Utente
Buongiorno, ho 39 anni e sono mamma di un bimbo di 4 anni nato podalico con TC; la gravidanza è andata bene ma la cicatrice mi ha fatto male per 1 anno.
Ho cicli regolari di 28 giorni, il giorno 12/08 ho avuto le ultime mestruazioni e ho avuto rapporti solo il 25 e 26 agosto.
Ho fatto 2 test la sera del giorno 11/09/18 cioè a 1 giorno di ritardo, entrambi positivi.
Purtroppo sono ansiosa e alla scoperta dell’essere incinta (volutamente) si sono innescate in me paure inconsce legate al precedente parto che l’hanno aumentata moto.
Nella 1° visita a 5+4 il medico ha visto solo la camera gestazionale e per l’ansia mi ha dato gocce naturali.
Alla 2° visita a 7+4 il giorno 04/10/18 arrivo con fastidi alla cicatrice; il medico mi dice che è tutto ok, che la placenta sta iniziando a formarsi e che si vede il cuore che pulsa ma che i MAF sono assenti.
Mi dice che ho ovulato tardi perché l’embrione è lungo circa 5mm, non in linea con l’età gestazionale.
Io ho dubbi per la lunghezza del mio ciclo, per la data degli unici 2 rapporti avuti e perché se avessi ovulato con una settimana di ritardo il primo test difficilmente sarebbe stato positivo.
La notte tra il 9 e il 10 ho avuto male ai reni poi scomparso.
L’indomani al lavoro alle 14 faccio pipì e vedo la carta sporca di muco marroncino e anche la sera, solo in corrispondenza della pipì.
Appena mi corico ricomincia il male ai reni, questa volta forte e ad intermittenza.
L’indomani mi sveglio e il seno e la pancia mi sembravano sgonfiati.
Facendo pipì vedo scendere un'unica goccia di colore marrone scuro un po’ densa e poi mal di reni completamente passato.
Nel primo pomeriggio riesco ad andare dal ginecologo.
Appena inserisce lo strumento lo sfila subito dopo ed io lo vedo sporco di sangue rosso che prima non avevo mai visto; mi dice che è come se mi stesse per venire il ciclo.
Mi chiede se avevo espulso materiale solido ed io gli rispondo di no.
Conclude dicendo che si vede solo la camera gestazionale vuota.
Il giorno dopo ho avuto una emorragia e mi hanno fatto il raschiamento.
Gent.mo Dottore vorrei farle le seguenti domande:
1) E’ possibile che senza perdite di sangue inteso rosso e senza l’emissione di materiale solido io abbia espulso un embrione di circa 5mm?
2) E’ possibile che l’embrione sia morto dopo la visita del 04/10/18 e che poi si sia riassorbito?
3) Ritiene plausibile che le dimensioni dell’embrione incoerenti con l’età gestazionale dipendano da una ovulazione ritardata o invece concorda con me che questo sia, per i dati che Le ho fornito, difficile?
4) Reputa che se fossi corsa in ospedale la sera prima l’avrei salvato?
5) Dall’esito dell’esame istologico è risultato un quadro di ipovascolarizzazione dei villi coriali: devo intendere che la placenta si stava formando male?
6) Lei reputa possibile che il ritardo nello sviluppo dell’embrione ed il successivo aborto siano dipesi dalla mia forte ansia e dal fatto che spesso dormivo male?
Grazie infinite Dottore, di cuore.
Elisabetta

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Dr.ssa Lucia Vecoli

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Gent. Sig., la risposta alle sue domande purtroppo è semplicemente di natura statistica. Il 15% circa di tutte le gravidanze si interrompe spontaneamente, percentuale che aumenta significativamente con l'età materna, raggiungendo, a 40 anni, la percentuale di circa il 50%. Questo dipende dal fatto che, con l'avanzare dell'età della gestante, aumenta significativamente il rischio di anomalie cromosomiche del prodotto del concepimento, che sono la principale causa di aborto spontaneo. Con i mezzi diagnostici attuali, come l'ecografia vaginale, è possibile seguire l'andamento della gravidanza fin dalle sue prime fasi di sviluppo e documentare i fenomeni regressivi che si accompagnano all'aborto, tipo la morte e il riassorbimento dell'embrione nelle sue prime fasi di sviluppo. Non esistono terapie efficaci, il progesterone, l'acido folico in fase preconcezionale, l'aspirina, l'eparina possono servire solo se l'embrione è sano, altrimenti la natura fa inevitabilmente il suo corso. Il consiglio è quindi quello di riprovare il prima possibile, perchè l'età è il principale ostacolo, affidandosi al ginecologo di fiducia per eventuali terapie di supporto. Cordiali saluti e auguri.
Dr. Lucia Vecoli