Utente
Gentilissimi dottori,
vi sottopongo il caso di mia zia, 55 anni.
Lo faccio perchè Lei ha finalmente accettato di iniziare un percorso terapeutico, dopo anni di omissioni da parte sua (per pudore non ha mai raccontato la grave progressione della sua malattia e ne ha brillantemente nascosto i disagi e le difficoltà) e di inspiegabili temporaggiamenti del medico che l'ha tenuta in cura per 20 anni (primario di oculistica di un noto ospedale campano).
Mia zia è civilmente invalida al 100%, professionale al 75%.
Ha ad entrambi gli occhi una miopia superiore alle 20 diottrie (non misurabile oltre) maturata fin dalla giovinezza. Circa 15 annni fa sono comparse le prime piccole macchie sul perimetro esterno della sua visuale. 10 anni fa, mi ha raccontato, si è sottoposta a laser
terapia per curare le lacerazioni. Da circa 10 anni si è fatta strada la maculopatia. Le macule progressivamente hanno completamente oscurato l'occhio sinistro (dal quale mi riferisce di non vedere più nulla perchè la macchia è centrale) e in buona parte l'occhio destro (mi dice che le è rimasta una visibilità del 30%). Ho cercato di farmi dare, da lei stessa, indicazioni più tecniche sulle sue patologie, ma mi ha soltanto fatto leggere ciò che il suo medico ha evidenziato come patologia determinante per l'invalidità: ATROFIA CORIORETINICA CIRCUMCAPILLARE E DEL POLO POSTERIORE DI TIPO MIOPICA.

Mia zia esce, cammina, insegna alle scuole elementari ogni giorno a 25 scalmanati, attraversa la strada, va a fare la spesa, va in banca, alla posta, etc etc. Standole accanto è evidente tuttavia che non vede quasi nulla di quello che le accade intorno e che in buona parte sopperisce con memoria e abitudine.
Le notizie che le ho letto sull'Avastin e sulla possibilità di nuove terapie le hanno fatto tirar fuori un po' di coraggio a tentare una strada. Suggeritemela voi, se potete.
Ditemi cosa posso fare e quali esami vi occorrono per poter iniziare un iter diagnostico completo. Posso spostarmi con lei in qls città per incontrarvi. A Roma, dove vivo, sarebbe la soluzione ideale.

vi ringrazio in anticipo per l'aiuto che vorrete offrirmi

Massimiliano

[#1]  
Dr. Antonio Pascotto

Referente scientifico Referente Scientifico
56% attività
8% attualità
20% socialità
CASERTA (CE)
NAPOLI (NA)

Rank MI+ 84
Iscritto dal 2001
Prenota una visita specialistica
A Roma può rivolgersi al nostro Prof. Marino per poter far seguire con cura Sua zia.

Gli esami da eseguire in questi casi sono la Fluorangiografia retinica e l'OCT, che ci permettono di evidenziare la presenza di eventuali "membrane neovascolari sottoretiniche" che potrebbero essere trattate con l'ottimo Avastin o con altri farmaci simili, appartenenti alla categoria dei cosiddetti anti-VEGF.

In bocca al lupo per Sua zia,
AP

PS: ecco alcuni link utili
http://www.forumsalute.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=81466
http://www.oculisticapascotto.it/01/index.php?section=50
http://www.oculisticapascotto.it/01/index.php?section=51
Dottor Antonio Pascotto
Tel. 081 554 2792
www.oculisticapascotto.it

[#2]  
Attivo dal 2007 al 2010
Gentile paziente,
purtroppo esistono miopie-iperopie ben più elevate delle 20 D!A settembre mi è stata mandata dalla Sicilia una donna di 51 aa con un equivalente sferico negativo di circa 33 D in OD e di circa 30 d in OS!!
Mi sono occupato da un anno per la regolamentazione ministeriale degli OFF-LABEL in Oculistica di cui l'Avastatin fa parte come anti-VEGF e se sono veramente indicati,in assenza totale di controindicazioni e solamente se presenti membrane neovascolari sottoretiniche,possono essere impiegati.Ovviamente SOLO IN MANO DI VERI ESPERTI DEL SETTORE!
Sono a Sua disposizione per qualsiasi informazione.
Cordialità.
DUILIO SIRAVO
http://www.baab.it/siravoduilio_/
http://www.medicitali/siravoduilio