Utente 434XXX
Buongiorno sono un ragazzo di 31 anni e ho assunto propecia per tre anni sospendendo il trattamento ad intervalli di 6 mesi/un anno.
Il trattamento mi è stato consigliato per contrastare l'alopecia.
In questo momento non sto assumendo il farmaco, ma a breve potrebbe rendersi necessario un nuovo ciclo.
Volevo chiedere se sono accertati effetti scatenanti della finasteride sul cancro alla prostata e/o problemi permanenti alla fertilità.
Ringraziando anticipatamente porgo cordiali saluti

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Dr. Carlo Pastore

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Gentile Utente,

il trattamento con finasteride non incide sull'insorgenza di neoplasie prostatiche. Anzi, la finasteride riduce il volume della ghiandola prostatica essendo indicato nelle ipertrofie. Per quanto riguarda la fertilità, a quanto ne so, non esiste alcun problema permanente ma consiglierei un consulto con un collega andrologo.


Molto cordialmente,

un caro saluto

Dr. Carlo Pastore
Dr. Carlo Pastore
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[#2]  
Dr. Salvo Catania

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Concordo con il dr. Pastore e, anche se io non mi occupo specificatamente dell'argomento, mi permetto di segnalarLe che è stato condotto uno studio (Prostate Cancer Prevention Trial ) che ha dimostrato una riduzione dell'incidenza del carcinoma prostatico con la Finasteride

-Gli androgeni svolgono un ruolo molto importante nello sviluppo del tumore della prostata.
-Il diidrotestosterone è il principale androgeno presente nella prostata.
-La Finasteride è un inibitore dell'enzima 5 alfa-riduttasi, che trasforma il testosterone in diidrotestosterone.

Lo studio Prostate Cancer Prevention Trial è stato disegnato con l'obiettivo di verificare se la Finasteride fosse in grado di ridurre il rischio di carcinoma della prostata.

Il carcinoma della prostata è stato osservato nel 18,4% (803/4368) degli uomini trattati con la Finasteride e nel 24,4% (1147/4692) di quelli del gruppo placebo.

La riduzione dell'incidenza di tumore della prostata con la Finasteride è stata del 24,8% rispetto al placebo in 7 anni,
anche se i casi insorti nel gruppo che praticavano la finasteride
è risultato di alto grado di malignità rispetto al gruppo di controllo.

Forse questo ultimo aspetto ha creato un pò di preoccupazione nella comunità medica che ha verificato i dati a disposizione.

Sul problema che si riferisce alla eventuale compromissione della fertilità Le risponderanno i colleghi andrologi-urologi.





Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com