionista e comincio da metà febbraio a seguire una dieta specifica (e da lì fino ad oggi smetto di prendere farmaci, se non al bisogno un paio di volte, come suggeritomi dal medico).
Una cosa da sottolineare è che ho perso gradualmente peso da fine agosto ad oggi.
Obiettivo della dieta era ridurre i sintomi da reflusso e prendere anche gradualmente peso.
Nonostante la dieta, un po' di sintomi quotidiani rimangono sempre anche se mangio solo ciò che mi ha dato lei e ho perso, poco alla volta, altro peso.
Sono passato dai 63 kg che pesavo prima dell'inizio di problemi a fine agosto ai 57, 5/58 kg di oggi.
Il punto è questo: se anche mangio solo quello datomi dalla nutrizionista, ho comunque leggeri sintomi quotidiani (nulla di intenso, ma fastidiosi) e ho problemi col peso.
Se provo a "sgarrare" ogni tanto mangiando occasionalmente qualcosa che non dovrei (es.
l'altro giorno ho mangiato un cono gelato che non mangiavo da mesi e mesi), i sintomi peggiorano e diventano più intensi.
Non so cosa fare.
Prendere farmaci tutti i giorni mi è stato sconsigliato, l'intervento mi è stato detto si fa solo a certe condizioni e dopo alcuni esami citati dal dottore ma mai prescritti.
Se seguo una dieta specifica perdo peso e comunque lievi sintomi (nodo in gola, pesantezza e un po' di acidità) rimangono.
Se mangio diversamente per non perdere altro peso, accuso di più i sintomi, che mi peggiorano.
Confesso che la situazione sta diventando frustrante e non so che fare.
Vorrei sapere se può essere pericoloso convivere tutti i giorni con lievi (occasionalmente più intensi) sintomi da reflusso.
Cioè mi può portare con gli anni ad avere problemi e malattie più serie questa convivenza quotidiana con i sintomi descritti?
E l'intervento può essere una soluzione definitiva?
O comporta problemi a sua volta?
Insomma, mi sento bloccato.

[#1]  
Dr. Felice Cosentino

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Se ha mangiato il gelato ed è stato male si potrebbe pensare ad un'intolleranza al lattosio.

Cordialmente
Dr Felice Cosentino, Gastroenterologo/Endoscopista - Milano (Clinica La Madonnina), Roma, Calabria (Crotone,Reggio)
www.endoscopiadigestiva.it

[#2] dopo  
Utente
Salve dottore, intanto grazie per la risposta. C'è qualche esame in particolare da fare per scoprire un'eventuale intolleranza al lattosio? Poi da ignorante in materia ci sono alimenti da evitare oltre a quelli ovvi?
E per i problemi quotidiani di nodo in gola, facile pesantezza e sensazioni di leggera acidità?(li avverto subito dopo i pasti di qualunque genere). Purtroppo nonostante i cicli farmacologici fatti nei mesi scorsi e nonostante segua ormai da mesi una dieta datami dal nutrizionista (dieta fatta proprio per la diagnosi di ernia iatale e sintomi associati), i problemi quotidiani restano. C'è qualcos'altro che posso fare per approfondire i sintomi e/o per intervenire su di essi? Ricordo che ad oggi l'unico esame fatto è la gastroscopia e le terapie tentate sono state quelle farmacologiche citate sopra e quella alimentare. I problemi, purtroppo, restano