Utente 574XXX
Buongiorno,
il 15.11 scorso durante partita di rugby ho subito placcaggio su gamba che ha comportato distorsione caviglia per eversione.

A seguito dell'evento dolore atroce ed impossibilità a deambulare (riuscivo solo a caricare il peso, ma non a camminare).

Mi reco quindi al PS, e dopo RX, questa la diagnosi: "frattura malleolo peroneale tibio-tarsica dx - prognosi 35 gg".
Mi viene applicato un emistivaletto gessato e richiesto controllo con RX dopo una settimana.

A mia domanda di cosa occorresse fare per i legamenti della caviglia che evidentemente avevano subito lesioni a seguito della grave distorsione subita, l'ortopedico mi rispose che l'immobilizzazione dell'articolazione avrebbe guarito anche quelli.


Preciso che con l'immobilizzazione non ho più avuto dolore e non vi è stata necessità di assumere antidolorifici.


Il 26.11 eseguo controllo e rx all'esito dei quali l'ortopedico scrive "eseguita oggi rx di controllo sotto gesso va bene", disponendo di continuare con lo stivaletto gessato per altri 20gg, deambulare in SCARICO ASSOLUTO...controllo clinico e radiografico dopo 20 gg.


Il prossimo 17.12 ho quindi appuntamento per rimozione stivaletto e RX.


Nel frattempo ho ritirato la radiografia effettuata il 26.11 con il relativo referto che testé recita: "Controlli in postumi recenti di frattura composta obliqua spiroide diametafisaria distale del perone.
Non si apprezzano scomposizioni del focolaio di frattura rispetto all'esame di riferimento del 15.11 u.
s. I rapporti articolari sono conservati; risulta ampliato lo spazio tibio-peroneale distale a livello della doccia tibiale.
Ridotta la tumefazione edematosa delle parti molli perimalleolari.
Quale reperto collaterale entesopatia calcifica inserzionale calcaneare".


Ora le mie domande sono:
- cosa significa che risulta ampliato lo spazio tibio-peroneale distale a livello della doccia tibiale?

- devo (o dovrò) fare anche esami (RMN, ecografia?) per valutare lo stato dei legamenti e cartilagini o effettivamente l'immobilizzazione di 30gg può aver guarito anche quelli lesionati?


Grazie anticipatamente per il riscontro.

[#1]  
Dr. Giuseppe Coli'

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Gentile utente, considerando che è trascorso quasi un mese dal trauma, la dicitura "ampliato lo spazio tibio-peroneale distale a livello della doccia tibiale" può essere dovuta ad una lesione ligamentosa. La RMN sarà necessaria solo se nel tempo dovesse avere problemi di instabilità articolare e quindi non è il caso di eseguirla subito. Importante, vista la sua attività sportiva, sarà invece fare una buona fisioterapia e rieducazione della caviglia con potenziamento dei muscoli stabilizzanti.
Cordialità
Dr. Giuseppe Colì
Specialista Ortopedico
Malattie metaboliche dell'osso
Ex responsabile centro Osteoporosi

[#2] dopo  
Utente 574XXX

Buongiorno Dottore,
la ringrazio per la cortese risposta.
Segnalo - probabilmente non mi ero espresso bene - che la RX da cui risulta "ampliato lo spazio tibio-peroneale" è stata effettuata 10 giorni dopo il trauma.

Settimana prossima farò RX dopo 30 gg dal trauma.

Cordiali saluti

[#3] dopo  
Utente 574XXX

Buongiorno,
torno sul quesito già posto per evidenziare quanto segue.

Il 17 dicembre in ospedale rimuovo gesso e mi viene fatta RX dalla quale risulta che i processi riparativi della frattura sono in buona evoluzione. L'ortopedico che mi visita mi dice quindi che va tutto bene.
Allora evidenzio al medico che il referto della radiografia segnalava che risultava ampliato lo spazio tibio-peroneale distale; il medico ricontrolla la lastra e mi dice che effettivamente risulta un po' ampliato lo spazio tra tibia e perone ma la pinza è buona e non bisogna fare nulla.

Ho quindi ritenuto opportuno effettuare una visita privata per avere un ulteriore consulto.
Il medico ortopedico che mi visita e vede le lastre che gli ho portato (quelle che mi sono state fatte al PS ed all'ospedale) mi dice che probabilmente si è verificata una lesione della sindesmosi e che potrebbe essere opportuno valutare un intervento chirurgico finalizzato alla riduzione dello spazio tibio-peroneale e quindi al restringimento della pinza malleolare; il medico giustificherebbe l'intervento in quanto con una pinza allargata si potrebbe incorrere in usura della cartilagine e possibile artrosi della caviglia tra qualche anno; mi prescrive quindi risonanza magnetica.

Nel frattempo ho iniziato la fisioterapia, cammino quasi normalmente se pur con ancora una lieve zoppia.

Ora mi domando:
- effettivamente vi può essere rischio concreto di sviluppo di artrosi della caviglia?
- è possibile nel caso diminuire il rischio facendo opportuna ginnastica di rinforzo muscolare e tendineo?
- come può essere possibile che nelle tre visite che mi sono state fatte in ospedale (una al PS, una di controllo, una di rimozione gesso) da tre medici diversi non mi è stato detto nulla in merito a tale allargamento della pinza e ciò nonostante dal referto della RX effettivamente risultasse indicazione di "ampliamento spazio tibio peroneale" ?
- un intervento chirurgico di riduzione dello spazio tibio peroneale distale può effettivamente essere utile?
- ma soprattutto può essere efficacemente effettuato mesi dopo l'evento traumatico ?

Vi ringrazio.
Cordiali saluti

[#4]  
Dr. Giuseppe Coli'

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Gentile utente, dato il tempo trascorso, ritengo poco utile eseguire ora un intervento di riduzione della diastasi. L'artrosi può comunque seguire ogni frattura che interessi un articolazione. Esegua prima e più correttamente la RMN che le hanno prescritto per valutare meglio le condizioni dei legamenti e la struttura della spongiosa ossea. Ci tenga informati
Dr. Giuseppe Colì
Specialista Ortopedico
Malattie metaboliche dell'osso
Ex responsabile centro Osteoporosi