Utente
Egregi Dottori,sono una ragazza di 27 anni.
dopo alcune settimane caratterizzate da continui formicolii al dito mignolo ed anulare sono sopraggiunti formicolii e piccole scosse alle gambe (sensazione di camminare su un pavimento elettrico) ed in rapida successione anche i mal di testa (tra gli occhi) e mal di schiena. Dopo un primo consulto ortopedico con diagnosi "cervicobracalgia" mi vengono prescritti dei cortisonici (che non assumo) e faccio una seconda visita dal neurologo che invece associa il tutto all'ansia...responso...cura di Xanax (che non assumo) alla fine seguo il mio istinto ed effettuo una RMN al rachide in toto ed emerge una voluminosa Ernia Discale tra le vertebre C6-C7. Dalla RM risulta abbastanza vistosa tanto da restringere per oltre la metà la fascia spinale su cui spinge l'ernia stessa. Con gli esami alla mano ho eseguito una Terza visita presso un neurochirurgo il quale ha espresso una iniziale volontà di evitare l'intervento microchirurgico in quanto gli effetti sono decisamente blandi e non soffro di particolari dolori se non i formicolii a mani e scosse ai piedi, mi ha comunque prescritto Elettromiografia agli arti superiori per valutare l'effettivo stato di sofferenza. Giungo quindi alla mia domanda:
essendo venuta a conoscenza, per mezzo di un fisioterapista, di un efficace trattamento dell'ernia discale mediante il "Pompage" associato al "kinesio taping" al fine di ottenere un sensibile miglioramento ed essendomi stato letteralmente proibito dal predetto Neurochirurgo qualsivoglia approccio fisioterapico al mio problema mi chiedo e chiedo a voi; è davvero così dannosa questa pratica (nonostante abbia appurato i suoi benefici effetti da diverse fonti) e sono costretta davvero a pensare che l'unica via d'uscita sia l'intervento microchirurgico? ed ancora se a seguito del test EMG dovessi avere l'ulteriore conferma che effettivamente non sono in uno stato avanzato (visto che il neurochirurgo ha già appurato l'assenza di sintomi oggettivi preoccupanti) ho possibilità di sperare in una cura Conservativa di altro tipo?

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Gentile signorina,
non conosco quelle tecniche,ma in ogni caso concordo con il collega che,in presenza di una patologia cervicale (in questo caso discale), sono sconsigliabili tutte le tecniche manipolative e similari.
Sulla indicazione chirurgica attuale non posso esprimermi senza una valutazione oggettiva dei suoi sintomi e delle immagini di RM.
Posso solo dirLe che un'ernia discale ha un effetto compressivo sulle radici nervose e sul midollo spinale in quella sede e come tale va rimossa altrettanto "meccanicamente" ovvero chirugicamente.
E' pur vero che spesso un atteggiamento attendista è consigliato,ma questo va valutato non in modo generico e generale,ma nel singolo caso in base a diversi parametri valutativi, effettuabili direttamente sul paziente.

Disponibile per eventuali ulteriori chiarimenti,La saluto con cordialità

[#2] dopo  
Utente
Grazie Mille Dr. Migliaccio.....a quanto pare sono condannata all'operazione allora...prima..o poi! Quella che mi era stata proposta non è in realtà una manipolazione nel senso stretto del termine bensì delicatissime trazioni cervicali atte ad ottenere un lievissimo allontanamento dei dischi cervicali ed un successivo rientro (anche se parziale) dell'ernia stessa; il tutto associato all'uso del Finesio-Taping. Ancora Grazie per il veloce riscontro.

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Sconsigliabile anche quello! Si dice che è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago piuttosto che.....,ma l'ultima frase può essere adattata e sostitutirla con.... piuttosto che un'ernia rientri nella sua sede. Chi Le dice il contrario non conosce nè l'anatomia nè la patologia discale.

Inoltre devo dirLe che un intervento chirurgico non è una pena da scontare, ma una terapia che si applica alle patologie che non possono essere curate con i farmaci,allo stesso modo come una patologia che va curata con i farmaci non si può curare con la chirurgia.

Con cordialità