Utente
Salve,
Ho un problema estremo di insonnia.
Premetto che ho sempre usato parlare molto a telefono, tre o quattro ore la sera, sempre con l'ausilio di auricolari o cuffie.
Non ho mai sofferto d'insonnia prima d'ora, in genere andavo a dormire tardi (verso l'una o l'una e mezza, sporadicamente le due o tre) e mi svegliavo ad orari compresi tra le nove e le dieci.
Il giorno 11 ottobre, dopo una conversazione di quattro ore, inizio ad avvertire un fruscio nell'orecchio sinistro.
La cosa mi spaventa, inizio a temere di aver arrecato danni permanenti all'udito, e l'ansia unita al fastidio dell'acufene iniziano a turbarmi il sonno.
Mi addormento molte ore dopo essermi coricato, finisco per prendere sonno all'alba e svegliarmi poche ore dopo (non dormivo più di quattro ore).
Sonno leggerissimo, a volte apro gli occhi senza capire se abbia dormito o meno, probabilmente erano solo stati di rilassamento senza sonno effettivo.
Ero perennemente stanco, la situazione mi ha reso impossibile proseguire con la mia vita quotidiana, smetto di andare all'università e studiare.
L'ansia aumenta, il ronzio diventa un rumore cerebrale, un incessante scroscio che sento nella parte sinistra della testa e che non mi permette di dormire, nonostante sia esausto.
Un giorno a causa dell'ansia chiamo un amico nel cuore della notte (dalle tre alle cinque e mezza del mattino) nonostante sia stanco morto, costringendomi a stare sveglio.
Da allora (sette giorni fa) non sono più in grado di chiudere occhio, passo le notti completamente vigile.
Ciò che mi tiene sveglio è il "formicolare" della parte sinistra del mio cervello, che considero iperattiva.
Vado dal medico di famiglia che mi prescrive 7 gocce di tranquirit prima di dormire, dosaggio che raddoppierò dopo pochi giorni.
Perdo il ritmo sonno veglia, alterno costantemente nel corso della giornata momenti di iperattività a sonnolenza.
Provo a coricarmi la notte verso le nove, alle quattro sono ancora sveglio, mi alzo e rimetto a letto, così via fino alle otto quando decido di alzarmi definitivamente.
I tranquillanti sono inutili, la mattina mi alzo dal letto distrutto, sento congestione e pressione sulla corteccia prefrontale, lo scroscio cerebrale diventa inopportabile, mi fanno male i bulbi oculari.
Ieri, sul punto di crollare, vado in ospedale dove mi danno del valium. Mi tranquillizzo, ma è inutile al fine di farmi dormire.
Oggi vado in un altro ospedale, dove mi viene prescritta quieatipina, non l'ho ancora presa.
Le mie domande sono: esistono casi d'insonnia intrattabili? è possibile che l'uso intenso del cellulare, sebbene con strumenti atti a limitarne i danni, mi abbia arrecato danni neurologici? (in ogni caso, il cellulare ho iniziato ad usarlo non più di un paio d'anni fa, a causa della lontanaza di una persona a me molto cara) Dovrei sottopormi a degli accertamenti?
La cosa assura in tutto ciò è che prima d'ora non ho mai sofferto d'ansia.

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Dr. Otello Poli

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Buon giorno,
tante cose da dire:
-una cattiva igiene del sonno (a letto tra le 01 e le 03);
-ore e ore al telefono; non sarebbe meglio uscire e vivere la vita eventualmente solo per parlare con la persona con la quale conversava al telefono; non comprendo questo aspetto;
-quindi prima farmaci ansioliti/tranquillanti ed adesso addirittura la quetiapina (Seroquel, a quale dosaggio? che è un farmaco "anti-psicotico", sulla base di quale diagnosi le è stato prescritto e da quale figura professionale?);
-dice di non dormire per nulla per giorni; scarsamente credibile poichè 72 ore consecutive di veglia sono di importante ed evidente (!!) nocumento alla salute; ecc.

Tutto ciò per dire come il suo specialista di riferimento sia il neurologo esperto in "Medicina de Sonno" e contestualmente un esame strumentale quale la Polisonnografia con analisi quali/quantitativa del sonno, "a breve".

Cordialmente.
Dr. Otello Poli, MD
Neurologo-Algologo-Esperto in Medicina del Sonno
email: otellopoli@gmail.com - sito web: www.otellopoli.it

[#2] dopo  
Utente
La ringrazio per la risposta.
Sono stato visitato da uno psichiatra, il quale, dopo una diagnosi di insonnia totale, ha detto che avevo alterati i ritmi veglia-sonno, e mi ha prescritto mezza compressa di quietiapina per ripristinarli.
Il fatto che abbia una scarsa igiene del sonno lo immagino, infatti le ore a telefono le accumulo poiché dopo cena, o addirittura dopo essere rincasato tardi, uso parlare per rilassarmi, comunque sto evitando questi comportamenti.
Sulla veglia continua mi sta preoccupando, sono decisamente certo di non aver chiuso occhio (ho passato le notti impiedi e quando mi coricavo finivo per fissare l'orologio ogni trenta minuti, disturbato dal ronzio all'orecchio/cerebrale).
Ho preso il farmaco prescritto per due giorni con i seguenti risultati: il primo giorno ho dormito certamente per quasi tre ore (dalle undici alle due e mezzo), per poi passare ad uno stato di dormi-veglia fino al mattino (quel tipo di sonno in cui non si è certi se si è dormito o meno quando si aprono gli occhi).
Quest'oggi ho preso il farmaco alle undici, sono caduto nel dormi-veglia fino all'una di notte, quando ho improvvisamente acquistato lucidità a causa di un fortissimo ronzio all'orecchio, ero estremamente spaventato, avevo la lingua come intorpidita e ho iniziato a tremare.
Quando il ronzio si è placato, mi sono rimesso a letto e ho tenuto lo stesso regime di dormi-veglia fino al mattino (lo definisco dormi veglia, poiché aprendo gli occhi è come se non fossi certo di aver dormito o meno).
Ho sognato, è indice che abbia avuto un sonno profondo anche se non me ne sono accorto?