Utente
Salve,

cercherò di essere breve perché la mia storia è un po' complessa. Tre anni fa sono stato ricoverato per parestesie al nervo ulnare bilaterali e debolezza intermittente alle braccia, sette giorni di ricovero non hanno portato a niente e sono stato dimesso con una diagnosi di ansia, forte anche del fatto che soffro di una blanda depressione che ho trattato con una dottoressa. A gennaio 2009 mi sono tornate le parestesie, seguite da debolezza ed episodi di scarsa destrezza delle ultime due dita delle mani, ma stavolta con un sintomo in più, debolezza sulle gambe, in particolare la destra, in seguito a certe posizioni in cui dormo. Ho visto quindi una neurologa che mi ha dato una diagnosi di sindrome dello stretto toracico (test di Adson a suo dire positivo, segni clinici come cattiva postura, spalle in avanti, uso ripetitivo del computer etc.), prescrivendomi una fisioterapia che non ha dato risultati e una RMN lombare che è completamente negativa (le RMN cervicali erano state fatte a suo tempo). Adesso sono un po' peggiorato, nel senso che la debolezza (alle spalle più che alle braccia) sembra aumentata. Ho così visto una fisiatra che non crede alla diagnosi precedente e mi ha consigliato di ripetere gli accertamenti neurologici. Anche per lei la situazione è causata molto probabilmente dallo stress e dalla depressione, fermo restando che ho notevoli disequilibri posturali, e comunque è sembrata molto sicura dicendomi che lo stretto toracico si presenta con altre manifestazioni. C'è da dire che i sintomi di pesantezza scapolare (non saprei definire meglio) sono sempre sembrati "reattivi" a certi tipi di stretching, come quello del piccolo pettorale, e che avverto una sorta di "irritazione" appena sotto le clavicole, proprio all'inserzione dei pettorali. Stessa cosa avviene per le gambe, ma ormai non so più cosa pensare.

Come devo muovermi secondo voi? Nel caso in cui ci fosse comunque una compressione in atto, la neurolisi può essere un valido trattamento?

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Dr. Vincenzo Della Corte

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Egregio Signore,ritengo che lei dovrebbe eseguire anche un EMG agli arti sup.e gli esami tipici per chi è sospettato di avere una sindrome dello stretto toracico(ad es. un'ecocolordoppler nelle varie posizioni del capo e delle braccia, un'angio-rmn dei vasi interessati nello stretto anche questo nelle varie posizioni che possono influenzare il flusso ematico, oltre ad una comune radiografia cervicale per la ricerca di un'eventuale costa-cervicale).
Ma oltre a queste indagini, focalizzate sulla diagnosi sospettata, io eseguirei anche una RMN cerebrale.
Quando avra' eseguito le indagini consigliate, mi faccia sapere.
La saluto cordialmente
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