Utente
DOPO AVER TRASCORSO ALCUNI MESI CON FORTI MAL DI SCHIENA SONO STATO SOTTOPOSTO ALL'ESAME IN OGGETTO.
IL REFERTO E' IL SEGUENTE:

1) RX COLONNA DORSALE
LIEVE SCOLIOSI SINISTRO CONCAVA, UN PO' APPIATTITA LA FISIOLOGICA CIFOSI.
INIZIALI APPUNTIMENTI OSTEOARTROSICI SOMATOMARGINALI AL TERZO MEDIO.
CONSERVATI GLI SPAZI INTERSOMATICI.

2) RX COLONNA LOMBO-SACRALE
PUNTIFORME CALCIFICAZIONE DI TINTA CALCARE A DESTRA DI L1
NON EVIDENTI SEGNI DI LESIONI OSSEE
ASSAI RIDOTTO LO SPAZIO INTERSOMATICO AL PASSAGGIO LOMBO SACRALE
MODERATA SCHISI DELL'ARCO POSTERIORE DI S1

DETTO CIO' CHIEDEVO UN VOSTRO PARERE SUL DA FARSI, ED IN PARTICOLARE SE ESISTONO DELLE CURE SPECIFICHE PREVENTIVE PER RISOLVERE IL PROBLEMA.
GRAZIE PER LA VOSTRA DISPONIBILITA'

LUCIO

[#1]  
Dr. Alessandro Castagna

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SASSARI (SS)

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Io ritengo che la cosa migliore da fare sia quella di rivolgersi ad uno Specialista per una valutazione clinica da associare alla valutazione radiografica.
Lei deve considerare che la radiografia è un esame statico che da' delle indicazioni, ma in assenza di un buon esame clinico è impossibile, ma soprattutto non è corretto consigliare delle terapie.
Buona giornata
Dr Alessandro Castagna

[#2]  
Dr. Alessio Lovi

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TORINO (TO)
MILANO (MI)

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Gentile Lucio,
dovrebbe essere più chiaro su cosa Lei intende per mal di schiena.
Verosimilmente il Suo dolore è nella parte bassa della schiena ossia nella parte lombare dove sulla radiografia eseguita si evidenzia una riduzione dello spazio tra una vetebra e l'altra.
Consideri che alla Sua età la scoliosi non è responbabile di mal d schiena, a maggior ragione se lieve, così come non lo è la schisi.
Probabilemtne il suo dolore è conseguenza di una discopatia lombare o di una iniziale artrosi a carico delle articolazioni chiamate faccette articolari.
A Sua disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali Saluti, Dr.Alessio Lovi.

[#3]  
Dr. Mauro Granata

Referente scientifico Referente Scientifico
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ROMA (RM)

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Iscritto dal 2005
Il mal di schiena, termine assolutamente aspecifico, è un sintomo non una diagnosi. Tale sintomo andrebbe innanzitutto specificato da un punto di vista topografico, specificando il tratto del rachide interessato. La lombalgia ad esempio è un disturbo molto comune che arriva ad interessare nel corso della vita fino al 75% della popolazione costituendo la causa più frequente di disabilità e di assenza dal lavoro nei soggetti al di sotto dei 50 anni con importanti ripercussioni economiche e sociali.
Il dolore può limitarsi alla regione lombare, lombalgia propriamente detta, o irradiarsi lungo l’arto inferiore, lombosciatalgia o lombocruralgia.
I meccanismi in grado di provocare dolore lombare sono molteplici riconoscendo diversi aspetti patogenetici. Distinguiamo schematicamente un dolore di origine meccanica da uno di origine infiammatoria.. La sede di origine può essere rachidea o extrarachidea.
Malattie congenite, patologie degenerative (artrosi, osteoporosi, stenosi del canale vertebrale), spondiloartriti, reumatismi extrarticolari localizzati (fibrositi, entesiti) o generalizzati (fibromialgia) possono essere causa di dolore lombare.
Importantissimo perciò il percorso diagnostico e l’approccio terapeutico, spesso necessariamente multidisciplinare anche con trattamenti non convenzionali. GM
Mauro Granata