Utente 865XXX
Gentilissimo Dott. Marino, sono una ragazza di 28 anni, mia madre è diabetica dal lontano 1986.
Dal 2002 ha problemi di retinopatia diabetica in entrambi gli occhi ed è seguita presso l'ospedale di Melegnano (MI).
Premesso questo, dopo innumerevoli sedute per trattamenti laser, le è stata fatta una puntura intraoculare di triancinolone nell' occhio sinistro (quello più conciato), in quest'ultimo anno è stata operata ad entrambi gli ogghi per la cataratta. I suoi problemi visivi sono sempre peggiorati con il passare del tempo (non può leggere, fatica a riconoscere le persone). Nell'ultima visita di controllo post operazione cataratta (giugno 2008) ci era stato detto che si poteva prendere un appuntamento per la prescrizione delle lenti.
Sabato finalmente abbiamo fatto la visita.
Sapevamo che gli occhiali non potevano ridarle i suoi 10/10, ma almeno speravamo di darle un po' di sollievo rendere la sue giornate con un senso.
Invece ci siamo trovate davanti ad un medico che senza scrupolo le ha spiattellato in facci questa frase "Signora deve pregare che inventino il trapianto degli occhi. Diversamente non possiamo fare nulla".
Sentire queste cose, dette così, mi ha fatto molto male (a me che ci vedo, figuriamoci a Lei).
Quando la ha provato le lenti, doveva leggere una lettera K grande come ina casa e la mamma l'ha vista, però poi è sparita subito.
Il medico allora le ha cambiato lente e mamma non vedeva più la lettera ma vedeva in modo chiaro tutto quello che c'era nella stanza.

A mio modesto parere da incompetente, chi se ne frega se non leggo, ma almeno vedo il modo che mi passa intorno.

Sul referto ha scritto (con molta interpretazione perchè la calligrafia lascia a desiderare):
ODV 1/10 rc
OSV 1/20 nat.
Retinopatia diabetica pre-proliferante; essuodati duri al pp e in sede maculare; esiti di trattamento laser.
Si consiglia Proidema crono 1 cpr al dì x 3 mesi, 1 mese sospensione, e 3 mesi di trattamento ecc...
Nessuna prescrizione di lenti.

Possibile che non ci sia proprio più niente da fare per la mia mammetta se non prospettarle il resto dei suoi giorni al buio??
Ringrazio anticipatamente per un Suo cortese riscontro.

[#1]  
Dr. Claudia Daniele

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Non si arrenda!
Forse non tornerà a vedere 10/10 ma se c'è qualcosa da fare per migliorare il suo visus, anche la più piccola, vale la pena provarla.
Un augurio
Dr. claudia daniele

[#2]  
46841

Cancellato nel 2010
Carissima,
NON BISOGNA MAI ABBANDONARE LA LOTTA!!
Provi a mandarci la Flurangiografia retinica e l'OCT e vediamo se possiamo consigliare cure diverse ad esempio chirurgiche od iniettive!
Tutto deve essere provato per anche un minimo miglioramento!!
Un carissimo saluto ed un augurio di cuore affinchè sua madre possa migliorare!

[#3] dopo  
Utente 865XXX

RINGRAZIO LA DOTT. DANIELE E IL DOTT. SIRAVO PER LA DISPONIBILITA' E IL CONFORTO.
MANDERO' MAIL CON ALLEGATA FLUORANGIO E OCT.

[#4]  
Dr. Luigi Marino

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Gentile signorina,
la ringrazio del quesito ed approfitto anche per ringraziare pubblicamente i colleghi che sapientemente le hanno risposto prima di me, le allego un mio appunto e la aspetto quando vuole con la sua mamma per un consulto a titolo non oneroso a presto SUO DOC
Il diabete mellito è un disordine nel metabolismo dei carboidrati delle proteine e dei lipidi causato da un insufficienza assoluta o relativa di insulina. Il diabete mellito può essere diviso in due tipi principali: diabete tipo 1 (I.D.D.M. insulino-dipendente) che rappresenta il 10% dei casi.
diabete tipo 2 (N.I.D.D.M. non insulino-dipendente). Generalmente insorge dopo i 50 anni, con inizio insidioso e, per tale motivo, è spesso scoperto casualmente.
I fattori di rischio più frequentemente associati ai gradi di maggiore evoluzione della RD sono risultati:

la durata della malattia
l'età di insorgenza
i valori maggiori di emoglobina glicosilata
l’ipertensione sistemica
la presenza di insufficienza renale.
La Retinopatia Diabetica (RD) è la principale causa di cecità nell’età compresa tra i 20 e i 64 anni, ed è la più frequente e la più importante complicanza del diabete mellito. La retinopatia diabetica è frequente in entrambi i tipi di diabete ma i pazienti con I.D.D.M. vanno incontro ad un più alto rischio di complicanze.
TIPI DI RETINOPATIA DIABETICA
La R.D. si divide in due grandi categorie:

non proliferante
proliferante
La R.D. non proliferante (o background) si presenta con microaneurismi, piccole emorragie, essudati duri ed anomalie microvascolari intraretiniche (fig.1). Col progredire della malattia può comparire l’edema maculare, cioè la presenza di liquido all’interno delle cellule retiniche, che rappresenta la maggiore causa di diminuzione del visus nella R. D. non proliferante. L’evoluzione dell’edema può variare, è a volte stabile, mentre in altri casi si aggrava lentamente dando origine alla formazione di vere eproprie cisti nella retina (edema cistoide). L’edema maculare è collegato alla presenza di alterazioni parietali (con maggior diffusione dei liquidi) ed ematiche (maggior aggregabilità delle piastrine, aumento della viscosità ematica). Con l’aumento dell’ischemia retinica, il paziente può sviluppare una R.D. proliferante. La R.D. proliferante comprende tutte quelle forme di R.D. in cui sia presente una proliferazione vascolare. La R.D. proliferante è più frequente nei pazienti giovani affetti da I.D.D.M. in cui il controllo glicemico è più difficile. Può essere uno stadio evolutivo della R.D. non proliferante oppure comparire precocemente con la formazione di vasi neoformati. Queste neovascolarizzazioni sono formate da capillari che hanno una parete molto fragile e possono rompersi facilmente causando una emorragia vitreale (emovitreo) (fig.2). Le emorragie possono riassorbirsi, ma, se non si interviene con una adeguata terapia laser, tendono a ripetersi ed in tali casi il loro assorbimento è sempre più difficile. In seguito può apparire una reazione fibrovascolare con formazione di membrane che possono penetrare nel vitreo, provocare una trazione retinica e un distacco della retina. Nei casi piu gravi vi può essere l’insorgenza di un glaucoma neovascolare.
ESAMI DIAGNOSTICI
Un accurato esame del fondo dell’occhio può essere sufficiente per riconoscere i primi danni alla retina. Si potranno in seguito effettuare delle fotografie ed all'esordio della malattia è importante effettuare una fluorangiografia (FAG).
La FAG della retina è un esame che consiste nel fotografare con un particolare sistema il fondo dell’occhio, dopo aver iniettato un colorante in una vena del braccio.
La FAG è un esame ambulatoriale e col passare degli anni si è perfezionata al punto tale che oggi, almeno nei centri più importanti, è un esame esclusivamente assistito dal computer e pertanto sempre più rapido e preciso.
In presenza di R.D. questo esame permette di evidenziare con estrema precisione le alterazioni iniziali della retina, e ci consente, in caso di lesioni più avanzate, di intervenire con il laser.
Altro esame fondamentale è l'OCT.
Questo esame, di recente introduzione nella pratica clinica, è una specie di scanner della retina e serve a fotografare ed a quantificare il danno all'interno della retina stessa.
L’ideale sarebbe poter eseguire il laser prima dell’insorgenza di lesioni gravi e che abbiano provocato danni visivi, dal momento che molti pazienti si rendono conto di avere problemi della retina solo quando la diminuzione della vista è notevole.
Il trattamento della R.D. consiste in:

osservazione frequente del fondo oculare
terapia medica
fotocoagulazione laser retinica
vitrectomia
E’ molto importane la prevenzione, costituita da un attento controllo metabolico e, soprattutto, da uno screening regolare. Il controllo metabolico è responsabilità del medico di base e del diabetologo che, mediante una terapia medica appropriata ( antidiabetici orali o con insulina) debbono lavorare in stretto rapporto con l’oftalmologo.
L’esperienza clinica ha dimostrato che la fotocoagulazione laser migliora la prognosi visiva. Il laser è un dispositivo capace di emettere un sottile raggio di luce (verde, rosso,infrarosso) che, focalizzato sulle lesioni della retina, le coagula e quindi le chiude con effetto termico. Il trattamento laser viene eseguito ambulatorialmente, dopo aver instillato alcune gocce di collirio anestetico locale, e generalmente non necessita alcun ricovero. Il progresso delle tecnologie, con l’introduzione di nuovi laser che permettono trattamenti anche in caso di opacità dei mezzi diottrici (cataratta, ed emorragie intraoculari), ha indubbiamente condotto ad un miglioramento della cura della R.D. permettendoci di guardare al suo futuro con più ottimismo. Infatti mentre 30 anni fa l’insorgenza della R.D. di tipo proliferante portava alla cecità oltre il 50% dei pazienti, attualmente la cecità è stata ridotta a meno del 5%.
TERAPIA MEDICA

Attività fisica: la sua importanza è notevole e non va sottovalutata. Una adeguata attività fisica consente spesso di mantenere un buon controllo metabolico, diminuendo talora la quantità di insulina necessaria.
Dieta: è essenziale per il trattamento di tutti i diabetici. Molti pazienti con diabete non insulino-dipendente possono essere curati solo con la dieta.
Ipoglicemizzanti orali o insulina
Terapia farmacologica: destinata a migliorare il flusso ematico, l'aggregazione piastrinica ed altro.
TRATTAMENTO LASER DELLA RETINOPATIA DIABETICA
NON PROLIFERANTE
La terapia laser viene condotta in modo mirato sulle alterazioni microvascolari responsabili dell’edema, al fine di ottenere l’obliterazione delle stesse. Spot di 100-200 micron di diametro vengono indirizzati in corrispondenza delle zone di alterazione microvascolare che fluorangiograficamente appaiono responsabili dei fenomeni di diffusione di colorante (fotocoagulazione focale).
Quando l’area di edema risulta particolarmente estesa il trattamento viene condotto mediante spot non confluenti disposti a griglia (fotocoagulazione a griglia).
TRATTAMENTO LASER DELLA RETINOPATIA DIABETICA PROLIFERANTE
Il trattamento fotocoagulativo laser è efficace nel prevenire i più gravi danni visivi prodotti dalla R.D. , ma è imperativo ricordare che il trattamento laser non viene eseguito per migliorare la vista.
La fotocoagulazione laser delle aree retiniche che fluorangiograficamente risultano non irrorate, consente di combattere i fattori responsabili dei neovasi.
Si deve procedere per gradi con una fotocoagulazione graduale di tutta l’ischemia retinica. Successivamente il trattamento potrà essere esteso fino ad interessare una gran parte della retina (fotocoagulazione panretinica).
Le fotocoagulazioni potranno essere eseguite in un settore alla volta (in genere si preferisce iniziare con i settori inferiori che potrebbero poi quasi divenire inaccessibili in conseguenza di una eventuale emorragia endovitreale).
Si può anche procedere dalla periferia in modo concentrico verso le zone centrali. Le sedute fotocoagulative vanno preferibilmente distanziate di almeno 24 ore.
Nel corso di ogni seduta si possono effettuare 500-600 fotocoagulazioni e anche più, contigue, di energia tale da produrre un franco sbiancamento della retina.
Tre quattro sedute eseguite con questa modalità, consentono di solito di completare la fotocoagulazione.
come le dicevo l'aspetto in Istituto il lunedi o il venerdi pomeriggio

LUIGI MARINO CHIRURGO OCULISTA
CASA di CURA “ LA MADONNINA “ via Quadronno n. 29 MILANO tel 02 58395555 o 0258395333

[#5] dopo  
Utente 865XXX

Dott. Marino Lei è sempre gentilissimo, il suo appunto è molte esaustivo e calza a pennello sulla mia mamma.
Pensi che:
- Ha scoperto il diabete nel 1986 e in concomitanza hanno dovuto asportarle un rene per un calcolo a stampo;
- non ha mai accettato l'insulina, quando finalmente siamo riusciti a convincerla, dopo pochi mesi di trattamento Le è venuto l'ictus e il medico che l'ha seguita nella riabilitazione ha detto che poteva essere associato anche a un fattore psicologico di non accettazione di insulina e quindi hanno optato per sospendela.

Ora la situazione del diabete è molto scompensata.

In più il movimento è molto ridotto in quanto non vedendoci, deve sempre essere accompagnata.

Se mi da un suo indirizzo mail posso inviarle l'ultima fluorangio e oct che abbiamo fatto.

[#6]  
Dr. Luigi Marino

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a presto
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