Utente
Gentile dottore, la patologia di partenza di mio marito è stata un tumore allo stomaco con una metastasi epatica. Con la chemioterapia è stato ridotto il tumore, quindi è avvenuta la prima operazione (luglio 2007:gastrectomia, splenectomia e parziale resezione epatica) . Dopo 4 mesi dalla prima operazione è stata rilevata una lesione epatica di 4cm, ridotta con la chemio a 2,5cm, quindi c'è stata la seconda operazione ( settembre 2008:resezione del VI° seg. epatico), un mese fa gli sono state trovate 4 lesioni da 4mm fra il VII° e l'VIII° seg. epatico, il 22 dicembre ha fatto il primo di una serie di cicli chemioterapici, questa volta nel cocktail di farmaci , che comprende cisplatino ecc., il Taxotere è stato sostituito con l’Irinotecan, perché mio marito si è molto indebolito .
Dopo solo un ciclo di terapie le analisi del sangue hanno evidenziato
transaminasi GOT a 68,00
transaminasi GPT a 31,00
latticoideidrogenasi a 1.774,00
gammaglutamiltrasferasi a 538,00
fosfatasi alcalina a 491,00
il resto dei valori non è lontano dai valori di riferimento, ma mio marito non ha potuto fare il secondo ciclo di chemioterapia. I medici dicono che si tratta solo di un po’ di tossicità rimasta in circolo e che la nuova terapia si verifica solo dopo tre cicli, ma io ho paura che passi troppo tempo. Per questo vorrei sapere : è possibile che per mio marito l’Irinotecan sia più tossico del Taxotere?
Bisogna per forza aspettare 3 cicli per verificarlo?
L’Irinotecan è comunque efficace per la patologia di mio marito?
Grazie, Grazie, Grazie...come sempre, quando ho un dubbio che non mi fa dormire, non ci siete che voi di Medicitalia
giovanna

[#1]  
Dr. Alessandro D'Angelo

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Certamente i chemioterapici non sono caramelline e possono dare tossicità anche a lunga durata.

L'irinotecan è un farmaco efficace nella patologia gastrica; il problema è che la patologia gatsrica è difficile da debellare (motivo in più per evitare un accanimento terapeutico).

Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
(email: dangelo@oncologiataormina.it)

[#2] dopo  
Utente
Gentile dottor D'Angelo, la ringrazio sinceramente per la sua attenzione. Per ora mio marito , anche se molto debole, non ha dolori e riesce a condurre una vita dignitosa, spero che ancora non si possa parlare di accanimento terapeutico,ha solo 53 anni e forse si può cercare di farlo vivere ancora un po'. Ma forse lei ha letto nei risultati delle analisi qualcosa di molto preoccupante, la prego me lo faccia sapere.
grazie ancora tanto
giovanna

[#3]  
Dr. Alessandro D'Angelo

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In medicina in genere ma soprattutto in oncologia la valutazione del paziente somma sia la parte degli esami clinici e strumentali che anche le condizioni generali, le comorbidità, l'età...
Inoltre spesso la valutazione del tipo di trattamento dipende anche da ciò che ci si aspetta dalla terapia in base alla patologia risocntrata.

Pertanto è obbligo dell'oncologo valutare (col paziente davanti) i pro e contro di ogni trattamento.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
(email: dangelo@oncologiataormina.it)