Utente
Buongiorno
mio figlio ha 8 mesi e mezzo, ed è nato di 32+6, 1,500 kg di peso, ma fortunatamente in perfetta salute. Non ci sono mai stati problemi particolari, è un bambino allegro, vivace e sorridente. Su consiglio del pediatra, abbiamo iniziato lo svezzamento a 5 mesi. Ad oggi Giorgio fa 5 pasti, di cui 3 di latte artificiale con biscotti (mai grandi quantità) e 2 di minestrine/pappine. Il problema è che rifiuta, in alcuni giorni quasi categoricamente, il cucchiaino, obbligandomi a somministrare le pappe con il biberon. Preciso che il bimbo è assolutamente capace di mangiare con il cucchiaino, visto che la frutta la mangia così, ed anche la prima parte della minestrina. Poi inizia a piangere, e vuole il biberon. Non so come comportarmi, anche in vista dell'entrata al nido, visto che comunque non è un gran mangione in generale: all'ultimo controllo, ad 8 mesi "anagrafici", 6 circa "corretti" pesava 7,100Kg ed era lungo 68,5. Grazie mille.

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Dr. Agnesina Pozzi

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Il piccolo cresce tra il 25° ed il 50° percentile in modo armonico; sembra che questo della pappa col biberon sia un capriccetto e basta essendo capace di usare il cucchiaino. Gli consenta di usarlo da solo, giocarci, fare pasticci, toccare il cibo in tutta libertà, ciò stimolerà la sua curiosità e lo farà famigliarizzare con i cibi più solidi e con la sua potenzialità di auto-nutrirsi divertendosi.

Attraverso il rapporto col cibo i piccoli mettono in atto strategie di attenzione e di controllo (o di ricatto..) sui genitori e diventano dei piccoli tiranni che con determinazione riescono ad ottenere il più delle volte ciò che vogliono.

Al momento non lo costringa e non faccia trapelare il suo disappunto; senza dare troppo peso alla cosa metta accanto a lui sia la pappina (in cui però deve lasciarlo pasticciare anche con le mani se lo desidera) e il biberon, senza mostrare che lei tiene ad una cosa più che ad un'altra e lo osservi senza insistere.

Con tutta probabilità il passaggio al nido comporterà necessariamente un cambiamento delle sue abitudini, probabilmente il rapporto con altre persone che non siano del nucleo famigliare potrà servirgli.

Cordiali saluti
Dr.Agnesina Pozzi