Utente
Salve, circa 10 anni fa mi sono dovuto operare alla caviglia causa frattura di alcune ossa e tendini alla caviglia destra avvenuta in una partita di pallavolo dopo l'atterraggio eseguito dopo un muro.
Ad operazione avvenuta, seguita da fisioterapia, la situazione era come precedente al danno.
Fino a che non sono sorti dei leggeri fastidi, ma sopportabili al piede in questione.
Non gli davo grosso peso a causa della leggera entità, anche perché non sempre affioravano.
La situazione è degenerata 3 anni fa, quando il dolore è aumentato e si è cronicizzato, nello specifico (quello che tutt' ora provo) : dolore/bruciore sulla zona metatarsale dorsale (che si sposta sia verso l'alluce che verso il minulo per intenderci) , una cosa che posso associare è a quando si indossano scarpe strette; ogni tanto anche sulla pianta del piede risento il fastidio, ma nè sulle dita, nè sulla zona calcaneare.
In palestra quando alleno i polpacci ed eseguo le spinte su avampiede, se può esser di aiuto, lo sento maggiormente sul dorso mentre scendo con il tallone.
Ho fatto una marea di visite ed ogni tipo di diagnostica per immagini, nessun problema alle ossa o ai muscoli.
L' unica cosa che è risultata un leggero rigonfiamento del nervo peroneo.
Non posso quasi più camminare con scarpe chiuse, il dolore permane anche quando sono scalzo.
Per anni mi sono state prescritte terapie come antidepressivi, serotoninergici per il controllo del dolore (tutto questo perché agopunture, fisioterapie e plantari non sono serviti a nulla).
E' stato anche escluso il Neuroma Morton.
E' stato definito però che l'operazione è avvenuto in maniera errata, con un taglio che "potrebbe" aver provocato qualche alterazione della struttura inferiore.
Nessuno fino adesso è riuscito a risolvere o per lo meno a migliorare la situazione.
Mi hanno perfino prescritto l' olio di cannabis in sostituzione dei medicinali (cosa che non ho fatto in quanto ha un costo troppo elevato)

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Dr. Mauro Colangelo

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Egregio Paziente,
è fuor di dubbio che la fenomenologia che descrive nella sua anamnesi sia consecutiva al trauma osseo riportato e che ne costituisca un esito. Per quel che attiene ad una eventuale complicanza di carattere ortopedico non entro nel merito, ed al riguardo potrebbe consultare nell'apposita sezione un collega ortopedico. Invece, per quanto riguarda il dubbio che possa aver subito un danno neurologico nel corso del trattamento chirurgico, posso suggerirle di effettuare un esame elettrodiagnostico (EMG) e consultare successivamente un neurologo.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
www.colangeloneurologo.it