Utente
Salve dottori,
Sono un ragazzo di 38 anni, dal 2009 ho iniziato ad avere dei problemi di compensazione all'orecchio destro, e ho dovuto smettere di immegermi.

L'ultimo mio tentativo di immersione, risale al 2014, ma nuovamente disastrose possibilità di compensazione.

Feci delle visite, il primo otorino mi disse che il mio problema era articolazione temporo mandibolare.

Decisi di allontanare il mare, ma il problema persiste anche in altitudine in montagna, e non voglio pensare salendo su un aereo cosa potrebbe accadere al mio orecchio, penso anche l'esposione del timpano.

A questo punto dopo tanti anni, il 3 luglio 2020, mi decido di rivolgermi ad un altro otorino, tral'altro otorino subacqueo, quest'ultimo smentisce che il problema sia legato alla mandibola, ma sostiene che io abbia una disfunzione tubarica.

Mi fa una rinofibroscopia e trova la seguente cosa;
Presenza di neoformazione a livello del tosur tubarico destro (da eseguire biopsia).

Inizialmente mi dice che si tratta di un qualcosa di 2 cm x 5mm di grandezza, e che potrebbe essere causa del mio problema.

In seguito mi prescrive lavaggi nasali con fisiologica, rinoclenil, otovent per 35 giorni seguite da 1 ciclo di insufflazioni endotimpaniche.

Ma l'orecchio continua a non compensare.

Tornato a visita di nuovo, trascorsi i giorni inutili di terapia, mi dice che devo continuare con le insufflazioni, 3 cicli annui seguiti da esercizi con otovent.

Io penso invece che il problema venga da questa adenoide, che lui tral'altro mi sconsiglia di togliere.

Ho fatto la biopsia ed è risultata negativa, mi sono riferito ad un altro otorino, e dice anche lui che un adenoide può dare problemi di compensazione perché l'orecchio non riceve la ventilazione corretta, inoltre mi ha detto che è possibile rimuovere.

Sinceramente al giorno d'oggi, mi sembra veramente ridicolo che un medico sconsigli di togliere una cosa che crea dei problemi, soprattutto un dottore che si ritiene sportivo subacqueo.

[#1]  
Dr. Gianni Gitti

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Buonasera,
devo concordare con il collega sul fatto che con ogni probabilità il residuo di adenoidi non incide sul suo problema di compensazione. Potrebbe incidere solo se lei avesse un residuo di enormi dimensioni. Il problema sembra abbastanza chiaramente un problema di tuba di Eustachio. Se non si ottiene miglioramento con la terapia prescritta (otovent) potrebbe valutare l'dea di eseguire un ciclo di insufflazioni tubariche. Questa procedura risolve molto spesso il problema. Se neppure questo avesse successo potrebbe valutare l'esecuzione di una dilatazione endoscopica della tuba di Eustachio. Questa dilatazione si esegue inserendo nella tuba un palloncino che poi viene gonfiato in modo da ripristinare la naturale apertura. Sono procedure che si eseguono solo in centri selezionati.
Per ulteriori dettagli può visionare in nostro sito ed il nostro blog, partendo dalla pagina seguente:
https://www.icare-cro.com/insufflazioni-tubariche.html

Cordialmente
Dr. Gianni Gitti
Specialista in Otorinolaringoiatria, Medicina del Sonno e Medicina estetica
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[#2] dopo  
Utente
Grazie per la risposta dott Gitti.
La dimensione del tessuto che ha trovato è di circa 2 cm x 5mm, non è abbastanza grande da dar problemi di compensazione?
Poi è proprio sconsigliata l'asportazione?
Inoltre ho già fatto un cilco di insufflazioni endotimpaniche seguite da otovent, ma senza risultato.
Lui sostiene che la tuba sia atrofizzata e potrebbe aver bisogno di tempo, prima di tornare efficiente.
Quindi mi ha consigliato almeno 3 cicli annui di insufflazioni endotimpaniche seguite da 3 cicli da 40 giorni di otovent.
A dire il vero, l'orecchio compensa, solo che (a detta dal suo collega, avviene un air-trapping),cioè mi rimane il timpnano estroflesso dopo la compensazione,e non torna alla posizione neutrale.

[#3]  
Dr. Gianni Gitti

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Capisco,
purtroppo senza visitarla diventa difficile capire se il residuo di adenoidi possa avere un ruolo nella cosa, anche se credo che sia poco probabile. A questo punto potrebbe valutare se fare una dilatazione endoscopica della tuba di eustachio ma come detto la si esegue in pochi centri. Per esempio qui in Toscana che io sappia non la fa nessuno. Si trova qualcosa su Roma. Certo occorre capire se nel suo caso può essere indicata.

Cordialmente
Dr. Gianni Gitti
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[#4] dopo  
Utente
Grazie mille,
Ho dimenticato di dirle che sono stato da uno gnatologo, perché circa 11 anni fa, (più o meno il periodo che iniziai ad avere problemi alla compensazione),mi è compraso un click mandibolare (proprio uno scatto all' apertura della bocca, ma sul lato sinistro).
Lo gnatologo mi ha diagnosticato dei bei problemi atm.
Cercando in rete, ho trovato informazioni a riguardo, dove si includono problemi alla tuba causati dal condilio mandibolare.
Potrebbe allora essere la reale causa del mio problema?
Sto facendo un bite e vedere cosa succede.
Anche perché, se la tuba viene in qualche modo, premuta dal condilio mandibolare, sarebbe inutile, andare a fare una dilatazione di quest'ultima.

[#5]  
Dr. Gianni Gitti

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Sul fatto che i disturbi dell'articolazione possano determinare questo tipo di problema non esiste pieno accordo. In ogni caso fa bene a tentare questa strada, se non altro per risolvere il problema all'articolazione.
Dr. Gianni Gitti
Specialista in Otorinolaringoiatria, Medicina del Sonno e Medicina estetica
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