Perchè mi dondolo?

Salve dottori,
sono un uomo di 30 anni, e da sempre ho una condizione particolare, da sempre intesa come un tratto o una caratteristica, che vede il mio dondolare avanti e indietro (intendo il busto del corpro o il slo collo) quando sono seduto, o sono all'impiedi, sentendo una situazione non meglio specificata di sollievo, sia in privato che in pubblico, senza che io mi accorga quando inizio a farlo.
Non è una caratteristica insorta recemtemente, mi ha sempre accompagnato, al liceo ad esempio ricevevo molti richiami dai docenti per questa cosa ma nessuno mi ha mai suggerito un controllo.
In più ho sempre avuto difficoltà a concentrarmi.
Come titolo di studio ho maturato la laurea in giurisprudenza.
A cosa può essere ovuto? a quale specialista posso rivolgermi?
Grazie.
Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo 6.9k 373
Gentile Utente,
la caratteristica che descrive è piuttosto particolare ma, per come la racconta, non appare immediatamente suggestiva di una malattia neurologica degenerativa o di un disturbo del movimento acquisito.
Ci sono infatti alcuni aspetti che meritano attenzione: il comportamento è presente fin dall'infanzia o dall'adolescenza; è sostanzialmente stabile nel tempo; non riferisce una progressione negli anni;
il movimento sembra procurarle una sensazione di benessere o sollievo; spesso lo mette in atto in maniera automatica, senza rendersene conto.
In neurologia esistono alcuni movimenti ripetitivi e ritmici, definiti "stereotipie motorie", che possono essere presenti fin dall'età evolutiva e persistere anche in età adulta. Talvolta questi movimenti hanno una funzione autoregolatoria e vengono percepiti dal soggetto come rilassanti o rassicuranti. Naturalmente questa è soltanto una delle possibili ipotesi e non è possibile formulare una diagnosi a distanza.
Anche il fatto che lei riferisca da sempre una certa difficoltà di concentrazione potrebbe essere un elemento utile da approfondire, poiché alcune condizioni del neurosviluppo possono talvolta associarsi a movimenti ripetitivi, irrequietezza motoria o modalità particolari di autoregolazione comportamentale, senza che ciò abbia impedito una vita normale o il raggiungimento di importanti traguardi personali e professionali. Il conseguimento di una laurea e la sostanziale stabilità del fenomeno nel corso degli anni rappresentano comunque elementi rassicuranti.
A mio parere il primo specialista cui rivolgersi è proprio il neurologo, preferibilmente con interesse per i disturbi del movimento. Durante la visita sarà importante osservare direttamente il fenomeno, valutarne le caratteristiche e distinguere una semplice stereotipia motoria da altre condizioni neurologiche o comportamentali. Dal suo racconto, tuttavia, il fatto che il disturbo sia presente da sempre, sia invariato nel tempo e non si associ ad altri sintomi neurologici rilevanti rende meno probabile una patologia neurologica progressiva.

Cordiali saluti.

Dott. Mauro Colangelo
Neurologo e Neurochirurgo-Napoli

Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/

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