Utente
Buongiorno.
A metà ottobre ho subito trauma della strada, provocandomi doppia frattura alla tibia: una prossimale obliqua esposta sul piatto tibiale e l'altra trasversale della diafisi distale.
Oltre alla frattura della tibia, presenti anche due fratture al perone in corrispondenza delle due tibiali ma che non necessitano di intervento chirurgico.

Il giorno dell'incidente sono intervenuti con posizionamento di FEA.
Fatta terapia antibiotica per scongiurare infezioni a causa dell'esposizione dell'osso.
Dopo 10 giorni sono intervenuti di nuovo per riallineamento fissatore esterno e posizionamento compressori con l'obiettivo di mantenere allineata la frattura distale e favorire la formazione del callo osseo.

A distanza di un mese dal secondo intervento, dopo avere effettuato RX di controllo, mi contattano dall'ospedale per dirmi che:
- la frattura prossimale è in via di consolidamento
- la frattura distale invece presenta scarso callo osseo
Sostanzialmente mi dicono che tra due settimane dalla telefonata, mi ricoverano di nuovo (preventivamente mi fanno altri raggi) e i casi sono due:
1) se la frattura prossimale si è consolidata, intervengono con un chiodo per sistemare la frattura distale.

2) se la frattura prossimale non si è consolidata del tutto, in ogni caso intervengono con placche e chiodi per sistemare la frattura distale.


A questo punto chiedo un vostro parere in merito alla loro decisione, perché io ho molti dubbi...
All'inizio mi avevano detto che le tempistiche per rimarginare le fratture erano lunghe e di portar pazienza...ora sembra siano loro ad avere fretta di operarmi quando è passato solo un mese dall'ultimo intervento.
È una cosa così anormale che ci sia scarso callo osseo dopo un mese?

E poi mi avevano detto che il chiodo andava bene per la frattura distale ma non per quella prossimale perché poteva portare all'apertura dell'osso.
Ora la domanda è: non è un po' prestino intervenire con un chiodo su una frattura che si è consolidata da poco?


Sono un po' preoccupato, anche perché sinceramente nella mia ignoranza, avrei aspettato ancora un po' per vedere se non c'era proprio speranza che si formasse il callo osseo nella frattura distale.
in più ho letto che intervenendo con chiodi o placche su fratture esposte, si rischia maggiormente infezioni, è corretto?
Non capisco comunque questa fretta...


Voi cosa ne pensate?
Grazie mille.

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Dr. Umberto Donati

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Una frattura bifocale può avere tempi diversi di consolidazione, ma è difficile esprimere un parere senza avere contezza della situazione effettiva. Se le hanno telefonato, è possibile che abbiano trattenuto le radiografie e ne abbiano discusso collegialmente, e siano quindi arrivati a questa decisione. Sulla tempistica, va detto che tra due settimane saranno passati due mesi, e non solo uno, e che comunque verranno fatte altre rx, per cui avrà modo di confrontarsi ancora con gli ortopedici. Tenga conto infine che una osteosintesi con il chiodo consente un miglior riallineamento dei tre monconi e che il ricorso a viti e placche consente una più stabile osteosintesi, e in entrambi i casi la guarigione è più rapida che con il Fissatore esterno. Aggiungo che anche le indicazioni a chiodo e/o viti sono coerenti con quello che era stato detto a ottobre, e che i rischi di infezione non vengono mai affrontati con leggerezza. Non so dove sia stato trattato a ottobre (solo in città ci sono tre strutture che si occupano di traumatologia) ma credo che possa stare tranquillo, anche perché, lo ripeto, avrà modo di fare tutte le domande che vorrà porre e avere tutti i chiarimenti necessari su cosa succede se fa l'intervento e su cosa succederebbe se non lo facesse, sul rischio di infezione e di rifrattura, ecc, in modo da poter decidere con serenità. Ci tenga aggiornati, se lo desidera.
Cordiali saluti.
Umberto Donati, MD
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