Utente
Buongiorno, in data 4/06/2002 ho subito il seguente intervento: Discectomia C5-C6 per via anteriore e artrodesi intersomatica a mezzo di protesi mobile di Bryan da 14 mm. presso la Clinica Universitaria di Neurochirurgia di Torino. La diagnosi era la seguente: spondilosi ed ernia discale cervicale con mielopatia e compressione del midollo spinale. Ho rischiato di rimanere paralizzato in quanto avevo solo più un filo di midollo che andava al cervello, quindi mi hanno operato d'urgenza. Ho scongiurato il pericolo della paralisi, però devo convivere con una continua instabilità, nel senso che d'improvviso vedo le cose intorno a me che si muovono e spesso all'improvviso cado. Non posso fare sforzi perchè i muscoli sono deboli e in poche parole non posso mai stare da solo. L'ultima radiografia fatta è di maggio 2014 e sul referto c'è scritto:
Si osserva distanziatore intersomatico in C5-C6. Non si evidenziano disallineamenti somatici. Si osserva cervico-uncartrosi C4-C5 con riduzione in ampiezza dello spazio discale interposto.
Volevo sapere, visto che sia chi mi ha operato che altri specialisti mi hanno detto che devo convivere con questi problemi di sbandamento, voi cosa ne pensate?
Vi ringrazio infinitamente e porgo distinti saluti.

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Non credo che i sintomi riferiti dipendano dall'intervento di 14 anni fa.
Per poter indicare accertamenti al fine di giungere a una diagnosi, è necessario che Lei consulti di persona, in prima battuta un Otorino, poi eventualmente un neurochirurgo se l'Otorino non risocntra patologia di sua pertinenza.
Cordialmente

[#2] dopo  
Utente
Grazie per il consulto ma probabilmente non mi sono spiegato bene. Io questi sintomi (sbandamento, improvvise cadute, scosse per tutto il corpo) ho cominciato ad averli subito dopo aver subito l'intervento. Dall'ottorino ci sono già stato e da più di uno, ho fatto un sacco di accertamenti. Ho consultato il neurochirurgo che mi ha operato, un altro del CTO di Torino, uno del Santa Corona di Pietra Ligure e parecchi neurologi e nessuno di loro riesce a capire il motivo dei miei sintomi. All'inizio mi hanno rassicurato che avrebbero risolto il mio problema ma dopo avermi sottoposto ad esami e accertamenti vari si sono anche loro arresi e mi hanno detto che purtroppo non c'era nulla da fare. Pazienza, vi ringrazio ugualmente. Io mi sono rivolto a Voi perchè pensavo che si fossero già verificati dei casi simili al mio e che Voi quindi ne foste a conoscenza. Distinti saluti.

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Egr. signore,
per fortuna, finora, tra quelli da me operati, non si sono verificati casi simili al Suo, o almeno con una sintomatologia che durerebbe da cosi tanti anni.
In ogni caso, seppur fossi a conoscenza, direttamente o indirettamente, di una analogia situazione, ogni caso e diverso dall'altro per cui sintomi simili ai Suoi che un paziente può accusare, non è detto che abbiano la medesima origine.
Per poter giungere a una diagnosi e quindi a una possibile terapia è indispensabile l'esame clinico diretto attraverso la visita medica.

Disponibile per eventuali ulteriori chiarimenti, invio cordiali saluti