Utente
Buonasera, sono una ragazza di 24 anni e a giugno ho avvertito un dolore all’inguine sx che irradiava verso la coscia.
Ho notato un rigonfiamento e ho fatto un’ ecografia che mi ha confermato la presenza di un linfonodo reattivo di 2mm.
Per cercare la causa ho fatto diversi esami: esame del sangue (livelli normali, anche VES), tamponi per le malattia sessualmente trasmissibili sotto consiglio di Ginecologo e dopo una visita dove non ha rilevato anomalie a livello delle ovaie o altro.
(HIV, Epatite, Chlamydia, Gardnerella, Ureaplasma, Micoplasma, Gonococco...tutti negativi.
vaccinata per HPV).

Solo le igG di Citomegalovirus e Epstein Barr positive.

Ad agosto non sento più il linfonodo, ma avverto i sintomi della cistite ed effettuo l’esame delle urine che rilevano la presenza di E.
coli, 1 milione, ma senza antibiogramma.

Ho trattato la cistite con Monuril e successivamente antibiotico Ciproxin.

A settembre ho fatto nuovamente l’esame delle urine (in quanto avevo incontinenza) con antibiogramma (E.
coli 800mila).

Ho curato la cistite con antibiotico specifico e ora a distanza di 2 settimane dalla fine della cura ho nuovamente il linfonodo.

(sento la zona inguinale indolensita’, continua verso la coscia e bassa schiena.

Dolore e fitte simili al periodo premestruale all’ovaio sx (da escludere ovulazione o ciclo in quanto terminato pochi giorni fa).

Vorrei precisare che questa sensazione di fastidio/dolore l’avverto maggiormente dopo un rapporto.
(Il mio ragazzo non presenta sintomi)
Ora non so quali altri esami effettuare.

Il ginecologo mi consigliava un RMN DWI con mezzo di contrasto.

Dovrei approfondire dall’urologo?

O fare direttamente una biopsia?

Grazie

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Dr. Piergiorgio Biondani

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Gentile ragazza,
la sintomatologia che lei riferisce, correlata con la presenza di un linfonodo inguinale con carratteristiche reattive ( e quindi non sospetto per altre patologiedi maggiore peso) farebbe pensare ad una situazione infettivo/infiammatoria a livello degli organi contenuti nella pelvi, non solo utero e ovaie, ma ad esempio, anche tube, vescica, intestino...
Anche il peggioramento dopo i rapporti potrebbe essere un indice di quanto sopra ipotizzato.
La costante presenza di E.Coli a livello urinario, con sintomi, va sicuramente approfondita, soprattutto per quanto concerne la provenienza (intestinale? vulvare?...).
Purtroppo la negatività di un tampone non sempre è, per vari motivi, totalmente attendibile. Spesso è opportuno ripetere l'esame più volte.
Non è chiaro se i rapporti sono protetti dal profilattico o meno, ma ugualmente la mancanza di sintomi del suo ragazzo non è particolarmente significativa, potrebbe comunque essere portatore di qualche problematica batterica.
L'esecuzione di una RMN, come suggeritole dal suo ginecologo, potrebbe portare un elemento di maggiore chiarezza, e, soprattutto di tranquillità per lei.
Penso che alla fine tutti gli accertamenti e la clinica relativa alla sua situazione vada valutata con una visita di persona con un medico di sua fiducia che possa inserire il tuttto in un quadro globale e non settoriale.
Cordiali saluti
Piergiorgio Biondani.
Dr. piergiorgio biondani