Cataratta grado n2 e grado n1

buongiorno
ho 50 anni e mi è stata diagnostica cataratta grado N2 all'occhio sinistro e grado N1 all'occhio destro. ( visus corretto 0,75 sinistro e 0.85 destro)
le cause mi dicono che potrebbero essere l'assunzione molto prolungata di farmaci per ansia / panico, problema che ho avuto per diversi anni.
attualmente uso occhiale office solo in ufficio ma da due mesi ho notato un calo enorme di vista, non tanto per la vista da lontano ( a guidare non ho problemi) ma soprattutto per la visione da vicino e media, diciamo fino a un metro forse due.
Per fare un esempio anche a cucinare, o andare fare la spesa ho problemi nel focalizzare i prezzi o le scritte .
Mi è stata ovviamente consigliata operazione, cosa che privatamente ha un costo notevole e con SSN vuol dire aspettare almeno un anno.
Io lavoro in ufficio al pc ed è un problema serio.
Chiedo:
per ridurre la problematica in questo lasso di tempo, collirio e occhiali da sole a parte che uso ormai costantemente, ritiene che si possa fare qualcosa?
ad esempio con i miei attuali occhiali vedo bene al pc ma guardo lateralmente è tutto offuscato e uguale se devo parlare con colleghi.
magari occhiali che abbiano un raggio di metri?

oppure ho letto collirio bentadina. . . . . . solo che mi sembra di capire che in molti casi abbia creato problemi. . . . .

attendo un gentile parere e ringrazio
Dr. Guido Galmozzi Oculista 14 2
Buongiorno,
da quello che descrive, il disturbo che La limita di più riguarda soprattutto la visione da vicino e a distanza intermedia, mentre la visione per lontano (per esempio alla guida) è ancora buona. Questo quadro è un po’ particolare se messo in relazione solo con una cataratta nucleare di grado N1 N2: in genere i disturbi così marcati nella visione per vicino e a media distanza compaiono più spesso in presenza di cataratte sottocapsulari posteriori, che tendono a disturbare molto la qualità dell’immagine con luci, riflessi e sfocatura nelle attività quotidiane a distanza ravvicinata. Per questo motivo, al di là della sola sigla N1/N2 , sarebbe importante avere una descrizione completa del tipo e della sede della cataratta (nucleare, corticale, sottocapsulare posteriore, mista), perché ciò cambia molto l’impatto sui sintomi.

Detto questo, i visus corretti che riferisce (0,75 a sinistra e 0,85 a destra) indicano comunque una riduzione non trascurabile rispetto alla vista potenzialmente attesa alla Sua età, e il fatto che Lei abbia difficoltà concrete nel lavoro al computer, nel leggere prezzi, etichette, scritte a 1 2 metri rientra tra le indicazioni funzionali all’intervento di cataratta: non si tratta solo di quanto vede sulla tabella , ma di quanto la cataratta interferisce con la vita quotidiana. È plausibile che la combinazione tra cataratta in evoluzione, presbiopia e un difetto refrattivo preesistente stia rendendo più difficile la messa a fuoco alle distanze ravvicinate e intermedie, specialmente in condizioni di illuminazione non ottimale.

Per quanto riguarda cosa può fare in attesa dell’intervento, è bene chiarire che non esistono colliri in grado di sciogliere o rallentare in modo clinicamente significativo una cataratta già formata. Preparati commerciali o colliri per la cataratta non hanno dimostrato un effetto tale da modificare il decorso della malattia, e l’uso di prodotti non ben studiati (come alcuni colliri a base di sostanze iodate o miscele non standard) può, in alcuni casi, creare più problemi che benefici. Credo sia prudente evitare iniziative di questo tipo e concentrarsi invece su ciò che può davvero aiutarLa nell’immediato: una correzione ottica il più possibile mirata alle distanze che Le servono.

Un’opzione molto concreta, nell’attesa, è rivalutare la prescrizione degli occhiali. Quelli office che sta usando sono pensati per lavorare a una distanza specifica (tipicamente il monitor) e hanno un campo nitido limitato; è normale che guardando lateralmente, o a distanze diverse, l’immagine diventi più sfocata. Potrebbe essere utile discutere con l’ottico e con l’oculista la possibilità di: rivedere la gradazione per vicino e intermedio, scegliere lenti con un disegno specifico per chi lavora al PC ma ha anche necessità frequenti a distanze intermedie (esistono lenti office con diversi profili e profondità di campo), e valutare se, nel Suo caso, non siano più comode due soluzioni separate (un occhiale dedicato al PC e uno per la lettura ravvicinata) piuttosto che un’unica lente che cerca di coprire tutto. A volte, piccole modifiche della prescrizione e del tipo di lente possono migliorare molto la funzionalità in attesa dell’intervento.

Per il resto, proteggere l’occhio dalla luce intensa con occhiali da sole di buona qualità, curare l’illuminazione quando legge o lavora, evitare l’uso prolungato di colliri che non siano stati espressamente prescritti dall’oculista e mantenere sotto controllo eventuali altri fattori di rischio (per esempio uso cronico di cortisonici, diabete, ecc.) sono accorgimenti sensati, ma non sostituiscono la chirurgia. Se l’attesa con il Servizio Sanitario è davvero nell’ordine di un anno e il disagio è già ora importante, ha senso valutare con il Suo oculista se esistano percorsi che permettano di non rimandare troppo (per esempio liste in altre strutture, priorità diverse in base al peggioramento del visus) oppure se l’intervento in regime privato, pur avendo un costo, possa essere giustificato dall’impatto che questa situazione ha sul Suo lavoro e sulla qualità di vita.

In sintesi: i disturbi che descrive, in rapporto al solo grado N1 N2 , meritano una rivalutazione accurata del tipo di cataratta e della correzione ottica; nell’attesa dell’intervento non esistono colliri realmente utili per rallentare o ridurre la cataratta, mentre una revisione mirata degli occhiali (magari con lenti pensate per le distanze che Le servono di più) può aiutarLa nella vita di tutti i giorni. Il passo successivo è parlarne con il Suo oculista, chiedendo sia una conferma del tipo di cataratta e dell’indicazione chirurgica, sia un aiuto concreto a ottimizzare la correzione visiva finché non sarà possibile programmare l’intervento.

Dott. Guido Galmozzi.
Specialista in Oftalmologia.

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