Gastrite cronica: ernia iatale o colecisti scleroatrofica?

Salve, mi rivolgo a voi per un prova che ormai dura anni.

Sono una ragazza di quasi 23 anni.

È una storia un po' lunga, dopo questo simbolo "XXXX" ci sono i risultati degli esami.


Tre anni fa ho iniziato ad avere un male strano, alla schiena.
Questo dopo poco si è evoluto in delle fitte terribili, come un coltello piantato nel ventre che venisse leggermente rigirato ogni tanto.
Di solito questi dolori mi svegliavano alle 3/4 e si portavano avanti fino alle 8/10 del mattino, a volte anche fino a pranzo.

La mia dottoressa mi ha dato da prendere del Riopan, ma non mi hanno aiutato.
Successivamente mi ha prescritto del Lansoprazolo, che ha funzionato e mi ha fatta stare in pace per un po'.
Sono andata avanti con cicli di Lansoprazolo al bisogno ma la mia dottoressa non mi ha mai prescritto esami.


Sono dopo un po' arrivata ad un punto in cui il Lansoprazolo non mi aiutava più.
Mi sono ritrovata in vacanza in Campania, in una zona senza medico, di nuovo disperata per il dolore.

Mio padre mi ha lasciato in mano una scatola di esomeprazolo (in particolare lucen) 40mg che lui aveva in quanto prende la cardioaspirina.
Dopo mille patemi sul prendermi un medicinale che non mi era stato prescritto e mille rassicurazioni da parte sua (che un po' di medicina se ne intende) ho provato.
È stata la mia pace.


Successivamente mi sono fatta prescrivere questo medicinale dalla mia dottoressa, che mi ha consigliato cicli da una settimana di lucen 40 e successive di 20 intervallati da cicli di gaviscon advanced al bisogno.
Successivamente lucen solo al bisogno.
Sono andata avanti con questa soluzione per un po', ma poi ho colto l'occasione di un'attacco in un momento in cui non ero sotto ciclo di lucen per farmi prescrivere una

XXXXXXXX

gastroscopia, visto che non mi sembra normale dover prendere farmaci per tutta la mia vita.
Risultato: ernia iatale e la conferma che dovrei prendere farmaci per tutta la vita.


Di nuovo: attacco, pronto soccorso, nuovo esame: ecografia con risultato colecisti scleroatrofica.
Nota: volte non sono riuscita a digerire e ho dovuto vomitare per star meglio (spesso inducendolo). Altre volte ho risolto con bicarbonato o Brioschi (bicarbonato+acido citrico).

Visita chirurgica: Il chirurgo chiede Risonanza Magnetica e parere gastroenterologo e poi di riferire.
RM conferma colecisti scleroatrofica a pareti (minimamente) inspessite, ripiegata a livello del corpo-fondo con materiale sfumatamente iperintenso in T1 come sludge biliare.
Il resto normale.


Sono andata dal gastroenterologo, che mi ha detto "il problema è l'ernia iatale" nonostante io non abbia problemi di reflusso, dato un farmaco per lo sludge biliare, dieta FODMAPs... e poi rifilato il Riopan nonostante gli avessi detto che non funzionava su di me, dicendo "ma ora sta bene" e poi "ah, lo usi solo quando ha un attacco".
Sono rimasta un po' delusa.

Ora: cosa faccio?
Cerco un consulto presso un altro gastroenterologo, visto che la struttura presso cui ho dovuto fare l'esame non era recensita molto bene?
Scrivo al chirurgo e vediamo?
Suggerimenti su quale potrebbe essere il problema?
[#1]
Prof. Alberto Tittobello Gastroenterologo 4k 196
No, il chirurgo non può fare nulla. Non c' è l ' indicazione a un intervento chirurgico. Deve proseguire con i comuni prodotti antiacidi. Se ne sono tanti, soprattutto quelli a base di alginato e bicarbonato. Non sono " veri " farmaci, con quelli può andare avanti quanto vuole.

Prof. alberto tittobello

[#2]
dopo
Utente
Utente
Va bene, grazie per la risposta.

Preciso che i medicinali sopra citati da soli non fanno molto: li alternavo ai cicli di lucen ma finivo sempre per dover riprendere l'esomeprazolo.
Visto che siamo nel 2021, spero di riuscire a trovare una soluzione definitiva e non dover passare la vita intera con questo problema così comune.

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