Utente
Salve,
a mia madre (70 anni) è stata diagnosticata:
"ipertensione arteriosa stadio II, diabete mellito stadio II, complicati:
malattia cerebrovascolare cronica sottocrticale con iniziale declino cognitivo".
Da una RMN Cranio è stata rilevata: "presenza di sfumature e puntiformi aree di alterate intensità del segnale iperintense nelle sequenze pesate in T2, a carico della sostanza bianca biemisferica dei centri semiovali e nella corona radiata, in sede periventricolare e sottocorticale, da riferire ad aree di gliosi su base vascolare ischemica di tipo cronico. Le scansioni in DWI non hanno rivelato presenza di aree ischemiche di recente insorgenza. IV ventricolo nella norma. SVST normoditatato, normoconformato ed in asse rispetto alla linea mediana. Spazi liquorali della volta e della base nei limiti della norma".
Tale diagnosi è stata fatta su osservazione medica in seguito ad un episodio di stato confusionale: era convinta di essere in un altro luogo, chiamava persone assenti, si è messa in pericolo di vita mettendosi a camminare su una strada ad altissimo scorrimento, presentava vertigini.
Mi chiedo che tipo di gravità ha il suo stato? Nello specifico come ciò influisce sulla sua capacità di compiere attività quotidiane? Può, ad esempio guidare, passeggiare da sola? E' in una situazione in cui ha bisogno di "sorveglianza"? Ad esmpio lei assume la cardio-aspirina e sostiene di prenderla con regolarità ma mi sono accorta, in un caso, che l'ha assunta 2 volte di seguito avendo dimenticato di averla già presa.
Ringrazio da ora quanti vogliano rispondermi e darmi lumi su questa situazone.

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Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

alla mamma è stata riscontrata una vasculopatia cerebrale cronica su base ischemica (deficit di ossigenazione) con pregresse piccole ischemie passate forse inosservate.
Questo tipo di alterazione è frequente in soggetti ipertesi e diabetici da lungo tempo.
Alle domande di cui sopra non è possibile rispondere senza una visita medica ed un colloquio diretto, pertanto La invito a farsi seguire da un neurologo per una valutazione corretta del problema.
Fondamentale è mantenere nella norma pressione arteriosa, glicemia, colesterolo e trigliceridi. Nei limiti del possibile molto utile è l'attività fisica costante.

Cordiali saluti ed auguri
Dr. Antonio Ferraloro