Utente
Salve! Sono una ragazza di 23 anni ed ho alcuni dubbi che mi preoccupano molto.Nel 2003 vedendo una "serpentina nera" nell'occhio dx mi sono recata dall'oculista che mi ha diagnosticato un focolaio di corioretinite da toxoplasmosi.Ho fatto la fluoroangiografia: ODV 0.9, ODF 2 cicatrici corioretiniche lungo il fascio vascolare infero-temporale. focolaio da probabile toxoplasmosi.
Ho eseguito gli esami del sangue: antitoxoplasma IgM negativo antitoxoplasma IgG 54 (>3 prob. immune).
Ho fatto una terapia con metakelfin e daraprim e acido folico 1 cp di ciascuno al giorno da luglio 2003 a fine ottobre 2003 quando poi il focolaio si è spento. Due settimane fa mi è ricomparsa la "serpentina nera" e mi è stato detto che si è riattivato il focolaio ed è pigmentato ed è vicino alla macula, e che è strano, che solitamente non si riattiva. Ora devo prendere ancora metakelfin + daraprim ma mi è stato prescritto anche deltacortene 25 3 e mezza cp. al giorno, mentre un altro oculista mi ha detto di non prenderlo. Dopo aver iniziato questa cura la serpentina non è diminuita ma aumentata,vedo due zone nere che si muovono e non so se è normale.Inoltre ho avuto molto senso di nausea, intorpidimento della testa e dei muscoli facciali, è normale ? Quello che mi domando? Ma bastano quegli esami per confermare che si tratta di toxoplasmosi? Come l'ho presa?Non dovrei essere immune? Perchè mi si è riattivata? Potrebbe essere altro? Mi han detto che è pericoloso perchè potrei perdere parte della vista ma come posso impedire che si riattivi?E' meglio prendere il cortisone?Il fatto di avere disturbi all'encefalo (intorpidimenti) è dovuto alla terapia? O è la toxoplasmosi che può intaccare l'encefalo?Ma non avrei dovuto fare più esami del sangue e magari una visita dall'infettivologo?
Scusate se ho posto molte domande...ma sono veramente preoccupata.
Ringrazio anticipatamente per la vostra attenzione.
Cordialmente
Simona

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Dr. Luigi Marino

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Cara Simona,
si è proprio vero la toxoplasmosi si può riattivare.
Sono daccordo con lei sull'opportunità di una valutazione da parte di un collega infettivologo, mentre sull'uso del cortisone i pareri sono diversi.
Dipende comunque da caso a caso e ci mancano dei dati salienti come ad esempio lo studio della sua flurangiografiae della sua obiettività clinica.
Io mi sono occupato in gioventù di corioretiniti specifiche come la toxoplasmosi e la toxocara canis, e mai ho usato cortisonici.
La invito a inviare il post anche nella sezione di Infettivologia.
Nel trattamento di queste infezioni sono molto bravi i colleghi infettivologi del Sacco di Milano e da sempre la scuola Oculistica Padovana con il prof Secchi , il prof Micochero ed il prof e gen FEDERICO MARMO.
Ci ricontatti per qualsasi evenienza
Suo LUIGI MARINO
LUIGI MARINO CHIRURGO OCULISTA
CASA di CURA “ LA MADONNINA “ via Quadronno n. 29 MILANO tel 02 58395555 / 02 58395516

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Attivo dal 2007 al 2010
Carissima Signorina,
la toxoplasmosi ocularesi manifesta normalmente come una corioretinite conseguente ad un’infezione congenita.
I pazienti sono asintomatici per molti anni e i quadri clinici si manifestano normalmente dopo 20 o 30 anni di vita. La diagnosi normalmente viene posta dall’oculista che riconosce le caratteristiche lesioni focali necrotizzanti della retina e può essere confermata con le indagini sierologiche sia su siero che su umor acqueo. La diagnosi è basata sui segni clinici, analisi sierologiche e sulla presenza dell’agente nei tessuti del corpo o nei fluidi, stabilita tramite biopsia.
L’avvenuto contatto con il parassita può essere dimostrato evidenziando la presenza di anticorpi IgG, IgM e IgA. L’aumento dei livelli di anticorpi conferma l’infezione acuta; la presenza di specifiche IgM e/o l’incremento del titolo di IgG di bambini piccoli è una prova definitiva di un’infezione congenita. Alti livelli di IgG possono persistere per molti anni, senza nessuna relazione con un’infezione acuta.
La ricerca del patogeno si basa sostanzialmente su metodi quali saggi immunoistochimici o polymerase chain reaction (PCR).
Il kit BioQuant T. gondii-B1 in Real-Time PCR permette di determinare con elevata accuratezza la presenza/assenza del protozoo T. gondii nel campione biologico ed offre la possibilità di quantificare la carica protozoaria del patogeno.
La localizzazione da lei descritta è abbastanza tipica(polo posteriore,regione infero temporale e/o supero temporale).
I focolai si possono riacutizzare in particolari situazioni,ma l'encefalite ,cui lei fa riferimento,si ha solamente in pazienti particolarmenti immunodepressi,come per tutte le riacutizzazioni di specie e che quindi hanno altre patologie fortemente debilitanti o se sono in cura con immunodepressori.
Un caro saluto.
http://siravoduilio.beepworld.it



[#3] dopo  
Utente
Non so come ringraziarvi per le vostre risposte...grazie grazie di cuore dottor Siravo e dottor Marino...grazie...anche per la sollecitudine delle vostre risposte.Farò tutti gli accertamenti per capire bene come approcciarmi a questa patologia.
Un caro abbraccio...complimenti, questo è un sito molto importante per le persone malate...conta tantissimo sapere che ci sono medici che possono aiutare, sia come specialisti sia come persone umane.E' essenziale...Grazie!
Simona

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Attivo dal 2007 al 2010
Tantissime grazie a Lei e

BUONA PASQUA!!
Un caro saluto.
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Dr. Luigi Marino

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grazie a lei per il quesito stimolante e la domanda molto pertinente in bocca al lupo ed a presto
LUIGI MARINO CHIRURGO OCULISTA
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