Campo visivo negativo: cosa succede?
Buongiorno, spero qualcuno mi aiuti a capire.
Ho fatto visita oculistica dopo molto anni, ma in realtà non ha trovato nulla di particolare, se non opacità puntiformi, Po tiltata ma rosea e senza maggiore escavazione, disorganizzazione viteeale.
Pressione oculare 16.
Mi ha consigliato comunque OCT e campo visivo perché da oltre 10 anno prendo il Topamax.
OCT nei limiti della norma.
Il problema è nato con il campo visivo.
Riporto il referto:
OD: diffusa riduzione della sensibilità luminosa differenziale.
OS: riduzione profonda settore superi nasale.
Attendibilità dell'esecuzione buona. . .
Che succede?
Come mai tutto gli esami sono buoni e il campo visivo risulta così disastroso?
Io ci vedo benissimo, ma quell' esame effettivamente, oltre la luce centrale, mi faceva vedere solo nero intorno. . .
Possibile che mi dia sbagliata?
Che non abbia fatto bene il test?
Nelle specifiche dice:
Perdita di fissazione: o/0
Errori falso positivo: 0%
Errori falso negativo: 1%
Fovea 32db
Non ero agitata perché sapevo che non era doloroso e che tutto il resto era negativo. . .
Allora perché?
Ho fatto visita oculistica dopo molto anni, ma in realtà non ha trovato nulla di particolare, se non opacità puntiformi, Po tiltata ma rosea e senza maggiore escavazione, disorganizzazione viteeale.
Pressione oculare 16.
Mi ha consigliato comunque OCT e campo visivo perché da oltre 10 anno prendo il Topamax.
OCT nei limiti della norma.
Il problema è nato con il campo visivo.
Riporto il referto:
OD: diffusa riduzione della sensibilità luminosa differenziale.
OS: riduzione profonda settore superi nasale.
Attendibilità dell'esecuzione buona. . .
Che succede?
Come mai tutto gli esami sono buoni e il campo visivo risulta così disastroso?
Io ci vedo benissimo, ma quell' esame effettivamente, oltre la luce centrale, mi faceva vedere solo nero intorno. . .
Possibile che mi dia sbagliata?
Che non abbia fatto bene il test?
Nelle specifiche dice:
Perdita di fissazione: o/0
Errori falso positivo: 0%
Errori falso negativo: 1%
Fovea 32db
Non ero agitata perché sapevo che non era doloroso e che tutto il resto era negativo. . .
Allora perché?
Buongiorno,
capisco bene la Sua preoccupazione leggendo un referto di campo visivo molto alterato a fronte di visita, pressione oculare e OCT riportati come nella norma.
Nel Suo caso ci sono alcuni elementi importanti da considerare. La papilla viene descritta come tiltata ma rosea e senza maggiore escavazione : una papilla tiltata (cioè obliqua o anatomicamente atipica) può rendere più difficile valutare ad occhio nudo la reale escavazione e quindi la presenza o meno di un danno del nervo ottico. Inoltre, quando si dice che l’OCT è nei limiti della norma , bisognerebbe capire con precisione che cosa è stato esaminato: solo la macula oppure anche lo spessore delle fibre nervose peripapillari (RNFL) e il complesso delle cellule ganglionari (GCL/GCC)? Se RNFL e GCL risultano effettivamente nei limiti, è in genere molto difficile che ci sia un danno strutturale tale da produrre un campo visivo così pesantemente alterato; sarebbe quindi importante che questo aspetto fosse specificato chiaramente nel referto.
Anche il modo in cui il campo visivo risulta patologico ha un significato: alcuni difetti hanno forme tipiche per determinate malattie (per esempio il salto nasale, i difetti arciformi per il glaucoma, i difetti altitudinali, le emianopsie o quadrantanopsie per patologie della via visiva retrobulbare, ecc.). A mio giudizio, nel referto del campo visivo sarebbe molto utile che l’oculista non si limitasse alla frase diffusa riduzione o riduzione profonda in un settore , ma indicasse se la forma dei difetti è compatibile con un sospetto preciso (glaucoma, patologia neurologica, esito vascolare, ecc.) oppure se ha un aspetto aspecifico che può anche dipendere dal modo in cui il test è stato eseguito.
Va anche detto che la prima volta che si effettua un campo visivo è frequente ottenere un risultato non ottimale, più brutto della realtà: è un fenomeno noto e ben documentato. Il test richiede un minimo di apprendimento (capire il ritmo delle luci, mantenere la fissazione, non cercare i punti con lo sguardo), e non di rado il primo esame mostra difetti diffusi che si riducono o scompaiono quando l’esame viene ripetuto una seconda volta in condizioni simili. Il fatto che Lei, durante l’esecuzione, percepisse tutto nero intorno pur vedendo bene nella vita quotidiana va proprio in questa direzione: non è detto che il risultato rifletta realmente il Suo campo visivo nella vita reale.
Infine, riguardo al Topamax: è vero che il topiramato può dare, tra i possibili effetti collaterali, disturbi visivi anche importanti, ma si tratta di eventi rari, spesso legati a quadri acuti (miopia improvvisa, glaucoma ad angolo chiuso, ecc.) e di solito nelle fasi iniziali della terapia. Nel Suo caso, l’assunzione è di molti anni e non c’è nulla, dagli esami strutturali che riporta, che faccia pensare a una complicanza tipica da topiramato; è comunque corretto che questo aspetto venga valutato in collaborazione tra neurologo e oculista.
In sintesi, con una papilla tiltata ma rosea, una pressione di 16 mmHg e un OCT definito nella norma (da chiarire se comprensivo di RNFL e GCL), un singolo campo visivo molto alterato va interpretato con molta prudenza e, nella maggior parte dei casi, va ripetuto per verificare se il difetto è reale e riproducibile, e per capire la forma dei difetti. Le suggerisco quindi di riportare il referto all’oculista che La segue e di chiedere:
se nell’OCT siano stati valutati anche RNFL e GCL e con quali risultati;
se dalla forma dei difetti nel campo visivo emergono pattern tipici di una patologia specifica o se il quadro appare aspecifico;
se ritiene opportuno ripetere il campo visivo (magari tra qualche settimana) per confermare o smentire il risultato attuale.
Solo integrando visita, OCT (in tutte le sue componenti) e uno o più campi visivi ripetuti si potrà capire se c’è davvero un problema del nervo ottico o della via visiva, oppure se questo primo esame è stato influenzato da fattori legati all’esecuzione del test e non riflette una malattia strutturale.
capisco bene la Sua preoccupazione leggendo un referto di campo visivo molto alterato a fronte di visita, pressione oculare e OCT riportati come nella norma.
Nel Suo caso ci sono alcuni elementi importanti da considerare. La papilla viene descritta come tiltata ma rosea e senza maggiore escavazione : una papilla tiltata (cioè obliqua o anatomicamente atipica) può rendere più difficile valutare ad occhio nudo la reale escavazione e quindi la presenza o meno di un danno del nervo ottico. Inoltre, quando si dice che l’OCT è nei limiti della norma , bisognerebbe capire con precisione che cosa è stato esaminato: solo la macula oppure anche lo spessore delle fibre nervose peripapillari (RNFL) e il complesso delle cellule ganglionari (GCL/GCC)? Se RNFL e GCL risultano effettivamente nei limiti, è in genere molto difficile che ci sia un danno strutturale tale da produrre un campo visivo così pesantemente alterato; sarebbe quindi importante che questo aspetto fosse specificato chiaramente nel referto.
Anche il modo in cui il campo visivo risulta patologico ha un significato: alcuni difetti hanno forme tipiche per determinate malattie (per esempio il salto nasale, i difetti arciformi per il glaucoma, i difetti altitudinali, le emianopsie o quadrantanopsie per patologie della via visiva retrobulbare, ecc.). A mio giudizio, nel referto del campo visivo sarebbe molto utile che l’oculista non si limitasse alla frase diffusa riduzione o riduzione profonda in un settore , ma indicasse se la forma dei difetti è compatibile con un sospetto preciso (glaucoma, patologia neurologica, esito vascolare, ecc.) oppure se ha un aspetto aspecifico che può anche dipendere dal modo in cui il test è stato eseguito.
Va anche detto che la prima volta che si effettua un campo visivo è frequente ottenere un risultato non ottimale, più brutto della realtà: è un fenomeno noto e ben documentato. Il test richiede un minimo di apprendimento (capire il ritmo delle luci, mantenere la fissazione, non cercare i punti con lo sguardo), e non di rado il primo esame mostra difetti diffusi che si riducono o scompaiono quando l’esame viene ripetuto una seconda volta in condizioni simili. Il fatto che Lei, durante l’esecuzione, percepisse tutto nero intorno pur vedendo bene nella vita quotidiana va proprio in questa direzione: non è detto che il risultato rifletta realmente il Suo campo visivo nella vita reale.
Infine, riguardo al Topamax: è vero che il topiramato può dare, tra i possibili effetti collaterali, disturbi visivi anche importanti, ma si tratta di eventi rari, spesso legati a quadri acuti (miopia improvvisa, glaucoma ad angolo chiuso, ecc.) e di solito nelle fasi iniziali della terapia. Nel Suo caso, l’assunzione è di molti anni e non c’è nulla, dagli esami strutturali che riporta, che faccia pensare a una complicanza tipica da topiramato; è comunque corretto che questo aspetto venga valutato in collaborazione tra neurologo e oculista.
In sintesi, con una papilla tiltata ma rosea, una pressione di 16 mmHg e un OCT definito nella norma (da chiarire se comprensivo di RNFL e GCL), un singolo campo visivo molto alterato va interpretato con molta prudenza e, nella maggior parte dei casi, va ripetuto per verificare se il difetto è reale e riproducibile, e per capire la forma dei difetti. Le suggerisco quindi di riportare il referto all’oculista che La segue e di chiedere:
se nell’OCT siano stati valutati anche RNFL e GCL e con quali risultati;
se dalla forma dei difetti nel campo visivo emergono pattern tipici di una patologia specifica o se il quadro appare aspecifico;
se ritiene opportuno ripetere il campo visivo (magari tra qualche settimana) per confermare o smentire il risultato attuale.
Solo integrando visita, OCT (in tutte le sue componenti) e uno o più campi visivi ripetuti si potrà capire se c’è davvero un problema del nervo ottico o della via visiva, oppure se questo primo esame è stato influenzato da fattori legati all’esecuzione del test e non riflette una malattia strutturale.
Dott. Guido Galmozzi.
Specialista in Oftalmologia.
Utente
Ringrazio vivamente per la puntuale e precisa spiegazione che ha voluto fornirmi.
Purtroppo il mio oculista è fuori città e il primo appuntamento è per il 26 giugno.
Ritiene che posso aspettare o sarà necessario muovermi prima?
Grazie
Purtroppo il mio oculista è fuori città e il primo appuntamento è per il 26 giugno.
Ritiene che posso aspettare o sarà necessario muovermi prima?
Grazie
Buongiorno,
grazie a Lei per il riscontro.
Sulla base di quanto mi aveva scritto in precedenza, se la situazione clinica è stabile (nessun peggioramento improvviso della vista, nessun dolore importante, niente nuovi sintomi strani ) può verosimilmente attendere il controllo del 26 giugno senza urgenza. Quando tutti gli esami strutturali (visita, OCT, pressione, papilla) risultano nella norma e il dubbio principale nasce da un singolo campo visivo non in linea con il resto, il passo successivo più utile è proprio quello di far rivalutare con calma il quadro complessivo e, se necessario, ripetere il campo visivo in condizioni ottimali: non è qualcosa che richieda per forza un controllo entro pochi giorni.
Se invece, da qui all’appuntamento, dovesse notare uno di questi elementi:
- calo visivo netto e persistente da un occhio o da entrambi,
- comparsa di macchie scure, zone del campo in cui non vede più in modo evidente,
- dolore oculare, arrossamento importante, disturbi visivi nuovi (per esempio visione doppia, linee molto deformate),
allora in quel caso è opportuno non aspettare il 26 giugno e farsi vedere prima, anche in un altro ambulatorio o in Pronto Soccorso oculistico.
In assenza di questi segnali di allarme, l’attesa fino alla visita già fissata è ragionevole e permetterà al Suo oculista di rivedere con calma tutti gli esami e chiarire il significato del campo visivo.
grazie a Lei per il riscontro.
Sulla base di quanto mi aveva scritto in precedenza, se la situazione clinica è stabile (nessun peggioramento improvviso della vista, nessun dolore importante, niente nuovi sintomi strani ) può verosimilmente attendere il controllo del 26 giugno senza urgenza. Quando tutti gli esami strutturali (visita, OCT, pressione, papilla) risultano nella norma e il dubbio principale nasce da un singolo campo visivo non in linea con il resto, il passo successivo più utile è proprio quello di far rivalutare con calma il quadro complessivo e, se necessario, ripetere il campo visivo in condizioni ottimali: non è qualcosa che richieda per forza un controllo entro pochi giorni.
Se invece, da qui all’appuntamento, dovesse notare uno di questi elementi:
- calo visivo netto e persistente da un occhio o da entrambi,
- comparsa di macchie scure, zone del campo in cui non vede più in modo evidente,
- dolore oculare, arrossamento importante, disturbi visivi nuovi (per esempio visione doppia, linee molto deformate),
allora in quel caso è opportuno non aspettare il 26 giugno e farsi vedere prima, anche in un altro ambulatorio o in Pronto Soccorso oculistico.
In assenza di questi segnali di allarme, l’attesa fino alla visita già fissata è ragionevole e permetterà al Suo oculista di rivedere con calma tutti gli esami e chiarire il significato del campo visivo.
Dott. Guido Galmozzi.
Specialista in Oftalmologia.
Utente
La ringrazio infinitamente per i suoi ottimi consigli che seguirò sicuramente e, se permette, la terrò aggiornato. Buon lavoro
Questo consulto ha ricevuto 4 risposte e 79 visite dal 19/05/2026.
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