Utente
Salve , mi è stata diagnosticata la sunct nel maggio 2015, dopo un crocevia di diagnosi erronee.Nel 2009 , a causa di un incidente stradale ho accusato dolori al capo e all'orbita dell'occhio ed alla tempia sinistra. Andato da un neurologo e fatto gli esami da lui richiesti ( risonanza magnetica ecc ) non siamo riusciti ad evidenziare nessun problema. In famiglia , poi la preoccupazione ha spostato la questione agli occhi e dopo la visita da un oculista , abbiamo escluso qualsiasi implicazione al nervo ottico. Dopo vari consulti neurologici fallimentari , all'ennesimo mi è diagnosticato questa sunct ( la cura datami ,100 mg mattina e sera+25 mg adepril).Data la scarsezza di informazioni sul web e di riscontro con altre persone (è rara) , ho deciso di pubblicare alcuni dubbi venutemi in mente.

L' ultimo neurologo che ho consultato due settimane fa mi ha prescritto l'aumento di lamotrigina( 100 mg in più nella cura originale , da somministrare gradualmente nel tempo) + una compressa di valeriana o l' ansiolitic per tamponare attacchi possibili di ansia.Sembra infatti che l'occhio faccia ancora più male, proprio quando cerco di non assumere l'ansiolitic.

Dopo poco tempo, il dolore era intollerabile ,alchè ho chiesto al medico curante cosa avrei potuto fare ; egli mi ha prescritto una visita neuro-chirurgica... Aggiungendo che i medicinali a lungo andare perdono la loro efficacia, cosa che empiricamente ho verificato con gli anni.
Ad oggi 2 Febbraio , il dolore non si è attutito...
Le mie domande sono : Dato che mi reco da uno specialista ,se si valutasse l'intervento ....A Che tipo di intervento potrebbero sottopormi ? Quali sono i rischi legati a questa operazione?

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Gentile signora,
se la RM ha escluso la presenza di lesioni tumorali o vascolari, la possibile causa potrebbe farsi risalire al trauma subito.
Se i colleghi hanno fatto diagnosi di SUNCT vuol dire che hanno escluso altre cause come la nevralgia del trigemino, la cefalea a grappolo, l'emicrania parossistica.
La terapia medica che sta assumendo mi sembra appropriata.
Consulti un neurochirurgo se tale terapia non ha beneficio.
Le possibilità chirurgiche da valutare con molta accuratezza possono consistere nella decompressione delle radici del trigemino, nella compressione del ganglio trigeminale con palloncino o nella somministrazione di farmaci oppioidi del ganglio cervicale superiore.

Trasferisco questo consulto in neurologia per un ulteriore parere, trattandosi di una patologia che rientra nelle cefalee, di prevalente competenza neurologica.

Cordialità ed auguri