Utente
Buongiorno Gentili Dottori,
Storia di mio padre:
Ho 54 anni e soffro di ernia L5-S1 DX da 15 anni circa sempre gestita discretamente con cure mediche e chinesiologiche. Nel febbraio 2010 violenta e prolungata lombo-sciatalgia a dx con lenti tempi di recupero. Successivamente, dopo cure farmacologiche e ricorso per la prima volta al cortisone, sono stato visitato da un neurochirurgo che mi diagnosticava l’asportazione chirurgica. Nel settembre 2013 ulteriore e ancora più violenta lombosciatalgia sempre a dx con interessamento e deficit motorio del muscolo tibiale anteriore. Curato sempre con FANS, miorilassanti e cortisone, vengo sottoposto a nuova RM con la seguente diagnosi: “L4-L5 si documenta protrusione discale circonferenziale, con modesta impronta sul sacco durale, con fissurazione dell’anulus in sede intraforaminale Dx e paramediana a Sx. A tale livello è apprezzabile parziale impegno nei forami di coniugazione in ambo i lati, con reperto più accentuato a Dx ove la radice nervosa appare improntata. Tra L5-S1 si documenta ernia discale mediana-paramediana Dx, con larga base d’appoggio, modesta impronta sul sacco durale, fissurazione paramediana Dx dell’anulus, a parziale estensione intraforaminale bilaterale più accentuata a Dx, con radici nervose che appaiono improntate in ambo i lati. Diffuse note artrosiche iterapofisarie. Nei limiti i diametri del canale spinale. Regolare la morfologia, dimensioni ed intensità di segnale del cono midollare.”A dicembre 2013 vengo visitato a Bergamo, per sottopormi a intervento chirurgico con tecnica mininvasiva e a Giugno 2014 decido di effettuare l’intervento. Ricoverato in day ospital ormai pronto per l’intervento, vengo visitato dal professore prima di entrare in sala operatoria dove mi comunica l’inopportunità dell’intervento per mancanza di presupposti validi in quanto nel frattempo la mia situazione era migliorata, ma non del tutto risolta. Il professore mi fece capire che sarebbe stato meglio temporeggiare visto che la situazione era migliorata. Ora a distanza di un anno e mezzo, settembre 2015, sono di nuovo in preda di una ancor più violenta lombosciatalgia Dx con interessamento e notevole deficit motorio particolarmente del tricipite surale. Ricorso al PS mi è stata fatta una nuova RM con il seguente referto “Fisiologica lordosi lombare. Minimi segni degenerativi a carico dei metameri. Nei limiti l’ampiezza del canale spinale. A livello L4-L5 disco degenerato, con protrusione mediana, ed appoggio sull’astuccio durale. A livello L5-S1 disco ridotto in spessore, degenerato, con ernia estrusa posteriormente in paramediana Dx, con impronta sull’astuccio durale.”. Sono poi andato a Udine e visitato da un neurochirurgo, il quale mi riconferma la mancanza di presupposti per l'intervento. A questo punto mi sorge la domanda: conviene intervenire o rischiare una probabile prossima ricaduta che mi paralizzi la gamba? Sono confuso. Vi ringrazio per l'attenzione e aspetto vostro gentile e sincero parere

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Gentile ragazzo,

Sono a dir poco esterefatto se quanto dice corrisponde al vero.
Premetto che non posso esprimere un parere oggettivo a distanza, ma quanto dice ha dell'assurdo. Suo padre ha già dei defict neurologici importanti e le immagini delle ultime RM starebbero a indicare l'urgenza dell'intervento.
Mi piacerebbe sapere dagli illustri colleghi che hanno visitato il papà, quali, secondo loro, sono i presupposti per operare e quali invece mancherebbero nel caso in questione.
Per la certezza della diagnosi e della terapia dovrei valutare effettivamente i sintomi di Suo padre e visionare le RM.
Se le cose stanno così, il rischio di un aggravamento è concreto.

Disponibile per eventuali ulteriori chiarimenti, invio cordiali saluti

[#2] dopo  
Utente
La ringrazio Dottore. Purtroppo questa è la mia storia che sta diventando un’odissea. Approfitterei della sua disponibilità per farle ancora qualche domanda. Il neurologo di Udine, dal quale sono stato recentemente, mi ha detto che ci sarebbero le stesse possibilità di recupero sia in caso di intervento sia in caso di non intervento (per tale motivo mi sconsiglia l’intervento) lei cosa ne pensa?
Io sono molto preoccupato per questo deficit che mi porta a non camminare più bene (zoppico leggermente) ci sono possibilità di recupero lento ma graduale facendo della riabilitazione o della fisioterapia?

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Egr. signore,

Se quella risposta Le è stata data da un neurologo (specialista che non è mai entrato in una sala operatoria) posso solo dire che, non essendo competente, ha clamorosamente detto una fesseria.
Se invece quella risposta Le è stata data da un neurochirurgo posso solo consigliare al collega di fare il neurologo e non illudersi di essere un chirurgo.

Detto questo io a distanza non posso fare una diagnosi.
Le dico però che quando una patologia è da curare chirurgicamente, così è, e non ci sono optioni diverse.
E' possibile, nel caso della patologia discale, che l'intervento possa essere dilazionato oppure non sia indicato, ma affermare che una tale patologia (a maggior ragione se ci sono incipienti deficit neurologici) ha eguali possibilità di recupero,è indice di scarsa competenza.

E' chiaro che se un deficit (per esempio la paralisi di un piede provocata da un'ernia discale) data da molto tempo il recupero sarà difficile anche rimuovendo l'ernia, ma in questi casi non si deve generalizzare perchè ogni situazione può essere diversa da un'altra.

Cordialmente ed auguri