Utente
Gentili dottori, sono una signora di 68 anni, per dieci anni ho portato, causa paradontite, la protesi mobile (arcata inferiore) appoggiata ai miei due unici denti molari. Purtroppo anche questi sono caduti. Mi è stata consigliata l’implantologia, il chirurgo al quale mi sono rivolta, (dopo esame con Kodac 9000 3D), mi ha consigliato quattro impianti vicini (incisivi) da inserire con metodo tradizionale, al quale agganciare la protesi mobile. Mi sono sottoposta con convinzione e fiducia ma ho dovuto affrontare molti imprevisti….
Dopo l’intervento è comparso un vasto ematoma (al mento); il 4° giorno al labbro inferiore comparsa di un grosso erpes e forti dolori dall’articolazione mandibolare sin. a tutto il mento. Oltre agli antidolorifici continui, il medico mi ha sottoposto ad applicazioni con il laser, ma in decima giornata non è stato possibile togliere tutti i punti perchè le gengive erano gonfie. I dolori sono continuati quasi fino al 24° giorno in cui, tolti i punti e dopo radiografia, (probabilmente qualche cosa non andava) mi è stata riaperta la gengiva, aggiunto dell’osso granulare sintetico e messo le faccette esterne degli impianti e nuove suture. Dopo altri 14 giorni (37 dall’intervento) al controllo il medico decideva di togliere tutto perchè non si era creata l’osteosintesi dell’impianto, quindi riapertura della gengiva, aggiunta di osso granulare, suture. A giorni andrò a togliere questi punti, e riposerò alcuni mesi.
Non mi è stato spiegato molto su ciò che è successo anche perchè ero traumatizzata dagli eventi. Ora indebolita dalla scarsa e particolare alimentazione, (ho sempre avuto punti in bocca) e dopo le varie terapie (antivirali, antibiotici, antidolorifici) mi sento molto stanca e avvilita, ma alla ricerca delle motivazioni che possono aver provocato ciò. Il medico impiantologo che ritengo persona seria e competente (30 anni di esperienza) aveva valutato con la tac la consistenza (seppur fragile) dell’osso, ma può ugualmente essere questa la causa del fallimento? Può l’erpes aver influito? Io sono affetta da due malattie autoimmuni (ipotiroidismo e gastrite cronica atrofica) possono essere queste concausa? I dolori durati tanti giorni erano già segno di “fallimento?”
Attendo con ansia il Vostro parere anche in considerazione della decisione futura. Non sono orientata a rifare gli impianti per paura di ripercorrere le sofferenze passate, mi è stato suggerito i mini-impianti, possono dare garanzia nel mio caso?
Ultimo interrogativo: in queste circostanze si deve pagare ugualmente l’impianto fallito?
Scusate le tante domande, ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti.
Elsa

[#1]  
Dr. Marco Finotti

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l'edema e l'ematoma sono frequenti in questo tipo di interventi e l'herpes per lo stress può comparire,senza complicare la guarigione, vero è che è quella che è stata poi l'evoluzione è sicuramente peggio
le 2 patologie che lei ha non rappresentano una contrindicazione all'implantologia
ho qualche dubbio quando sento come lei riferisce che il collega ha riaperto per aggiungere "osso" in fase precoce è sicuramente poco produttivo con il rischio di deiscenza ( riapertura spontanea ) della ferita e perdita sia dell'innesto che degli impianti
Certo lo studio del suo caso sembra essere stato fatto correttamente con il dentanscan sì da sapere i problemi ossei che si andavano ad affrontare ma chiaraqmente qualcosa è andato storto
a guarigione avvenuta, completamente sicuramente se vi è un pò di osso residuo si potrà reintervenire ma non è detto che i miniimpianti diano "garanzie " superiori cosa che poi nessun impianto può purtroppo dare oltre alla preparazione del chirurgo e alla qualità del prodotto certificato utilizzato
sul pagamento è una domanda molto difficile; la èrestazione medica c'è stata, con costi sicuramente elevati da parte del collega e penso che preventivamente abbiate chiarito le possibilità di successo o meno dell'inervento come le alternative terapeutiche e quindi i rischi connessi all'intervento. in base a tutto ciò ci sarà il modo di trovare un giusto "equilibrio economico" con il suo curante
cordiali saluti
Finotti Marco
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[#2]  
Dr. Filippo Martone

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in realta' la situazione si presenta immediatamente complessa per essere discussa per via epistolare. Biognerebbe almeno poter visonare alcune immagini radiografiche (prima degli impianti, con impianti inseriti, dopo l'eliminazione degli stessi).
Anche avendole viste, purtroppo, un fatto infettivo che abbia incolpevolmente influito sul risultato non è desumibile da esse.
A norma, comunque, se l'intervento è fallito non dovrebbe essere quietanzato.

Cordialità
Dr. Filippo Martone
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[#3] dopo  
Utente
Gentili dottori, ringrazio per la sollecita risposta. Comprendo la difficoltà di un parere chiarificatore, comunque ho le idee più chiare. Riguardo il pagamento purtroppo non avevamo messo in preventivo il fallimento. Spero nella "soluzione equilibrata".
Cordialmente

[#4]  
Dr. Filippo Martone

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Il fallimento è un'eventualità sempre presente, ed il collega avrà senz'altro ben presente come vada gestita. Soprattutto se ha una lunga esperienza in implantologia. Se la percentuale media di successo si aggira infatti tra l'85% ed il 90%, significa che ogni dieci impianti installati uno fallisce. Il fallimento quindi è senz'altro un eventualità purtroppo normalmente presente nella routine di un medico si occupa di implantologia con frequenza.

Cordialmente
Dr. Filippo Martone
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[#5] dopo  
Utente
Gentili dottori,
Ho eseguito in questi giorni la radiografia panoramica per verificare la situazione dopo l’avvenuto “impianto fallito”. Questa la parte principale del referto: “Sulla branca orizzontale della emimandibola di sinistra, in prossimità della sinfisi mentoniera, area di osteolisi a carta geografica a margini sfumati (tipoIb) con le caratteristiche semeiologiche della lesione osteitica.” In un reperto abbastanza recente dello stesso esame si notava : “Marcato assottigliamento del tratto orizzontale della mandibola e diffusi segni di osteopenia”. Da quanto descritto cosa si può concludere? Conviene fare delle cure per ricostruire la perdita d’osso?
Sono molto preoccupata sul come proseguire in questa mia situazione di mancanza totale di denti: non ho garanzie decidendo di reintervenire, e ciò mi blocca (anche per i costi ), credo pertanto che dovrò considerare (anche se con grande rammarico) la soluzione della dentiera con pasta adesiva, ma anche ciò mi spaventa perché in questo momento la mandibola centrale è quasi priva di gengiva. Mi chiedo se questa si riproduce spontaneamente o cosa si può fare?
Attendo Vostri pareri nella speranza di poter ancora “sorridere”.
Ringrazio cordialmente.

[#6]  
Dr. Marco Finotti

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è evidente radiologicamente il risultato della perdita ossea conseguente all'espulsione implantare
cure non può farne importante che le lesioni siano state curettate bene con totale assenza del tessuto di granulazione sì da permettere una buona guarigione
farei una dentanscan ( tac ) per valutare l'osso residuo e capire se anche con interventi semplici la soluzione implantologica è ancora attuabile
la radiografia panoramica non ci permette di prendere decisioni sicure
cordiali saluti
Finotti Marco
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[#7]  
Dr. Sergio Formentelli

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Un impianto fallito lo si può rifare, spesso anche nello stesso punto del precedente fallimento.
Tenga conto che lei ha tre impainti validi, su cui potrà ancorare la protesi anche in mancanza del quarto.

Lasci al chirurgo la scelta se effettuare altre indagini radiologiche o meno: a differenza del dr. Finotti, per esempio, non le rifarei: dalla vecchia indagine saprei se posso mettere l'impianto in un altro punto o meno, e nel caso non fosse possibile, le valutazioni sulle dimensioni generali della mandibola in quel punto tenderei a ritenerle ancora valide.
In sostanza, farei una piccola incisione e valuterei direttamente la quantità e qualità di osso a disposizione.

Non giudichi in sostanza l'abilità di un chirurgo dalla quantità di indagini preeliminari che effettua.
Il dr. Finotti, che stimo, è un validissimo implantologo, ma io tendo ad effettuare più raramente la valutazione tridimensionale dell'osso a disposizione (Dentalscan o simili), valutandone la reale necessità nel caso specifico rispetto ai danni potenziali dell'assorbimento di radiazioni.
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[#8]  
Dr. Filippo Martone

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Gentilissima signora,
la valutazione della quantità e della qualità dell'osso và senz'altro effettuata con strumenti che restituiscano con certezza (sia TAC che OPT digitale) il tono calcico del suo osso, che parrebbe essere fortemente carente per quanto lei stessa ha citato in precedenza. E' possibile, attraverso applicazione di uno strumento chiamato criolaser, ottenere il miglior tono calcico possibile per la sua mandibola. Qusto strumento oggi è diffuso prevalentemente in chirurgia ortopedica, ma non vi sono controindicazioni per l'uso ipotizzabile nel suo caso. I mini impianti possono essere anch'essi uno strumento valido, se ne ricorrono le condizioni. Tuttavia, spesso, se vi sono le condizioni per essi le stesse sono valide anche per impianti convenzionali di diametro e lunghezza ridotti.
Non disperi e analizzi bene la sua situazione con il medico.
Dr. Filippo Martone
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[#9] dopo  
Utente
Ringrazio per le risposte ricevute, mi sono state utili per chiarire e approfondire i vari aspetti del problema. Il mio dentista ha proposto di riposare qualche mese prima di riesaminare la situazione (per risolvere la guarigione dell’osteolisi, valutazione ossea, paura dell’intervento).
Desidero precisare al dott. Formentelli (forse io non mi sono espressa bene) che tutti e quattro gli impianti inseriti nella mandibola centrale, che dovevano ancorare la dentiera, sono stati tolti per mancata osteosintesi, perciò il caso è più complesso e demoralizzante, anche perché attualmente la dentiera, causa la riduzione gengivale, è più che mai “ballerina”.
Distinti saluti

[#10]  
Dr. Sergio Formentelli

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Non avevo capito.
La sostanza non cambia: possono essere rifatti.
Un impianto, passati alcuni giorni, non deve fare più male.
Normalmente non viene fatto pagare il secondo intervento.
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[#11]  
Dr. Filippo Martone

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Sottoscrivo in peno Sergio. Non si abbatta: salvo fatti davvero eccezzionali nulla parrebbe perduto. Lo sottoscrivo anche e soprattutto su quanto riguarda il non richiedere alcuna ulteriore parcella per il reintervento.
Dr. Filippo Martone
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