Utente
Buongiorno, vi contatto per conto di mia madre, 88 anni, colpita in luglio da ictus ischemico che ha portato afasia e emiparesi lato destro. Allettata, incontinente; consapevole del suo stato. Riconosce parenti e conoscenti. Molto spesso, durante il giorno e la notte, si lamenta, senza mai gridare, ma impedendo a se stessa e a chi l'assiste di dormire. In particolare ho notato che ha due tipi di lamenti, uno pacato che a me pare di tristezza; se le si chiede se le duole qualcosa risponde di no. L'altro tipo di lamento è invece caratterizzato da sofferenza in quanto i lineamenti del viso si tirano e il volto si trasforma, come se stesse soffrendo dolori fisici. In quest'ultimo caso ho notato che le dita della la mano destra, quella dell'emiparesi, poggiata su un cuscino, si rattrappiscono. Io provvedo a riportare le dita stese sul cuscino con massaggi lenti e delicatissimi. Alla fine del massaggio, che dura pochi minuti, anche il lamento diminuisce e si riaddormenta, per poi riprendere magari dopo 30/40 minuti. Vorrei chiedere se si tratta di un sintomo noto e se è conosciuta una terapia che agisca su quello che a me pare un crampo; o se invece bisogna agire a livello centrale. Grazie

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Dr. Stefano Vollaro

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Buonasera,
La signora andrebbe osservata e visitata da un neurologo, essendo possibili una serie di eventualità, dalla confusione/disorientamento dovuto ad un declino cognitivo post-infartuale, alla presenza di episodi di natura critica lesionale, allo sviluppo di ipertono. Da quanto descrive, quest'ultima ipotesi è quella più probabile, poiché alla fase di paresi "flaccida" segue la comparsa di una contrattura persistente della muscolatura degli arti paretici, che può essere più o meno grave a seconda dei singoli casi e può senz'atro causare disagio e dolore. Le terapie possono essere sia farmacologiche sistemiche (miorilassanti) sia locali (infiltrazioni con tossina botulinica), oltre ad esserci delle manovre fisioterapiche che possono essere utilizzate per ridurre almeno in parte la spasticità e il blocco articolare.
Dr. Stefano Vollaro