Frattura malleolo

Buon giorno,
Il 28 dicembre sono scivolata sulla neve, e purtroppo mi sono rotta il malleolo in tre punti, subendo una frattura trimalleolare.

Premetto che non mi hanno operato immediatamente per un equivoco venutosi a creare.
E nel frattempo sono stata ingessata.

Due settimane dopo, mi hanno finalmente operato inserendo due viti e una placca, dopo di che, mi hanno fatto una doccia gessata per circa altri 20 giorni.
Ad oggi, e nonostante la situazione sia migliorata naturalmente, (riesco a deambulare con due stampelle), la rigidità venutasi a creare dal post operatorio, nonostante si sia in parte risolta, tende comunque a rimanere tanto da impedendire una normale flessione del piede, (sia verso l'esterno che verso l'interno) che differisce dall'altro.

In pratica non riesco a compiere il movimento fondamentale per poter camminare correttamente.

A breve comincerò a fare le terapie che la fisiatra mi ha prescritto, (premetto che appena ero in grado, ho fatto a casa degli esercizi per riabituare la caviglia alla mobilità e per rinforzare i muscoli).


La mia paura è che oltre al gonfiore, a creare il problema possano essere più fattori, (magari concomitanti) come per esempio:
- le viti messe
- il gonfiore ancora non riassorbito
- la cicatrice che tira la pelle
- l'astragalo non posizionato correttamente..
- l'osso riformatosi male..
- mancanza di cartilagine.


Ho paura di non tornare più a camminare bene, e di rimanere zoppa, voi che parere dareste?

Devo preoccuparmi?
Cosa mi consigliate?
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Dr. Daniele Tradati Ortopedico 593 164
Gentile utente,
sicuramente lei è andata incontro a una frattura complessa, che non poteva essere trattata se non chirurgicamente. All'aumentare della complessità dell'intervento chirurgico purtroppo aumentano anche i rischi associati, la rigidità è uno dei primi punto solitamente comunque la ripresa del range di movimento è tale da far recuperare al paziente una deambulazione molto simile a quella normale anche se parzialmente limitata, soprattutto ai gradi estremi. La tumefazione permarrà per molti mesi dopo l'intervento.Serve di pazienza, appena possibile inizi con la fisioterapia, meglio ancora se in acqua.
Migliori saluti
Dr. D.Tradati

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[#2]
dopo
Utente
Utente
La ringrazio dottore.
Mi preoccupa una possibile mancata ripresa delle attività quotidiane e i limiti che potrebbero rimanere.
Inoltre faccio anche un lavoro per cui devo muovermi abbastanza..
spero di recuperare al meglio.

Intanto che aspetto l'ok per fare la fisioterapia, posso fare degli esercizi in acqua magari da casa, nella vasca da bagno?
al momento, nonostante riesca a "camminare" con una stampella, zoppico e non riesco a muovere bene la gamba..
non vorrei che questa rigidità potesse permanere sempre, o al punto
da farmi camminare male...
spero davvero che facendo le terapie prescritte dal fisiatra, guarirò al meglio.

Queste sono le terapie che dovrò fare:

-10 KT TT dx
-10 Tecar TT
-10 Massoter. cicatrici
-Ionoforesi con artrosilene FL TT

Un' ultima domanda,
secondo lei questa terapia è sufficiente o devo fare qualcosa in più?

Grazie ancora
[#3]
dopo
Utente
Utente
Mi scusi Dottore, volevo chiederle inoltre se posso aiutarmi con un integratore per ossa e cartilagine o se è meglio che la guarigione avvenga da sola senza "velocizzare". Grazie
[#4]
Dr. Daniele Tradati Ortopedico 593 164
Integratori a meno che lei non abbia particolari carenze, non modificano in modo significativo l'ossificazione del focolaio di frattura. Non è mia abitudine consigliarli.

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dopo
Utente
Utente
Ok, grazie dottore.
Da tre giorni ho cominciato la fisioterapia, e la caviglia sta già migliorando molto. La rigidità è quasi sparita, e anche il gonfiore. La zona è molto più elastica anche se c'è ancora molto lavoro da fare.
Tuttavia, quando provo a camminare senza stampella, (dovrei ancora usarne una, ma a volte in casa non la uso perché a livello di camminata, e per brevissimi tratti, riesco senza), ho la sensazione (o meglio, il mio corpo mi comunica), che potrebbe essere la piastra con viti a darmi fastidio..
infatti mi fa male il nervo nella la zona adiacente.

Vorrei chiederle se ciò è normale calcolando le tempistiche fra intervento e recupero, (e calcolando che a volte in casa cammino senza stampella),
o se invece non lo è.
E se in ogni caso con il tempo il dolore andrà via o sarà sempre presente fintanto che ci sarà la piastra.
Volevo anche specificare che non cammino ancora bene, ma zoppico.
Quindi, se il tutto è normale in base ai tempi.


Grazie ancora

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