Utente
Buongiorno Dottori, e grazie in anticipo per il Vs.
tempo.

A seguito di dolori alle gambe e formicolii, che negli ultimi 3 anni sono diventati sempre più forti senza mai trovare soluzione con trattamenti proposti dal medico di base quali ginnastica, massaggi eccetera, a seguito di un consulto presso un validissimo medico sportivo è stata fatta una RM senza contrasto, seguita poi da una con contrasto a mia madre (74 anni a Novembre) che ha evidenziato "la presenza di lesione espansiva all interno del canale rachideo all altezza del soma di L3 e dello spazio intersomatico L3-L4, dotata di intenso enhancement contrastografico e con componente centrale priva di enhancement; la lesione occupa quasi interamente il canale rachideo, leggermente più spostata a destra nelle sue componenti più craniali. La lesione ha diametro massimo craniocaudale di 28 mm e diametro trasverso di circa 17 mm ed è riferibile in prima ipotesi a neurinoma anche se non è possibile escludere con certezza altra natura. Non sono evidenti ulteriori lesioni espansive all interno del canale rachideo"

A seguire c'è stata una visita neurochirurgica che ha confermato la necessità dell'operazione, che verrà effettuata in una clinica Milanese da un Medico responsabile, da diversi anni, del dipartimento di microchirurgia spinale di quella clinica e di un'altra grossa struttura in precedenza.


La mia domanda è la seguente (e perdonate il linguaggio non professionale, ho derivazione informatica... ) : che tipo di invasività presenta questa operazione?
Dev'essere "scoperchiata" una vertebra per arrivare al neurinoma?
Che tipo di riabilitazione e convalescenza richiede normalmente un simile intervento?
E considerando che mia madre è molto attiva (ex infermiera professionale, ancora oggi le capita di andare in bicicletta ad effettuare delle iniezioni, o in auto a fare la spesa, o in giardino a curare il proprio orticello, tenere pulita la sua casa eccetera) cosa devo evitare che faccia o che tipo di riposo le devo imporre e per quanto?


Grazie mille,
Alessandro

[#1]  
Dr. Pier Francesco Eugeni

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Iscritto dal 2017
Buongiorno.
Il prendere in carico un caso clinico, in medicina, pone degli impegni al medico. Tra questi c'è anche il dovere di informare il paziente riguardo ai rischi, alle indicazioni comportamentali da osservare nel post operatorio e a numerose altre cose che permettono al paziente di essere consapevole, oltre che del fatto che ci sia un buon motivo per essere operato rischiando delle complicanze, anche del perché valga la pena di correrle e di cosa il paziente stesso debba aspettarsi nel post operatorio.
Il tempo e la cura che, chi prende in carico un caso, dedica a questo caratterizzano la sua professione ed il suo modo di esercitarla.
L'ottemperare a questo, che è un obbligo del medico nei confronti del suo paziente, è una delle cose che più distingue il medico-chirurgo dal veterinario.
Spero di esserle stato utile.
Pier Francesco Eugeni, MD
Specialista in Neurochirurgia - Chirurgia Spinale
Segreteria: 3296122118 – Portatile: 3208219474

[#2] dopo  
Utente
Leggo tra le righe quello che mi sta dicendo, e sicuramente il medico che ha in carico mia madre saprà essere dettagliato a riguardo, quando il momento dell'intervento sarà più vicino (primi di ottobre).
Quello che ora sto cercando è una idea di massima per capire come gestire la richiesta di permessi lavorativi che l'assistenza a mia madre comporterà in fase post-operatoria. Gli stessi devono essere gestiti con un buon anticipo, quindi la vs esperienza per casi di questo tipo sarebbe decisamente apprezzata.
Grazie.