Utente
Gentili Medici,
non è la prima volta che chiedo un Vostro consulto. Anche se per la verità le altre volte mi sono rivolto ai Vostri colleghi cardiologi. Da qualche anno soffro di extrasistolia. I vari esami fatti (ECGrammi, un Ecocardio, un Holter, un prova da sforzo e analisi per i valori della tiroide) sono risultati tutti (fortunatamente) negativi. Quindi le cause della mia extrasistolia vanno ricondotte a fenomeni extracardiaci. Il punto è che non riesco a ricondurli a nient'altro, dal momento che pur riducendo sensibilmente l'assunzione di tabacco e caffeina, le extrasistoli insorgono (periodicamente) comunque. Certo, l'ansia o lo stress non sono facilmente controllabili (ma nenache quantificabili..). Potrebbe quindi trattarsi di qualcosa che non va al livello gastro-esofageo. Ma il punto è che a me non pare di avere problemi di digestione o di "stomaco". Quello che Vi chiedo è: un soggetto può avere problemi al livello gastro-esofageo (tali da giustificare l'insorgenza di extrasistoli), nonostante non avverta sintomi di cattiva di gestione o più in generale qualsiasi sintomo tale da portarlo a credere che qualcosa (al livello gastro-esofageo) non và..?! Cioè, il fatto che io (al livello di "stomaco") non abbia nessun sintomo particolre, mi dovrebbe far escludere che le mie extrasistoli possano dipendere appunto dallo "stomaco"? Se così fosse sarebbe inutile condurre esami sull'apparato gastro-esofageo.
Vi ringrazio anticipatamente. Cordialmente.

[#1]  
Dr. Alessandro Scuotto

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Gentile signore,
non vi sono aspetti nella sua storia clinica che lasciano pensare ad un coinvolgimento, anche indiretto, di una patologia dell'apparato digerente.
Da un punto di vista diagnostico è importante la distinzione, che le è stata spiegata in un precedente consulto, tra percezione del sintomo (palpitazione) e obiettività strumentale (extrasistole). Allorché non vi è coincidenza tra i due aspetti è opportuno, anziché supporre l'interessamento per contiguità di altri apparati, portare l'attenzione sugli aspetti psichici con l'aiuto di una visita specialistica psichiatrica.
Cordiali saluti.
Alessandro Scuotto, MD, PhD.

[#2] dopo  
Utente
Gentile Dr. Scuotto,
innanzitutto grazie del tempestivo consulto. Per quanto riguarda la mia storia clinica, esiste realmente la coincidenza tra palpitazione ed extrasistole/i. O meglio, non nego che possa capitare (e sarebbe del tutto lecito) che io avverta delle semplici palpitazioni. Ma quando le mie dita posate sulla carotide o sul polso mi permettono di "sentire" chiaramente battiti anticipati o non regolari bhè, allora la coincidenza di cui Lei parla sopra esiste davvero. Ed è per questo che mi piacerebbe eliminare non già i sintomi, ma le extrasistoli vere e proprie. Ma non riuscendo a trovarene le cause, Lei potrà immaginare quanto sia difficile. L'unico tentativo è quello di andare per esclusione. Ed allora ho ridotto sensibilmente l'assunzione di caffeina e tabacco, i valori della tiroide sono nella norma, cerco di non essere un soggetto eccessivamente pigro e la mia dieta è equilibrata. L'unica alternativa rimasta (escludendo cause cardiache, così come gli esami hanno confermato) è quella legata all'apparato gastro-esofageo. Ma come Lei mi fa notare (mi corregga se sbaglio), il fatto di non avvertire nulla di "anomalo" allo stomaco, già di per sè (senza il bisogno di svolgere esami di approfondimento), mi dovrebbe far escludere a sua volta l'ipotesi dell'apparato gastro-esofageo come causa delle mie extrasistoli. E allora...che fare???
Cordialmente.

[#3]  
Dr. Alessandro Scuotto

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Gentile signore,
che fare? quel che le ho segnalato in precedenza: una consulenza psichiatrica per valutare la reale portata della componente ansiosa sugli aspetti somatici.
Cordiali saluti.
Alessandro Scuotto, MD, PhD.