Utente
Buongiorno.
Quanto sto per raccontare risale a un anno e mezzo fa.

Era il periodo in cui i miei genitori si stavano separando e cominciai a soffrire di forti dolori al petto: insomma, pensai subito all'infarto.
Erano del resto giorni durissimi, vissuti con un'ansia che non ho mai solamente immaginato (e non dormii per due giorni di seguito, lo ricordo bene).

Mi recai due giorni all'ospedale, facendo due ECG senza approfondire con esami enzimici con un solo risultato: assolutamente nulla, tanto che cominciai a conoscere il mostro che ti tormenta da allora: gli attacchi di ansia.
Il secondo giorno che mi recai al pronto soccorso, però, mentre mi avviavo per il tragitto verso casa accompagnato da mio padre mi sentii strano: mi veniva da svenire, da cadere per terra, inoltre avevo difficoltà a parlare, anche se capivo con esattezza cosa mi diceva mio padre anche se vedevo un po' tremulo.
Tutto questo durò solo per il tragitto in macchina ospedale-casa.

Quella notte non riuscii a dormire, tant'è che ebbi un orrendo mal di testa situato alla cervicale: dolore e calore, come fosse una fucina di sofferenza.
Il giorno dopo avevo difficoltà motorie ad aprire la bocca, ma nessun dolore più.
Solo affaticamento.

Ecco, oggi, a un anno e mezzo di distanza ho ancora orrore a parlarne e sto ipotizzando il TIA perché proprio tre giorni fa lo ha avuto mia nonna.
Ma non sono sicuro fosse TIA o uno svenimento in corso "sventato" all'ultimo.
Cosa può essere stato? TIA?
E soprattutto: io, sano a livello organico, che fa attività fisica (passeggiate lunghissime) ecc.
devo tralasciare tutto come un episodio ormai andato.
Perché ormai mi rimane questo: nonostante, le cure, una vita con attacchi di panico che frequenti non sono ma nemmeno assenti e una somatizzazione varia (da mancanza d'aria a cefalee, cervicali e così via).

Grazie per aver letto fino in fondo e grazie per chiunque mi risponderà.

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Dr. Antonio Ferraloro

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Caro Ragazzo,

si tranquillizzi perché quell’episodio che racconta non ha le caratteristiche di un TIA, peraltro quasi inesistente alla Sua giovanissima età.
Può catalogare il tutto come episodio ansioso e ovviamente non pensarci più.
Considerata però l’età Le suggerirei di non fare sedimentare il problema e di curarlo con terapie adeguate.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro