Utente
Salve, premetto che ho i due incisivi anteriori “morti” già da tempo (in parte sono neri), ovvero senza il nervo , il tutto dovuto ad apparecchio dentale e relativo trauma dei denti ecce cc…ora mi è venuto un granuloma curato al momento con antibiotico,il dentista ha cercato inutilmente di devitalizzare il dente ma non ci è proprio riuscito era tutto completamente “incrostato e calcificato”, pertanto ha proposto due soluzioni:

- 1. impianto + capsula
- 2. apicectomia con rigenerativa + perno fisso + capsula

Relativamente al secondo punto mi chiedevo , per la capsula devo attendere circa un anno ed in questo tempo il dente com’è? A cosa serve la capsula ? ci sono accorgimenti da adottare ecc?

Chiedo un vs. parere in merito per capire quale sia la soluzione migliore e che possa scongiurare sgradite sorprese anche nel futuro.

Grazie mille per ogni vostro chiarimento.

[#1]  
Dr. Sergio Formentelli

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Io proverei ancora a ritrattare il dente, da uno specialista nel settore (endodonzista), sopratutto se la procedura fin qui eseguita è stata fatta senza diga di gomma.

www.medicitalia.it/sergioformentelli/news/255/La-diga-di-gomma

Se il tentativo si rivelasse ancora infruttuoso, entrambe le scelte hanno dei pro- e dei contro.
Vediamoli:

1) Salvataggio del dente con apicectomia e otturazione retrograda:
Si parte dal concetto che probabilmente la zona che contiene i batteri sia quella apicale, e si fa una piccola breccia ossea, per poter tagliare tali zone e otturarle partendo dalla punta.
La criticità principale consiste nella diffusione probabile di batteri oltre la zona apicale, che renderebbe la redidiva dell'infezione a qualche anno un evento statisticamente molto frequente.
La seconda criticità è quella della breccia ossea che renderebbe difficile anche se non impossibile, in caso di fallimento, l'inserimento di un impianto.

2) Estrazione e impianto
La predicibilità è decisamente maggiore di quella dell'apicectomia e dell'otturazione retrograda.
La criticità principale consiste nell'estetica: il diametro che la radice del dente nel punto in cui esce dalla gengiva è decisamente superiore e di forma diversa da quella dell'impianto.
Il profilo di emergenza è quindi il punto critico che può dare una sensazione spiacevole di "falso".
Ci sono tante tecniche per ovviare a questa problematica, naturalmente, ma resta il vero punto critico nei settori anteriori.
La seconda criticità consiste nei tempi lunghi di attesa, se non si può ricorrere al carico immediato.
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[#2] dopo  
Utente
Grazi eper la risposta , Il dentista al quale mi stò rivolgendo mi diceva che se l'apicectomia mentre veniva eseguita non andava a buon fine praticava subito l'impianto senza problemi...mentre lei mi accenna che non è proprio così...vista l'importanza della cosa gradirei a priori avere una certezza sul risultato....a questo punto probabilmente l'impianto dovrebbe essere la scelta migliore e sicura o sbaglio??

[#3]  
Dr. Sergio Formentelli

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Più predicibile...

Ma legga la prima frase della mia risposta!
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[#4] dopo  
Utente
Si mi ero perso questo grande dettaglio...quindi per prima cosa provare a ritrattare il dente con esperto del settore...giusto?

[#5]  
Dr. Maurizio Macrì

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Gentile paziente , la scaletta terapeutica da seguire è :

1. Riprovare il trattamento endodontico, accertarsi con una rx nei mesi successivi che la terapia sia andata a buon fine ovvero che il granuloma si sia riassorbito , quindi procedere ad uno sbiancamento del dente ed al successivo rivestimento dello stesso con una corona in metallo-ceramica o meglio, a mio avviso, in ceramica integrale.

2. In caso di fallimento parziale o totale del trattamento endodontico, procedere ad una apicectomia con otturazione retrograda , controllare l'esito dell'intervento chirurgico con una rx nei mesi successivi ed in caso di successo procedere allo sbancamento del dente ed al rivestimento dello stesso con una corona in metallo-ceramica o meglio , a mio avviso, con una corona in ceramica integrale.

3. In caso di fallimento precoce o tardivo della chirurgia endodontica , rimuovere il dente e procedere all'inserimento di un impianto endosseo . Sarà chi si occupa di implantologia a decidere i tempi e le modalità di tale intervento. le eventuali tecniche rigenerative dei tessuti ed i tempi , materiali e tecniche della successiva corona protesica..

Gli interventi sopradescritti, come sottolineato dal collega, non sono esenti da complicanze e sarà l'operatore in base alla letteratura , alla casistica ed alla sua esperienza clinica a decidere , in accordo con lei , la strada da seguire e se rinunciare a salvarle il dente .

Cordiali saluti
Dr. Maurizio Macrì
Odontoiatra

[#6] dopo  
Utente
Grazie a tutti , per prima cosa cercherò a questo punto di rivolgermi da uno specialista del settore per ritentare il trattamento come da punto 1 , il mio dentista ha provato per circa 1.5 ore con lastre su lastre per vedere al situazione ma poi ha detto che una cosa del genere non gli era mai capitata...e quindi non ha voluto insistere nel "bucare" il dente per non romperlo...ma se a vostro parere ci possono essere ancora margini provo con altro specialista ..GRAZIE ANCORA!

[#7]  
Dr. Sergio Formentelli

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Fra bucare e "rischiare di romperlo" per provare a curarlo e toglierlo per non aver osato correre il rischio di romperlo, lei cosa sceglierebbe?
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[#8] dopo  
Utente
Vero quello che lei dice, ma se non ho capito male, nel caso venisse riprovato il trattamento (punto 1) e si rompesse salterei direttamente al punto 3 ovvero all'impianto precludendo il punto 2 (apicectomia)...anche se spero uno specialista capirebbe molto probabilmente nel riprovare il trattamento fino a che punto può spingersi e quindi evitando la rottura potrebbe passare all'apicectomia ed eventualmente in caso di non riuscita all'impianto....GRAZIE ANCORA !

[#9]  
Dr. Sergio Formentelli

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Ha centrato perfettamente il problema.
Ha capito tutto, ha gli elementi in mano per decidere autonomamente con cognizione di causa.

In bocca al lupo!
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[#10] dopo  
Utente
Da un'esperto endodonzista e come da vostro consiglio ho scoperto quanto segue:

- il dentista al quale mi sono rivolto ha lasciato la punta dell'attrezzo all'interno del dente senza neppure avvisarci!!!
- non ha utilizzato nelle molteplici lastre nessuna protezione ai raggi delle lastre...in pratica si serviva di svariate lastre per trovare il canale mentre doveva da subito dirci di rivolgerci ad un esperto in materia...
- ha fatto una foto ad una nostra panoramica precednete di due anni fa...senza nessuna autorizzazione...
-Ha probabilmente perforato più del necessario...e quindi dovrò sostenere oltre alle spese per rimuovere l'attrezzo circa 500€ anche altri 400€ per chiudere eventuali perforazioni inadeguate..

Mi chiedo se in questi casi posso rivalermi in via legale per questo disastro...inoltre posseggo anche qualche lastra nel caso vogliate vedere il dente in questione...si possono allegare immagini e come??

[#11]  
Dr. Sergio Formentelli

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Innanzitutto continuo ad ignorare se il collega ha usato la diga di gomma o no.



Nel caso l'abbia usata, non ci provi neppure a fare causa: ha messo in atto tutte le sue capacità per venire a capo del problema, e gli sarà facile dimostrarlo in giudizio.



Nerl caso NON l'abbia usata, per questi motivi non ci provi neppure:


"non ha utilizzato nelle molteplici lastre nessuna protezione ai raggi delle lastre"
Non servono.
Gli apparecchi radiogeni sono supercontrollati, e non emettono raggi al di fuori delle aree irradiate.
La quantità di raggi assorbita è comunque veramente IRRISORIA, inferiore a quella assorbita in montagna in una normale giornata di sci.



"in pratica si serviva di svariate lastre per trovare il canale"
Ed è esattamente quello che si deve fare.



"mentre doveva da subito dirci di rivolgerci ad un esperto in materia"
Non prima di averci provato.
Questo non posso imputarglielo.



"ha fatto una foto ad una nostra panoramica precedente di due anni fa... senza nessuna autorizzazione"
E allora?
Stava procedendo alle sue cure o no?
Io lo faccio regolarmente, e mi serve per documentare la cartella clinica.
Se un mio paziente ha qualcosa da obiettare a questo, non mi sta emttendo nelle condizioni di eseguire correttamente il mio lavoro; in tal caso può prendere le sue cose e andare a farsi curare dove preferisce.
Lo caccio dallo studio, in pratica.



"il dentista al quale mi sono rivolto ha lasciato la punta dell'attrezzo all'interno del dente"
Sono 10 anni che NON LASCIO UN SOLO STRUMENTO all'interno del dente.
Non mi succede più.
Sono diventato bravissimo nelle devitalizzazioni?
No.
Semplicemente non ne faccio più da 10 anni.

E' una cosa che può succedere senza che questo rappresenti una colpa.
Anche agli esperti endodonzisti.
SICURAMENTE anche al suo esperto endodonzista è capitato.
Se è veramente bravo, poche volte.

Diffidi di chiunque affermi che non gli è MAI successo.






Per questi motivi invece può valutare l'opportunità della via legale:

"...ha lasciato la punta dell'attrezzo all'interno del dente senza neppure avvisarci! "
A mio modo di vedere questo è una cosa molto scorretta.

"Ha probabilmente perforato più del necessario"
Probabile.

Tenga conto che tocca a lei DIMOSTRARE i fatti.
Con documentazione ineccepibile.

E per fare causa deve cominciare ad anticipare le spese per medico legale, avvocato e perito di parte, sperando che il giudice le dia ragione (recuperando l'importo da lei richiesto + quello per le peresone citate e le spese di giudizio); nel caso il giudice non le dia ragione, deve pagare tutto, compreso le persone elencate per la parte avversa che vince.

Tenga conto che gli avvocati disonesti fanno tutte le cause che possono, tanto loro vengono pagati comunque o da uno o dall'altro.



Ma piuttosto che andare per vie legali non è più facile andare dal dentista e accordarsi bonariamente per farsi ridare indietro un pò dei soldi che lei ha pagato e chiudere la questione?


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