Utente 153XXX
Salve dottori,
ho fatto eseguire alcune analisi sui tessuti asportati a papà in seguito a pneumonectomia dx da carcinoma polmonare squamoso.
Non risulta avere mutazione nè aplificazione EGFR,nessuna mutazione k-ras ne riarrangiamento ALK.
Volevo chiarito un dubbio però: leggo:

ERCC1 (MONOCLONALE 8F1) negativo
TIMIDILATO SINTETASI (MONOCLONALE 4H4B1) negativo

Vorrei chiariti meglio quesit due risultati...in particolare il secondo.....sul web leggo che bassi livelli di espressione della timidilato sintetasi permetta l'ultilizzo dell'alimta anche per i tumori polmonari non necessariamente adenocarcinomi. Il fattto che l'esame sia negativo vuol dire che in teoria potrebbe farlo?
Il primo esame intende dire che il cisplatino potrebbe essere ripetuto o no?

[#1]  
Dr. Vito Barbieri

Referente scientifico Referente Scientifico
32% attività
20% attualità
16% socialità
CATANZARO (CZ)

Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Gentile utente,
mi viene da chiederle dove ha eseguito questi test, giacchè per quanto molto innovativi ed utilizzati per fini di studio, non permettono ancora di cambiare le indicazioni di alcuni farmaci, anche se probabilmente sarà così tra qualche tempo.
Anche la ricerca della traslocazione EML4-ALK viene eseguita solo all'interno di studi clinici condotti in alcuni centri come quello in cui lavoro.
Anche se è vero che bassi livelli di TS rendono i tumori sensibili alla terapia con Alimta, non ne è autorizzato l'uso nel ca squamoso. In casi particolari si può derogare alle regole dell'AIFA con una richiesta specifica che può essere accettata o rifiutata.
Riguardo ERCC1, la sua bassa espressione favorirebbe la sensibilità al cisplatino.
Ha già fatto cisplatino? Quanto tempo prima?
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
Azienda Ospedaliera-Universitaria - Catanzaro

[#2] dopo  
Utente 153XXX

da un anno e mezzo si puo dire che dedico la mia vita a cercare di far vivere papà il piu a lungo possibile.
Papà ha fatto chemio neoadiuvante con 5 cicli di platino gemcitabina fino ad agosto 2010, dalla quale aveva avuto risposta parziale. riduzione della massa del 30% circa. Pneumonectomia dx settembre 2010. é andato in progressione gia a dicembre alle ossa e al polmone sx. Inizia taxotere a vuoto: interrotto immediatamente causa forte laringospasmo. Gli oncologi erano molto incerti sul da farsi, dicendomi che si sarebbe potuto tornare al platino o al carbonplatino associandolo a vinorelbina, date le buone condizioni di papà, ma che magari avremmo risolto poco dato che era andato in progressione da questo.
Allora sono seguiti 3 cicli di sola vinorelbina alla quale ho personalmente associato alcune terapie alternative di supporto. La tac di venerdi mostra stabilizzazione della malattia e scomparsa delle lesioni polmonari a carico del polmone sx. Non so a questo punto a chi attribuire il merito del successo avuto. Conosco benissimo il decorso della malattia, ma per sopravvivere devo gioire di questo buon risultato per ora.
Mi sono personalmente attivata, in accordo con gli oncologi, ad eseguire questi esami sui tessuti di papà. Il mio scopo è quello di eviragli sofferenze inutili e chemioterapie insignificanti che hanno gli effetti collaterali che hanno.
Ho spedito pure un vetrino in Germania dove ricercano la mutazione IGFR1 che papà risulta avere molto amplificata.
Dai medici da me consultati mi risulta che l'alimta viene usata da qualche centro qui in italia come terapia anche in k non adenocarcinomi per cui avendo una bassa espressione di timidilato sintetasi ho pensato che potesse essere presa in considerazione.Non le risulta? In America hanno avuto buoni risultati come terapia di mantenimento su K squamosi. Lei pensa che al platino potremmo tornarci o comunque conviene mantenere il protocollo attuale data la stabilizzazione? Ovviamente lo prendo solo come un consiglio, un parere.

[#3]  
Dr. Vito Barbieri

Referente scientifico Referente Scientifico
32% attività
20% attualità
16% socialità
CATANZARO (CZ)

Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Il mio parere personale è che "squadra che vince non si cambia", quindi se i cicli di vinorelbina sono solo 3 connverrebbe comntinuare, visto che alcune lesioni sono scomparse e quindi non è solo una semplice stabilizzazione. Questo è già un gran risultato.
Riguardo ALimta si potrebbe in caso di progressione chiedere un "uso off label" indicando il dato della TS; ciò perchè condivido il suo pensiero, ma il limite sta solo nelle indicazioni del farmaco che lo limitano, in condizioni normali, ai soli adenocarcinomi (infatti ogni quando lo si prescrive bisogna ottenere il "permesso" dell'AIFA attraverso una scheda da compilare online).
Riguardo l'IGF1-R, il farmaco che è stato sperimentato contro di esso (figitumomab) non ha dato risultati utili ed è tossico, quindi la Pfizer che lo ha sperimentato ha interrotto le sperimentazioni (era stata attivata anche presso il mio centro).
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
Azienda Ospedaliera-Universitaria - Catanzaro

[#4] dopo  
Utente 153XXX

Le ho scritto erroneamente IGFR ma in realtà la mutazione che ho fatto ricercare sui tessuti di papà in Germania è L'FGFR1 dove proprio adesso in Aprile sta partendo il trial di fase 1 con l'uso del Novartis BGJ, fin ora utilizzato per k mammari. Lo studio è diretto dal prof Jurgen Wolf.
Quindi da quello che capisco l'Alimta puo essere utilizzato per altra indicazione solo attraverso specifica richiesta dell'oncologo, è una sorta di ulilizzo del farmaco ad uso compassionevole.
Ultima domanda: la vinorelbina va adesso continuata senza sosta, fino a progressione malattia? non va fatto un periodo di pausa?

[#5]  
Dr. Vito Barbieri

Referente scientifico Referente Scientifico
32% attività
20% attualità
16% socialità
CATANZARO (CZ)

Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Mi complimento per la ricerca accurata di nuovi farmaci che sta facendo. E' addirittura arrivata ad un farmaco in fase I, tuttavia l'unico modo per ricevere uno di questi farmaci è entrare nella sperimentazione, se i criteri di inclusione lo permettono.
Riguardo Alimta quello di cui parlo più che un uso compassionevole è un tentativo di uso off label (fuori indicazione) che può essere accettato o meno dall'AIFA dopo l'invio da parte dell'oncologo di una e-query (procedura che si svolge tutta sul sito dell'AIFA) quale tentativo di ottenerlo.
Non mi risultano dati che indichino l'utilità della vinorelbina oltre sei cicli.
Cordiali Saluti
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
Azienda Ospedaliera-Universitaria - Catanzaro

[#6] dopo  
Utente 153XXX

vorrei che nulla di fattibile rimanesse intentato....dopo di che, io da figlia posso fare solo ciò che umano fare.....ciò che non è umano non è nelle mie mani.
Papà rientra perfettamente nel trial di cui le ho parlato....In Germania si può dire che si sono messi mooooolto a disposizione per farlo partecipare una volta appurato che ha l'FGFR molto amplificato ; aspettano il risultato di questa tac che abbiamo appena fatto.....
Il mio grande problema è che loro ci vogliono a Colonia ogni settimana per i primi due mesi; la chemio è in pillole e loro un monitoraggio devono pur farlo giustamente. La distanza mi pare un ostacolo insormontabile, non per me ovviamente; sono certa che mio papà la vivrebbe molto male questa cosa....oltretutto "gettarlo" in una sperimentazione di fase I mi preoccupa un pò anche se le osservazioni di questi medici sulla correlazione tra la mutazione FGFR1 e l'istologia squamosa sembrano essere davvero interessanti.

[#7]  
Dr. Vito Barbieri

Referente scientifico Referente Scientifico
32% attività
20% attualità
16% socialità
CATANZARO (CZ)

Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Purtroppo partecipare ad una sperimentazione significa anche non mancare alle visite previste dalla schedula. In realtà anche la distanza dal luogo dove si conduce la sperimentazione sarebbe un criterio (non obbligato) per non accettare un paziente. Tuttavia le sue motivazioni sono chiare ed indiscutibili così come obiettivamente considera tutti i pro e contro della situazione.
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
Azienda Ospedaliera-Universitaria - Catanzaro

[#8] dopo  
Utente 153XXX

gentile dottore
seppure al terzo ciclo di vinorelbina papà avesse avuto una remissione pressochè totale della malattia (polmone surrene ossa), adesso e c'era da aspettarselo, è andato in progressione. La tac mostra un interessamento linfonodale tra l'esofago e lo stomaco... Da quello che mi pare di capire resta il tarceva ma mi risulta che risultati sullo squamoso non ce ne siano stati affatto in assenza di mutazione.... Riprovare col platino? Il taxotere purtroppo non è stato fatto per via di una reazione allergica...Papà ha uno status ottimale, buoni esami del sangue, asintomatico su tutto.... o sarebbe il caso di provare un uso off label dell'alimta avendo il timidilato sintetasi negativo?
La ringrazio per qualsiasi consiglio vogliate daarmi.

[#9]  
Dr. Vito Barbieri

Referente scientifico Referente Scientifico
32% attività
20% attualità
16% socialità
CATANZARO (CZ)

Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Mi complimento sempre perchè, pur nella sua sofferenza riesce a fare da solo ricerche molto approfondite. In effetti ha senso tentare di ottenere l'uso off-label di ALimta.
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
Azienda Ospedaliera-Universitaria - Catanzaro

[#10] dopo  
Utente 153XXX

La sofferenza è grande, ma l'amore di una figlia per il proprio padre lo è ancora di più. Finalmente ho il referto in mano: delle vecchie mts al surrene e al polmone neppure l'ombra.....quest'ultime anzi ancora più invisibili. Leggo però di questa linfoadenopatia colliquata in sede cardiofrenica, nella cavità del polmone asportato di 5 cm....Certo che è strano però che vada ancor piu in regressione altrove e spunti questa linfoadenopatia che poi non si vedeva minimamente in una lastra al torace fatta un mese fa.... Il radiologo consiglia pet. Non sia ipotizzabile che possa essere dell'altro vero? ultima domanda: è complesso e lungo ottenere un farmaco off label? La ringrazio infinitamente per i suoi importanti consigli.

[#11]  
Dr. Vito Barbieri

Referente scientifico Referente Scientifico
32% attività
20% attualità
16% socialità
CATANZARO (CZ)

Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Intanto è più che opportuno fare la PET per questo linfonodo apparentemente in "controtendenza".
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
Azienda Ospedaliera-Universitaria - Catanzaro

[#12] dopo  
Utente 153XXX

anche il radiologo consiglia pet... dottore, ho avuto modo di constatare piu volte che la pet marca con facilità anche infiammazioni pur di lieve entità..... Pensa possa essere attendibile per il caso? non è alto il rischio di un falso positivo? la mia è solo curiosità ed anche voglia di risparmiare esami e fatiche a papà non c'è alcun tipo di illusione perchè so che sicuramente sarà la ripresa della malattia....

[#13]  
Dr. Vito Barbieri

Referente scientifico Referente Scientifico
32% attività
20% attualità
16% socialità
CATANZARO (CZ)

Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Considerate le dimensioni della linfoadenopatia, una eventuale positività in PET sarebbe rilevante in caso di recidiva e quindi distinguibile da un falso positivo, sempre possibile.
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
Azienda Ospedaliera-Universitaria - Catanzaro