Utente
Salve a tutti, sono qui per chiedere un parere di qualche esperto in quanto a mio padre, 15 giorni fa circa è stato diagnosticato un ematoma cerebellare nella parte destra.
Il paziente ha 82 anni, non ha mai perso conoscenza, è sempre stato sveglio ed in movimento(anche se non riesce ad esprimersi bene).
il neurochirurgo che lo ha visitato nei primi giorni ci ha detto che non era operabile data l'età ed ha ritenuto opportuno procedere con una terapia di riassorbimento e dopo alcuni giorni in ospedale, mio padre è stato trasferito in un centro riabilitativo.
Vi scrivo i referti delle ultime 2 tac effettuate nel centro riabilitativo dove è ricoverato(a distanza di una settimana l'una dall'altra)

Referto 1(5/8/2011):
grossolano ematoma in evoluzione del diametro di circa 4.5cm in sede cerebellare destra che determina compresisone e dislocazione a sinistra della linea mediana del IV ventricolo con secondaria dilatazione dei ventricoli.

Referto 2(oggi: 12/8/2011):
in fisiologica evoluzione l'ematoma intraassiale cerebellare destro di 4.5cm che determina compressione e dislocazione a sinistra della linea mediana del IV ventricolo e completa obliterazione delle cisterne peribulbopontine.
L'effetto massa sul IV ventricolo condiziona dilatazione triventricolare in assenza di trasudazione trasependimale.
Non rilevate lesioni sopratentoriali.

Io non sono un medico, ma è evidente che non c'è stato nessun miglioramento nonstante la terapia adottata.

Oggi ci siamo messi in contatto con alcuni neurochirurghi della zona, per avere un consulto al più presto e decidere come procedere.
Qualche esperto potrebbe darci qualche indicazione sulla terapia farmacologica e/o indicazioni del caso?
Grazie

[#1]  
Dr. Vincenzo Della Corte

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Presumiamo che alla base dell'emorragia vi sia solo un'arteriosclerosi (non un tumore).
In questa circostanza il problema, in attesa che l'ematoma cerebellare si riassorba , è l'ostruzione delle vie liquorali con conseguente idrocefalo a monte ed ipertensione endocranica che può essere pericolosa anche per la vita, specie se raggiunta
velocemente.
Per ovviare all'idrocefalo è opportuno fare una derivazione liquorale, ai limiti anchetemporaneamente esterna tenendo la pressione intracranica a livelli non eccessivamente bassi per impedire di dare spazio all'ematoma facendogli guadagnare altro terreno.
Quanto detto può essere utile, in linea di massima, per il tempo necessario al ripristino delle vie liquorali.
Naturalmente, il tutto va valutato in relazione alle condizione generali e neurologiche del paz. ed alle immagini delle indagini neuroradiologiche.
Auguri cordiali e, se ha piacere, faccia conoscere gli ulteriori sviluppi della situazione.
Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
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[#2] dopo  
Utente
La ringrazio infinitamente per la risposta, riferirò a chi di dovere.

Io e la mia famiglia ci siamo molto preoccupati dopo aver visto i risultati dell'ultima tac, visto che non c'è stato alcun miglioramento con il riassorbimento dell'ematoma, e noi tutti speravamo in qualche notizia più confortante visto che il paziente sembra migliorare dal punto di vista fisico(nei movimenti e nella parola).
Grazie ancora, vi farò sapere ulteriori sviluppi