Utente
Buongiorno Dottori,

ho 39 anni e ormai da 9 mesi soffro di un dolore alla gamba sinistra, nella zona dei muscoli adduttori, della parte interna della coscia e tutto intorno all'attaccatura della gamba, con la sensazione di una sorta di corona di spine che cinge l'attaccatura della coscia con pizzicori, spilli, fitte, aghi e indolenzimento del tutto variabile in varie zone della gamba, indolenzimento generale della gamba, fitte in forma di spilli o pulsazioni in zona anca, sotto e sopra coscia, parte interna coscia, zona osso pubico.

Per altro aggiungo che in occasione di particolari movimenti, come stare in mezza accosciata e sollevare qualcosa anche di leggero facendo forza sulle gambe, mi capita di sentire una fitta come uno spillo che attraversa le parti sotto i glutei, in corrispondenza della parte bassa delle ossa del bacino (tuberosità pubica se non sbaglio) e la zona centrale sotto l'ano, in corrispondenza della sinfisi pubica (se non sbaglio si chiama così la zona di unione delle ossa pubiche o comunque delle ossa sottostanti le natiche).

A fine aprile 2007 ho subito una sorta di colpo della strega per l'errato sollevamento di uno scatolone: l'effetto è stato quello di una sorta di scossa elettrica e dolore diramatosi in orizzontale nella zona lombare, nel bacino e lungo entrambe le gambe. Tale evento si è aggiunto ad un preesistente dolore nella parte interna della coscia sinistra in zona inguinale probabilmente dovuto a sforzo eccessivo e prolungato nella attività alpinistica ed escursionistica in montagna che pratico, o meglio praticavo, essendo al momento sospesa.

L'evento traumatico ha comportato lombo sciatalgia che con antiinfiammatori e nuoto dal mese di giugno ad oggi che è praticamente passata. La comparsa dei suddetti fastidi dipende dal tipo di attività che svolgo: a volte stando seduto (lavoro al computer cercando di seguire le norme previste per la corretta postura per lavoratori al videoterminale, con una sedia a norma 626), a volte camminando o solo stando in piedi e sono del tutto variabili. Faccio esercizi di stratching e di ginnastica posturale quasi ogni sera e continuo con il nuoto 2 volte a settimana (stile e dorso appaiato).

Ho eseguito diversi accertamenti che riporto di seguito:

1. RX COLONNA LOMBO-SACRALE e RX SACRO-COCCIGE (04-06-2007): non evidenti lesioni ossee focali. Angolo sacrale acuto con riduzione dello spazio discale L5-S1. Conservati i restanti spazi discali. Metameri di regolare altezza e morfologia, in asse.

2. RNM LOMBO SACRALE (16-06-2007): indagine eseguita con sezioni sagittali TSE T1 e T2 pesate e sezioni assiali TSE T2 pesate. Diametri canalari ossei nei limiti di norma. A L4-L5 è presente modestissima e focale protrusione mediana posteriore con appoggio sulla superficie ventrale del sacco durale. Normocontenuti i restanti dischi intersomatici esaminati. Normale il segnale del cono midollare.

3. RX ANCA SINISTRA (12-07-2007): si rileva iniziale appuntamento artrosico del ciglio osseo del tetto acetabolare. La congruenza dell’anca è normale e lo spazio articolare coo-femorale non è significativamente compromesso in ampiezza. Non si rilevano alterazioni osteo-strutturali né significative calcificazioni periarticolari. Fleboliti nello scavo pelvico.

4. Elettromiografia ENG-EMG (12-07-2007): reperti nella norma, normale ogni zona esaminata della gamba sinistra

5. RX RACHIDE LOMBO-SACRALE IN FLESSO-ESTENSIONE (25-09-2007): i metameri lombo-sacrali sono normoconformati e non si rilevano alterazioni osteo-strutturali focali.
A livello degli spazi discali D12-L1 e L1-L2 si proiettano piccole calcificazioni distrofiche.
L’ampiezza degli spazi discali lombari non è significativamente compromessa, ma lo spazio L5-S1 è leggermente assottigliato dorsalmente.
L’ampiezza dei forami di coniugazione è normale.
L’ampiezza dei movimenti di flesso-estensione è notevolmente ridotta.
Il quadro radiologico non è significativamente evoluto rispetto ad un precedente del giugno scorso.

Riguardo a "l’ampiezza dei movimenti di flesso-estensione è notevolmente ridotta" c'è da dire che nell'effettuare la radiografia io mi sarei piegato di più sia in avanti che indietro, ma il radiologo mi ha detto che bastava... Tant'è che negli esercizi di stratching che faccio ogni sera non ho problemi a flettermi in avanti e toccare i piedi a gambe tese.

Ho eseguito:
- visite ortopediche
- visita fisiatrica
- visita neurochirurgica
- visita urologica per sospetta recidiva di varicocele (operato per varicocele sx 14 anni fa) da cui è emerso che è tutto normale
- 6 sedute di fisioterapia, di cui 3 con correnti RTC pe la disinfiammazione della zona lombare
- 3 sedute di onde d'urto ai muscoli adduttori della gamba sinistra per riattivare la circolazione prescritte dal fisiatra (col mio dubbio che servano davvero...)
- 5 trattamenti osteopatici che hanno eliminato il dolore alla zona sacrale e coccige, le contratture muscolari della schiena e il dolore lombare, per cui ho riacquistato una maggiore mobilità e flessibilità della schiena e non ho più dolori nel flettermi e solo modesti nel dormire supino.

Il neurochirurgo sostiene che i dolori sono dovuti all'assottigliamento dello spazio interdiscale L5-S1, per cui vengono compressi dei nervi e suggerisce, se col nuoto non passa, di inserire un dispositivo interdiscale per distanziare le due vertebre ravvicinate (a 39 anni? e per un assottigliamento modesto?)

L'ortopedico dice che si tratta di pubalgia.

Il fisiatra dice che si tratta di tendinite dei muscoli adduttori, mentre non aveva risposte per i dolori al bacino e zona lombare.

Tutti hanno rilevato una normale mobilità articolare della gamba sx su tutti i piani ed escluso problemi di ernia del disco e constatato che la "modestissima protrusione discale L4-L5" non è causa di tali disturbi.

Io non so più cosa pensare e non capisco come mei tutti questi fastidi continuino dopo che ho smesso l'attività sportiva e alpinistica, dopo il nuoto, lo stratching e i trattamenti effettuati.

Le domande ora sono:

- può la protrusione L4-L5, a detta di tutti irrilevante, determinare i suddetti dolori?

- il problema è dovuto alla ridotta distanza (angolo acuto) delle vertebre L5-S1? se sì non c'è altro modo di intervenire senza operazioni per mettere i distanziatori che dice il neurochirurgo?

- può essere un qualche tipo di problema vascolare alla gamba? in tal caso che tipo di esami devo fare per rilevarlo?

- una RNM o una TAC o una ecografia alla gamba possono dare indicazioni?

- può trattarsi di un inizio di coxartrosi o necrosi selettiva della testa del femore (ipotizzata dal fisiatra)?

- può essere tutto dovuto all'appuntimento artrosico del ciglio osseo del tetto acetabolare? A detta dell'ortopedico che mi ha visitato e del fisiatra non è niente di rilevante, ma tale inspessimento dell'osso può determinare questo tipo di fastidi?

- considerando che ho 39 anni e che non posso pensare di abbandonare qualsiasi attività fisica o alpinistica o sportiva a 39 anni, se il problema è dovuto all'appuntimento artrosico si può risolvere con un intervento di artroscopia? Ha degli effetti collaterali o controindicazioni o rischi?

Mi scuso per le tante domande, ma non so più che pensare e non riesco a trovare risposte adeguate! So solo che da qeull'evento di fine aprile continuo ad avere indolenzimento variabile come sopra descritto e la gamba che continua a farmi male, il tutto aggiunto al precedente dolore in zona inguinale e interno coscia che, come detto, era già presente da diversi mesi prima di quell'evento.

Ringrazio per un eventuale contributo!

Roberto

[#1]  
Dr. Luigi Di Lorenzo

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Salve,
quadro abbastanza complesso!
difficile farsi una idea senza visitarla
Ogni collega potrebbe aver dato il suo piccolo CORRETTO contributo.
Mi permetto solo di aggiungere:
Sicuramente il "modestissima" riferita alla protrusione non può escludere che la protrusione stessa sia la causa del dolore poichè di per se la protrusione è già patolgoica è causa frequentemente dolore
poichè il disco slabra il legamento longitudinale anteriore ed il paziente solitamente ha in dolore lombare a fascia.
2) l'appuntimento artrosico, presumibilmente un osteofita del labrum acetabolare. è poco frequente ma può essere causa di un impingment(urto) dei muscoli che passano davanti all'anca ( psoas in particolare) e potrebbero essere causa del dolore alla faccia anteriore della coscia. Meritevole secondo me di una TC dell'anca con ricostruzione 3d oppure una RMN.
3) la sofferenza degli adduttori non la escluderei poichè potrebbe essere anche secondaria ad un alterato appoggio e cammino.
4) infine la indicazione alla chirurgica. Scolasticamente si da indicazione alla neurochirurgia se vi è un dolore insopportabile e refrattario alla terapia farmacologica e/o se vi è un significativo deficit motorio ( deficit radicolare motorio.
Concludo consigliandole di rivolgersi ad un ambulatorio di terapia del dolore. IL dolore severe se persistente diventa ineluttabilmente crnico..ed il dolore cronico non è più un sintomo ma una vera e propria malattia.
La aiuteranno sicuramente a gestirlo.
Cordiali saluti

Luigi Di Lorenzo
www.luigidilorenzo.it

[#2] dopo  
Utente
Buongiorno Dott. Di Lorenzo,

la ringrazio per la sua opinione. Nel frattempo ho effettuato una visita da un posturologo-chiropratico che ha riconosciuto, come lei diceva al punto 3, dei problemi di appoggio e di cammino che comportano degli scompensi nella catena muscolare ed una errata curvatura della colonna vertebrale nella zona lombo-sacrale indotta dalla muscolatura posteriore che, a suo parere, sono causa di alterazioni al livello L5-S1 e determinano il problema che ho ai muscoli adduttori della gamba sinistra. A questo si aggiunge un possibile problema di occlusione dentale che verificherò nelle prossime settimane da un ortodentista specialista in questo tipo di problemi.

Intanto la ringrazio per il consulto, eventualmente terrò informati in questo post.

Roberto