Attivo dal 2020 al 2020
Salve, sono un uomo di 45 anni.
Lo scorso gennaio dopo visita neurologica in un reparto specializzato in disturbi del movimento anche in età giovanile mi è stato riscontrato il morbo di parkinson.
I miei sintomi sono tremore mano destra solo a riposo che aumenta in stati d'ansia e stress, lieve rigidità braccio destro che ciondola poco ed a volte per niente al cammino, leggera rigidità mano destra, voce a volte bassa, a volte senso di ovattamento, una certa stanchezza.
Non mi è stata data alcuna terapia, nessun esame da fare, tranne il consiglio di stare il più possibile rilassato, esercizi di stretching, camminate sportive.
Dopo 6 mesi alla rivalutazione dal neurologo con mio stupore ancora nessuna terapia.
Ora i miei sintomi dopo quasi 8 mesi dalla diagnosi sono rimasti gli stessi, il tremore è sempre lieve, la scrittura è sempre molto difficile a meno che non mi concentro, il braccio destro con l'attività fisica mi sembra anche un po' migliorato nella coordinazione del movimento soprattutto durante le camminate veloci di 1 ora, da metà tragitto mi sciolgo e cammino quasi normale.

Ora la mia domanda è questa.
E' giusto considerata la mia età, i sintomi lievi che non influiscono in alcun modo o pochissimo (stanchezza) nel lavoro e nelle vita familiare quotidiana, considerato che in tutti questi mesi non c'è stato il minimo peggioramento della sintomatologia, continuare a procedere senza alcun medicinale?
Se si vi chiedo il perchè, se no vi chiedo gentilmente di motivarlo.
Non vi chiedo alcuna diagnosi online, ma solo un vostro gentile parere se vi si presentasse ai vostri occhi un caso come il mio.
So bene che nessun medicinale cura il parkinson ma leggo anche che alcuni posso avere un minimo d'azione neuroprotettiva seppur con effetti collaterali noti.
Spero nelle vostre risposte, la preoccupazione di non seguire un percorso giusto è tanta.
Grazie

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Dr. Lucio Marinelli

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Salve, capisco bene il suo punto di vista. Aver ricevuto una diagnosi precisa è già un buon punto di partenza (non era affatto scontato) e permette a lei e a chi la cura di seguire il percorso diagnostico-terapeutico migliore per lei.
Purtroppo per la malattia di Parkinson non esistono ancora terapie con comprovato effetto neuroprotettivo. Considerato che a quanto capisco i suoi sintomi sono molto modesti e non interferiscono con le attività della vita quotidiana, credo che l'approccio del suo neurologo sia giustificato. Personalmente in casi come il suo preferisco comunque consigliare un inibitore delle monoaminossidasi come la selegilina o la rasagilina.
Lucio Marinelli
www.elettromiografia.net

[#2] dopo  
Attivo dal 2020 al 2020
Salve Dottore e grazie del suo intervento. La diagnosi è stata solo clinica e secondo chi mi segue non c'è necessita di esami strumentali. Devo ammettere che ciò mi lascia a volte perplesso, sarà forse la comprensibile speranza di un errore, anche se purtroppo i sintomi seppur iniziali e lievi sono altamente riconducibili alla diagnosi. Una domanda: i farmaci indicati da lei in monoterapia potrebbero ridurre o anche fermare il tremore?

[#3]  
Dr. Lucio Marinelli

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La diagnosi di malattia di Parkinson di solito è clinica e ci si avvale di esami strumentali (RM, PET...) in caso di dubbio.
Rasagilina e selegilina possono ridurre il tremore, ma nei pazienti giovani in cui il tremore è invalidante sono molto più efficaci i farmaci anticolinergici (per esempio Akineton).
Saluti
Lucio Marinelli
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