Utente
Gentilissimi dottori per quanto so che un consulto on line si basa sempre su dati parziali vorrei comunque conoscere le vostre opinioni su una problematica che mi affligge.
Sin da ragazzina ho sofferto di dolori mestruali, con ciclo regolare nella durata e nel flusso.
10 anni fa ho avuto una ciste di circa 5 cm che in qualche anno di pillola si è poi riassorbita.
Ho smesso la pillola 2 anni fa; partner stabile da 10 anni, ma diversi episodi di prurito, arrossamenti e perdite biancastre curati (ahimè) con farmaci da banco.
Da 9 mesi circa ho notato una riduzione del ciclo (arriva ogni 23-24 giorni) con dolori molto forti nei primi due giorni di ciclo anche prima che il flusso vero e proprio si scateni, dolori che riesco a tenere a basa con ibuprofene; ma la sensazione di gonfiore e tensione addominale rimane per 5 6 giorni anche dalla fine del ciclo dandomi spesso problemi anche di carattere intestinale.
Dopo visita ginecologica ed eco transvaginale ed esami ca 125 (valori novembre 2019: 36.5, dicembre 2019: 41.0, maggio 2020 41.3) la ginecologa ha pensato ad una possibile endometriosi.
Mi è stata prescritta una risonanza magnetica (fine febbraio 2020): "utero antiversoflesso, di morfologia normale.
Endometrio dello spessore di 5 mm.
Regolare il segnale del miometrio.
Nell' Ovaio di sinistra è visibile formazione cistica pluriloculata, circonvoluta, verosimilmente dovuta a tuba dilatata (possibile sactosalpinge).
Ovaio di destra ingrandito, contenente multiple formazioni cistiche, la maggiore del diametro di 14 mm, con pareti modicamente ispessite, ben evidenti dopo somministrazione di gadolinio, apparentemente non dovuta ad elemento follicolare.
Assenza di falde liquide nel Douglas, vescica urinaria poco distesa".
È possibile una diagnosi di endometriosi?
Il tessuto endometriale fuori dalla sua sede non sarebbe stato visibile alla risonanza?
Cosa può provocare la dilatazione delle tuba?
i primi di marzo mi è stata prescritta un'isterosalpingografia, senza alcuna terapia per la possibile sactosalpinge.
Cosa ne pensate?
Purtroppo per via del covid c'è una certa difficoltà nell'accedere nell' ospedale in cui vengo seguita, dunque ha rallentato ogni tipo di contatto con il medico e nuovi controlli.
Sono molto preoccupata sia per un dolore post ciclo a livello inguinale sinistro che ho da un giorno circa (in prossimità della tuba dilatata), paura che possa degnerrare in qualcosa di acuto sia ovviamente per la possibilità di una gravidanza che vorrei programmare l'anno prossimo.
Vi ringrazio tanto e mi scuso se mi sono dilungata troppo.

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Dr. Nicola Blasi

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Più che a una endometriosi , penserei ad una PID (flogosi pelvica) che ha causato il "sactosalpinge" .
Le algie pelviche potrebbero essere conseguenza di una sindrome aderenziale .
Spetta al Collega stabilire se , in base ad esame clinico , sia opportuno impiantare una terapia antibiotica ed antiflogistica.
SALUTI
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

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[#2] dopo  
Utente
La ringrazio per la risposta veloce dottore. Un' altra cosa: l'alterazione del ca 125, seppur lieve, secondo lei sarebbe legata ad un'eventuale PID? E le possibili aderenze sono possibili anche se non ho mai subito interventi chirurgici?
Ancora grazie per la disponibilità. La saluto