Utente
Salve,

mia madre ha 54 anni, 6 giorni fa purtroppo ha avuto un'emorragia cerebellare, dovuta ad un un innalzamento di pressione, con la formazione di un'ematoma di quasi 5cm.
L'abbiamo portata in ospedale alle 17 di pomeriggio e li è scesa in coma.
L'hanno trasferita in un altro ospedale nel reparto di neurochirurgia dove è stato prima eseguito un intervento di drenaggio tramite catatere per ridurre la pressione intracranica.
Successivamente alle 11 di sera il chirurgo ci ha avvisati che l'unica salvezza sarebbe stata l'intervento per rimuovere l'ematoma.
Alle 3.30 della mattina ci ha avvisati che l'intervento era riuscito e da allora è in coma ed in terapia intensiva.
I medici del reparto di rianimazione dicono che non possono prevedere nulla, cioè quando sarà fuori pericolo di vita e, se si sveglierà, i danni subiti.
Vorrei chiedervi quello che normalmente succede in queste patologie, se c'è un lasso di tempo dopo il quale si può scongiurare il pericolo e quali saranno le conseguenze una volta sveglia.

Grazie in anticipo

[#1]  
Dr. Vincenzo Della Corte

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Sicuramente la mamma sarà stata sottoposta ad un ulteriore esame neuroradiologico, e probabilmente più di uno, successivamente all'intervento di evacuazione dell'ematoma cerebellare.
Sarebbe interessante conoscere i risultati di tali successivi accertamenti (se le altre parti encefaliche siano al loro posto e non vi siano spostamenti delle strutture, se si riscontri edema o altro, tipo emorragiole, specie sul tronco cerebrale)...
Bisognerebbe sapere se il risveglio sia ritardato solo dai farmaci somministrati al momento, magari confermato da una breve sospensione, cosiddetta "finestra", o se lo stato di incoscienza perduri pressocchè indipendentemente dai farmaci. La paz., comunque, è intubata ed è in grado di respirare anche senza l'ausilio di un respiratore...?
Come vede, le cose da valutare sono molte; provi a fare qualche domanda a proposito ai Colleghi Rianimatori e, forse, si potrà saperne qualche cosa di più.
Cordialmente
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[#2] dopo  
Utente
Buonasera, grazie della risposta.
Provo a fornirle io i dettagli richiesti:
le hanno fatto un angiografia per scongiurare la presenza di MAV o aneurismi.
La respirazione è completamente assistita, è in coma farmacologico ma anche naturale da prima dell'intervento.
Sono presenti altre emorragie (minori) come l'ESA, di cui i medici non si preoccupano più di tanto.
Hanno eseguito proprio oggi una tac di controllo e non vi è traccia di nuovi sanguinamenti.
Domenica scorsa hanno sospeso uno dei 4 farmaci che la tengono sedata, il curaro, ma sia la pressione arteriosa che la PIC hanno iniziato a salire, cosi lunedi lo hanno rimesso.
Tuttavia il neurochirurgo che ha rimosso l'ematoma ha chiesto agli anestesisti come ha reagito lei durante l'assenza di tale farmaco e loro hanno risposto che tendeva a mordere il tubo per la respirazione.
Attualmente ha avuto nuovi casi di innalzamento della pressione, che hanno richiesto il diretto intervento dei medici.
Oggi ha avuto un innalzamento improvviso (dell'arteriosa) e per abbassarla le hanno somministrato un farmaco (NON SO IL NOME) che l'ha portata di colpo a circa 100 di massima,c'è stato anche un calo dell'ossigeno nel sangue ed hanno sospettato un'embolia, poi scongiurata con una tac toracica.
Da quanto ho capito la tengono super-sedata proprio per la pressione che tende a salire e si temono nuove fuori uscite.
Sabato hanno intenzione di rimuovere il sondino esterno (che abbassa la pic) e metterne uno fisso che arriva nella vescica, perché da quanto ho capito non riescono a tenerla sotto controllo ed anche questa tende a salire.
Ho letto nella cartella clinica che il paziente non è valutabile neurologicamente
Spero di averle dato le info necessarie per valutare il caso
Grazie
Alessandro

[#3]  
Dr. Vincenzo Della Corte

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Mi pare che sia molto indietro e che non tutti i pericoli siano scongiurati.
Mi preoccupa molto l'aumento della PIC, e l'aumento dell'arteriosa deve essere considerata, almeno in parte, in funzione della pic alta.
Il fatto che non sia neurologicamente valutabile ostacola un giudizio che, comunque, appare prematuro.
Eventualmente, ci risentiamo.
Cordialità
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